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Il contante resiste, il digitale corre. La doppia velocità dei pagamenti secondo la BCE
© Imagoeconomica
3 Settembre 2026

Il contante resiste, il digitale corre. La doppia velocità dei pagamenti secondo la BCE

Il nuovo report della Banca Centrale Europea fotografa le abitudini di pagamento di oltre 8.000 imprese in 21 Paesi dell’area euro. Il contante non arretra più, i pagamenti mobile raddoppiano in due anni. Non una sostituzione, ma una convivenza a più velocità.

Il nuovo report della Banca centrale europea fotografa le abitudini di pagamento di oltre 8.000 imprese in 21 Paesi dell’area euro. Il contante non arretra più, i pagamenti mobile raddoppiano in due anni. Non una sostituzione, ma una convivenza a più velocità. Nel 2026 il 92% delle imprese dell’area euro che incassano in punti vendita fisici accetta ancora banconote e monete. Nello stesso periodo l’accettazione dei pagamenti mobile passa dal 36% al 68%. Due segnali che non si escludono a vicenda, e che raccontano una cassa europea sempre più affollata di strumenti diversi. Il contante aveva iniziato a perdere terreno con la pandemia. Da qualche anno il calo si è fermato, senza però che il digitale abbia rallentato.

I dati

È questo il quadro che emerge dalla nuova rilevazione della BCE sull’uso del contante da parte delle imprese, condotta tra febbraio e aprile 2026 su 8.205 aziende nei 21 Paesi dell’area euro. Nel 2026 il 92% delle imprese che vendono in punti vendita fisici dichiara di accettare contante, contro il 90% del 2024. Le carte fisiche restano stabili all’88%. I pagamenti mobile, attraverso smartphone, smartwatch e wallet digitali, sono invece quasi raddoppiati. Dietro la media europea ci sono differenze marcate. Grecia e Italia guidano la classifica dell’accettazione del contante, entrambe al 99%. Belgio e Cipro si collocano invece all’81% e al 76%. Anche le prospettive future non sono uniformi. Tra le imprese che oggi accettano contante, il 92% pensa di continuare a farlo nei prossimi cinque anni. A Cipro però il 51% non ne è sicuro, mentre l’incertezza sale al 23% in Grecia e al 18% in Bulgaria, entrata nell’euro nel gennaio 2026.

Tra le imprese che hanno scelto di non accettare più contante, le motivazioni più citate sono la scarsa richiesta da parte dei clienti (36%) e la difficoltà di depositare o prelevare denaro (35%, in crescita dal 22% del 2024). Un quarto delle imprese europee dichiara inoltre di aver introdotto misure per favorire i pagamenti digitali, dalla riduzione delle casse che accettano cash alle campagne promozionali per il cashless. Il 13% delle imprese europee ha introdotto terminali self-checkout. Ma tra queste, solo il 52% dichiara che almeno alcuni di quei terminali accettano ancora contante. Significa che nel 48% delle aziende con self-checkout nessuno di questi terminali accetta banconote e monete.

Il cambiamento infrastrutturale

La BCE segnala un effetto interessante: l’automazione dei pagamenti può ridurre la percezione dell’accettazione del contante anche quando questo continua formalmente a essere accettato. È un cambiamento infrastrutturale prima ancora che culturale, e mostra come la crescita del digitale passi non solo dalle preferenze dei clienti ma anche dalle scelte tecnologiche delle imprese. Nel confronto diretto tra contante e pagamenti digitali, le imprese non indicano il digitale come chiaramente migliore in nessuna delle categorie misurate dalla BCE. Il contante viene percepito come preferibile soprattutto per privacy e affidabilità, oltre che per costi complessivi e velocità. Le criticità del contante restano però concrete: il 32% delle imprese segnala il rischio di errori nel dare il resto, il 29% la sicurezza e il 20% il rischio di frodi interne.

Quando si guarda a come le imprese decidono quali strumenti accettare, il criterio principale è la preferenza del consumatore (26%), seguito dalla sicurezza (22%) e dalla facilità di gestione (15%). La scelta, quindi, segue ancora in larga parte il cliente. E quando alle imprese viene chiesto quale strumento preferirebbero utilizzare i propri clienti, circa un terzo non esprime alcuna preferenza. Anche questo dato racconta un mercato in cui gli strumenti convivono, più che contendersi una sostituzione definitiva.

Italia: i due fronti normativi

In Italia il quadro normativo si muove contemporaneamente sui due fronti. Il contante resta una forma di pagamento tutelata, mentre l’obbligo di accettare pagamenti elettronici si è esteso nel 2026 anche agli strumenti utilizzati tramite wallet, app e dispositivi mobili. Le sanzioni per il rifiuto restano pari a 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata. Il risultato è un sistema in cui le due direzioni avanzano insieme: il contante resta parte dell’infrastruttura di pagamento, mentre la normativa amplia progressivamente il perimetro degli strumenti digitali che gli esercenti devono poter accettare.

Una convivenza che resiste

Il sondaggio arriva mentre la BCE lavora in parallelo sull’euro digitale e sulla tokenizzazione, e mentre le banche italiane sperimentano nuove forme di moneta digitale. In questo scenario, i numeri del 2026 non raccontano una vittoria di uno strumento sull’altro. Raccontano una convivenza, con pesi diversi da Paese a Paese e da settore a settore. La prossima trasformazione dei pagamenti europei non partirà quindi da una sostituzione netta. Partirà dal modo in cui contante e digitale continueranno a coesistere nella stessa cassa, e da quanto l’automazione dei terminali riuscirà, o meno, a lasciare intatta la possibilità concreta di scegliere come pagare.

Facciamo il punto