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Gruppo FS, nel 2025 investimenti record per 11,6 miliardi
© Gruppo FS
11 Maggio 2026

Gruppo FS, nel 2025 investimenti record per 11,6 miliardi

1300 cantieri attivi per potenziare la rete ferroviaria nazionale e un incremento del 49% rispetto al 2023. L’obiettivo del 2026 è pareggiare la spesa dell’anno precedente. L’AD di RFI Isi: “Sforzo importante dell’azienda, guardiamo all’obiettivo PNRR con grande ottimismo”.

Bilanci, infrastrutture e obiettivi futuri. Il Gruppo FS ha presentato in conferenza stampa le grandi opere da terminare entro il 2026 e ha tirato le somme del 2025, l’anno dei record. Gli scorsi dodici mesi sono stati la fotografia di una grande trasformazione ferroviaria, la più importante dopo il boom dell’Alta Velocità tra il 2008 e il 2010. 1.300 cantieri attivi quotidianamente e investimenti che hanno raggiunto la somma record di 11,6 miliardi di euro e registrato un incremento del 49% rispetto al 2023.

I dati nello specifico

Un’accelerazione che, spinta dal PNRR, ha avuto un impatto degno di nota sull’economia italiana: indotto di 20,5 miliardi sul valore della produzione, 8,6 miliardi di contributo al PIL e l’impiego di 112mila occupati. Numeri e dati confermati anche da Aldo Isi, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana: “Per il 2025 abbiamo raggiunto 11,6 miliardi di investimenti, un record assoluto che contiamo di ripetere nel 2026 con circa 1300 cantieri operativi. Rappresenta uno sforzo importante dell’azienda che stiamo facendo insieme alle imprese partner e ci consente di guardare all’obiettivo del PNRR con grande ottimismo. In questo momento – conclude l’AD – abbiamo preventivato oltre 18 miliardi di euro e contiamo di continuare a perseguire l’obiettivo lavorando con il MIT per la consuntivazione dei prossimi mesi”.

Da Nord a Sud: le prossime fasi

L’obiettivo del piano è estendere l’Alta Velocità per aumentare del 30% la popolazione servita, digitalizzare la rete e potenziare i nodi logistici. Isi ha delineato le prossime tappe fondamentali: “Bisogna portare avanti gli investimenti che stiamo facendo con i primi rilasci infrastrutturali. Abbiamo importanti attività conclusive: quella di Genova sulla Milano-Genova, sulla Brescia-Verona-Vicenza, dove nei prossimi mesi cominceranno le corse prova, e sulla Napoli-Bari, l’importante tassello del Sud, con l’attivazione tra giugno e luglio di quest’anno della variante Napoli-Cancello. Proseguono pure i cantieri in Sicilia e in Calabria, per la Palermo-Catania-Messina e per la Salerno-Reggio Calabria”. L’AD di RFI si è concentrato soprattutto sulla Napoli-Bari: “Per arrivare alla prima attivazione, vi sono 20 giorni di interruzione totale nel mese di giugno. Garantiremo comunque la qualità del servizio attraverso i bus sostitutivi, è un’attività indispensabile per poter attivare l’infrastruttura, che consentirà poi ai treni di essere più veloci e più puntuali. Ricordiamoci – termina Isi – che un’infrastruttura nuova garantisce un’affidabilità superiore a quelle del passato”.

Il grande mantra: impattare meno sul cittadino e fornire un supporto adeguato

La ripartizione delle risorse vede il 63% destinato alle grandi opere e il 37% alla manutenzione e resilienza climatica. Per minimizzare i disagi derivanti da un aumento del 115% delle interruzioni rispetto al 2023, RFI ha adottato un modello di interruzioni più lunghe e concentrate nei periodi di minor traffico. Anche perché, nel corso della conferenza stampa, è stato toccato il tema del singolo utente e del servizio migliore che gli si può offrire. Su questo è intervenuto Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer di Ferrovie dello Stato Italiane, che ha dichiarato: “I lavori devono essere impattanti il meno tempo possibile sui pendolari e su chi si muove per necessità”.

Giuseppe Inchingolo e Aldo Isi ©Imagoeconomica

Parole confermate anche da Isi: “L’attenzione ai consumatori e utenti è un elemento fondamentale per noi. Dobbiamo comunicare le perdite di tempo e le attività individuando delle soluzioni condivise con dei nostri stakeholder istituzionali (Regioni e Comuni). L’intervento in tal senso più importante è il famoso Ponte Alpino di Firenze. Abbiamo condiviso con gli enti locali la modalità realizzativa e con 4 giorni di interruzione nel mese di luglio, prima per la demolizione, poi per la ricostruzione”. L’AD finisce il discorso spiegando che “ci consentirà di restituire un’infrastruttura nuova a servizio della città”.

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