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Bersaglieri: guerra in Ucraina rende attuali valori di Patria, di libertà e del diritto dei popoli
"Il 24 maggio è presente nella nostra memoria perché si lega, a doppio filo, a quella sintesi storica ed emblematica della Grande Guerra, racchiusa nella cosiddetta “Epica” del Piave, il Fiume sacro alla Patria".
(Prima Pagina News)
Lunedì 23 Maggio 2022
Roma - 23 mag 2022 (Prima Pagina News)
"Il 24 maggio è presente nella nostra memoria perché si lega, a doppio filo, a quella sintesi storica ed emblematica della Grande Guerra, racchiusa nella cosiddetta “Epica” del Piave, il Fiume sacro alla Patria".
"La celebrazione di quel lontano, glorioso 24 maggio del 1915, assume oggi, un particolare significato, in presenza di una orribile contingenza bellica che sta insanguinando l'Europa e che rende quanto mai attuali quei valori di Patria, di libertà e del diritto dei popoli all'autodeterminazione, alla resistenza contro ogni ingiusta aggressione e dominio".

Così, in un post su Facebook, l'Associazione Nazionale Bersaglieri ricorda l'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, avvenuta il 24 maggio del 1915.

"Nella Storia del nostro Paese - evidenzia l'Associazione - altre date rivestono certamente una maggiore importanza o hanno un più significativo rilievo del 24 Maggio, nel Calendario delle ricorrenze Nazionali. Ma quella data rimane probabilmente la più radicata e senza dubbio la più suggestiva ed emozionale , nel ricco album della memoria collettiva degli Italiani. Non solo e, forse non tanto perché ricorda il giorno dell’entrata in guerra dell’Italia nel Maggio 1915, con l’obiettivo di completare la grande Impresa Risorgimentale, riscattando quelle parti della Nazione, definite “Terre irredente”.

Quella data è presente nella nostra memoria e ricorre nei nostri spazi immaginativi, perché si lega, a doppio filo, a quella sintesi storica ed emblematica della Grande Guerra, racchiusa nella cosiddetta “Epica” del Piave, il Fiume sacro alla Patria.

Quel “venerato” Fiume, fu attraversato il 24 Maggio, dalle nostre truppe in marcia verso il fronte, dopo la dichiarazione di Guerra all’Austria-Ungheria, come ricorda la celebre Canzone del Piave che esalta quel giorno.

Ma il Piave racconta molto di più di quello storico passaggio dei Fanti italiani sopra i suoi ponti . Esso rappresenta la linea rossa, l’invalicabile frontiera, la barriera del coraggio eroico, del sacrificio estremo, il luogo da cui, sbarrato il passo all’avanzata nemica, i Soldati italiani lanciarono l’irresistibile controffensiva che annientò quello che era considerato uno dei più forti eserciti del mondo. E fu Vittorio Veneto e la vittoria!".

"Tutto questo - prosegue - è contenuto in quella data ; non soltanto l’inizio della guerra contro gli Imperi Centrali, ma anche il “durante e il dopo”: la sofferenza, l’eroismo, la tragedia dei nostri Caduti, da Caporetto fino al Bollettino della vittoria firmato Diaz. Ciò nondimeno è importante sottolineare che la splendida Canzone di E.A.Mario, composta sul finire del conflitto, dopo la Battaglia del Solstizio, ha contribuito non poco a fissare nella nostra memoria quella data e gli eventi succedutisi da quel giorno di Maggio, “La Leggenda del Piave”.

Quel canto della notturna marcia verso il fronte e delle alterne vicende della Guerra, esprime intensamente il brivido patriottico, l’orgoglio, l’emozione, l’ansia struggente ed anche la paura di tutti gli italiani di tutte le madri, i padri, le spose, per un evento, tragico come la guerra, ma al quale la Patria chiamava nell’intento di vedere compiuto quel destino unitario sognato da Mazzini, da Garibaldi, da Cavour. Senza dimenticare tanti altri Patrioti e, tra i primi, i Bersaglieri di Lamarmora, che, da Goito al Piave, furono sempre avanguardia coraggiosa e spavalda di quel sogno.

E così il Piave “calmo e placido” di quella notte di primavera, è diventato un simbolo, una grande metafora della nostra storia, della grandezza dei nostri valorosi combattenti e dei nostri gloriosi Caduti.

Ed è per queste ragioni che il 24 maggio di quei versi e quel motivo musicale, rimane e rimarrà inciso, forse per sempre, nell’anima di noi Italiani, come colonna sonora della nostra autentica passione patriottica e della nostra più orgogliosa e forte identità nazionale. ph Daniele Bai - Bersfotografo "11° Reggimento Bersaglieri". Viva il 24 maggio, viva l'Italia", conclude. 

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