
Tosi (FI): “Da von der Leyen analisi sui punti centrali del futuro dell’Europa, guardiamo positivamente a tutto”
In questa intervista a ADI-Agenzia delle Infrastrutture l’Onorevole Flavio Tosi europarlamentare (FI – PPE), fa il punto sul discorso della Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, condividendo le misure e i punti analizzati.
Onorevole Tosi quale è il suo parere sul discorso della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen? In particolare, cosa ne pensa del progetto della realizzazione di un Corridoio di Mezzo, che ha lo scopo di collegare il Caucaso meridionale e l’Asia centrale direttamente al mercato europeo?
La von der Leyen si è soffermata sui punti centrali del futuro dell’Europa: sicurezza, commercio internazionale, migrazione, tecnologia digitale, cambiamento climatico. Condividiamo il progetto di un Corridoio di Mezzo con Caucaso e Asia centrale, in generale guardiamo positivamente a tutto quello che riguarda la ricerca di nuovi mercati, quindi anche alla collaborazione con il Canada e al Mercosur con il Sudamerica. Avere più partner commerciali significa essere più forti, liberi e indipendenti. È fondamentale per reggere la concorrenza spietata della Cina e l’aggressività dei dazi di Trump. Anche il nostro ministro degli Esteri e del Commercio Internazionale Antonio Tajani si muove brillantemente in questa direzione.
Secondo lei, l’obiettivo di raddoppiare la quota di energia elettrica entro il 2040 è concretamente realizzabile o ci sono degli ostacoli che non sono stati considerati?
È certamente realizzabile, anche l’Italia ha preso questa strada con una norma quadro nazionale. Nel 1987 e 2011 sbagliammo a bocciare il nucleare con il referendum, ora invece la direzione è giusta: l’obiettivo dell’Italia e dell’Unione europea è avere delle centrali nucleari pulite e sicure entro l’inizio del prossimo decennio. In questo modo la nostra capacità di produrre energia elettrica sarà quasi illimitata.
Pensa che la strategia per il clima e la tutela delle risorse idriche sia completa o ci sono degli aspetti che non sono stati considerati?
Il cambiamento climatico è una delle grandi emergenze globali e bisogna farvi fronte. L’European Water Resilience Strategy della Commissione è un piano certamente ambizioso, ma va supportato da un debito comune a livello di Unione europea, quindi non lasciando soli i singoli Stati. Per realizzare opere e infrastrutture idrauliche e sostenere l’industria nella transizione verso nuovi modelli produttivi, infatti, servono enormi investimenti che solo il bilancio comunitario può sostenere. L’Unione europea deve affrontare assieme questa sfida e con tempestività, perché più tempo perdiamo e più ci costa.
La presidente della Commissione ha parlato dell’urgenza di inserire un meccanismo simile all’art.4 della NATO, che attiva un dialogo in caso di minaccia alla propria integrità nazionale. È d’accordo con questa proposta?
Per prudenza è giusto attivare questo meccanismo, l’auspicio però è che non sia così urgente e necessario e che, passato Trump, tra due anni i rapporti con gli USA si normalizzino possiamo tornare a tutti gli effetti sotto l’ombrello della NATO, che ha sempre garantito a noi europei protezione e pace. Oggi c’è Trump, che è un bullo ostile all’Europa, ma gli Stati Uniti rimangono nostri alleati e amici: con un presidente più normale tutto tornerà a essere come è sempre stato.
Sul timore riguardo lo sviluppo non controllato dell’Intelligenza artificiale lanciato da alcuni colossi tech ma anche da esponenti istituzionali internazionali, e da ultimo anche Papa Leone e la stessa presidente Von der Leyen, pensa che il rischio sia concreto? Crede che l’AI Act, prima legge organica al mondo sull’intelligenza artificiale pensata per regolare la tecnologia in base ai rischi e proteggere i diritti fondamentali, possa bastare per tenere sotto controllo l’IA o ha bisogno di essere migliorata?
La questione è epocale e molto complessa. Di per sé il progresso, la scienza, la ricerca e la tecnologia vanno sempre sostenuti e finanziati, perché significano miglioramento della qualità della vita di ognuno. Pensiamo al campo della salute e della medicina, a quanto negli anni è salita l’aspettativa di vita, anche grazie alla maggiore capacità di affrontare le patologie sanitarie. E proprio l’intelligenza artificiale sta apportando un ulteriore step in tal senso perché ha delle applicazioni che sono straordinarie. Applicazioni che, se gestite, possono incidere nello sviluppo anche di molti altri settori: quello industriale, della logistica, dell’edilizia eccetera. Ma l’IA va appunto gestita, controllata, altrimenti diventa pericolosa per l’uomo e un serio problema in prospettiva. In questo contesto, l’Al Act è un primo approccio strutturale per mettere dei paletti, alla “frontiera europea”, ai colossi multinazionali dell’IA.

