
GCAP, Edgewing apre a Torino il primo hub per il caccia del futuro
Torino diventa uno dei centri della progettazione del caccia di sesta generazione che Italia, Giappone e Regno Unito stanno sviluppando insieme. Edgewing, la società costituita dalle industrie aerospaziali dei tre Paesi per guidare il Global Combat Air Programme, ha inaugurato oggi nel capoluogo piemontese la sua sede italiana. È la prima a entrare in funzione dopo l’apertura del quartier generale congiunto con l’Agenzia GCAP a Reading, in Inghilterra, e la prima di tre strutture nazionali, perché quelle in Giappone e nel Regno Unito apriranno nei prossimi mesi. Tutti e tre i siti avranno lo stesso ruolo di hub ingegneristici del programma. A Torino lavoreranno inizialmente centinaia di ingegneri distaccati dalle aziende socie e provenienti da tutte e tre le nazioni, alcuni dei quali arriveranno dal Giappone con le famiglie, e a regime la sede italiana dovrebbe contare circa mille persone.
Il velivolo e la joint venture
Il nuovo aereo sarà un velivolo stealth dotato di sensoristica avanzata, di sistemi di intelligenza artificiale a supporto del pilota e della capacità di coordinare in volo droni e altri mezzi impegnati nella stessa operazione. A progettarlo è Edgewing, nata nel 2025 e detenuta in parti uguali da Leonardo, dalla britannica BAE Systems e dalla Japan Aircraft Industrial Enhancement, che svolgerà il ruolo di autorità di progettazione per l’intero ciclo di vita del sistema. La società, che ha sede a Reading nella stessa struttura dell’Agenzia GCAP, è stata pensata per lavorare con tempi più rapidi rispetto ai programmi del passato. “Pronti a rivoluzionare il settore della difesa realizzando il progetto con tempistiche significativamente più ridotte rispetto ai programmi delle generazioni precedenti, puntiamo sull’innovazione e sull’energia che troviamo qui a Torino per sostenere la nostra accelerazione”, ha detto l’amministratore delegato Marco Zoff.
I contratti e le prossime tappe
Nel corso del 2026 Edgewing ha firmato con l’Agenzia GCAP, che rappresenta i tre governi, contratti per oltre 6 miliardi di euro. Il primo, da 686 milioni di sterline, è arrivato ad aprile, mentre a luglio è stato assegnato un secondo contratto da 4,6 miliardi di sterline della durata di diciotto mesi, che servirà a completare la fase di definizione del concetto avanzato e di valutazione prima del passaggio alla progettazione e allo sviluppo. L’entrata in servizio del velivolo è prevista per il 2035. Il via libera di luglio è arrivato dopo mesi di incertezza sui finanziamenti britannici, mentre durante l’estate il Canada si è unito al programma come osservatore. Oggi la società conta circa 400 persone, tutte in distacco dalle aziende di origine, ma per esercitare pienamente il ruolo di autorità di progettazione ne serviranno migliaia.
Il polo aeronautico torinese
La scelta di Torino non è casuale, la nuova sede sorge accanto a Leonardo che nel territorio vanta una lunga tradizione nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie per i velivoli da combattimento e che a Caselle realizza l’assemblaggio finale dell’Eurofighter. In Piemonte il gruppo impiega circa 5.200 persone, e accanto alla sede di Edgewing oltre mille suoi dipendenti dovrebbero lavorare al programma. “Il GCAP garantirà la sovranità tecnologica per le generazioni future; per me è motivo di orgoglio sapere che centinaia di ingegneri qui a Torino, e migliaia di altri in tutto il Paese, contribuiranno al suo successo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Leonardo Lorenzo Mariani. Per il direttore generale di Edgewing in Italia Giuseppe Lupoli la sede “offre a molti l’opportunità di unirsi a Edgewing e lavorare a progetti di ingegneria digitale tra i più avanzati al mondo“.


