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Ita Airways, Lufthansa acquista il 90% delle quote
© Imegoeconomica
13 Maggio 2026

Ita Airways, Lufthansa acquista il 90% delle quote

Previsto a giugno il closing dell’operazione. La compagnia di bandiera tedesca pagherà 325 milioni al MEF per incrementare la sua partecipazione e potrà ottenere il restante 10% tra il 2028 e il 2033. Dopo l’uscita dall’alleanza Sky Team ad aprile in favore di Star Alliance, il vettore italiano fa segnare un netto cambio di rotta rispetto al suo antenato, Alitalia.

Lufthansa è pronta ad acquistare un ulteriore 49% di Ita Airways. A giugno è previsto il closing dell’operazione, con la compagnia di bandiera tedesca che quindi possederà il 90% della flotta italiana, con il restante 10% controllato dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Il completamento dell’acquisto avverrà nel primo trimestre del 2027, con il ministero che incassa 325 milioni di euro. L’accordo tra i tedeschi e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è partito nel 2023 con le prime contrattazioni che avevano portato al 59% del MEF e al 41% di Lufthansa. È inoltre prevista una clausola che permetterebbe alla società con sede a Colonia di ottenere il restante 10% tra il 2028 e il 2033.

Da Sky Team a Star Alliance, la nuova era

La discendente di Alitalia ha pure cambiato l’alleanza di compagnie aeree, passando ad aprile scorso dalla storica Sky Team a Star Alliance, fondata proprio da Lufthansa nel 1997 insieme ad Air Canada, Scandinavian Airlines, Thai Airways e United Airlines. Il panorama dei cieli europei sta quindi vivendo una fase di transizione cruciale; con questa strategica acquisizione la flotta tedesca riuscirà a controllare meglio il suo secondo mercato più importante, ovviamente dopo quello domestico. Infatti, quest’integrazione permetterà a Lufthansa di rafforzare il suo traffico aereo in Nord America e di potenziare pesantemente quello verso il Sud America e l’Africa, luoghi in cui Ita ha mantenuto una presenza fissa.

Le due facce della medaglia

Per il vettore italiano sarà un’occasione di crescita continentale e intercontinentale, ma dovrà anche sottostare alle politiche tedesche. Perché, da una parte si evita un’Alitalia 2.0 salvaguardando il marchio grazie alla forza economica, dall’altro dovrà accettare alcune logiche di efficientamento. Questo perché Lufthansa attua delle politiche diverse da quelle attuali di Ita. Le tratte brevi (400/500 km) rischiano di scomparire dai radar, a favore del trasporto su rotaia.

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Nuova politica vs il caro jet fuel, oltre 20mila voli cancellati

A dimostrazione di ciò, nel bel mezzo dell’espansione societaria e dell’acquisizione della quasi totalità di Ita, Lufthansa ha deciso di intraprendere una politica votata al risparmio nei voli europei. La compagnia infatti è stata tra le prime a livello mondiale ad annunciare un drastico taglio dei voli di corto raggio. I numeri sono lampanti, oltre 20.000 voli cancellati nella sola stagione estiva del 2026. Il motivo è molto semplice e bisogna spostarsi in Medio Oriente per capire da dove parte tutto.

Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, il costo del carburante è schizzato alle stelle. I voli regionali e quelli brevi non sono economicamente sostenibili a causa del prezzo del jet fuel. Da qui il cambio di paradigma, anche perché comunque quei 20 mila voli fanno parte di una linea aerea controllata da Lufthansa, CityLine, che chiuderà nel 2027. Grazie a questo risparmio la compagnia più grande d’Europa dovrebbe risparmiare più o meno 40mila tonnellate di jet fuel, utili per gli altri vettori del gruppo (Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings, Discover, Air Dolomiti).

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