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Webuild perde il 9% a 2,71 euro per guidance 2026 troppo imprecisa e deludente, nonostante ricavi record 2025 a 13,6 miliardi. Mercato punisce la mancanza di target chiari su ricavi e debito, con Salini che cita incertezze globali.
Webuild perde il 9% a 2,71 euro per guidance 2026 troppo imprecisa e deludente, nonostante ricavi record 2025 a 13,6 miliardi. Mercato punisce la mancanza di target chiari su ricavi e debito, con Salini che cita incertezze globali.
La guidance 2026 di Webuild ha scatenato il panico in borsa: il titolo crolla del 9% a 2,71 euro sul Ftse Mib (-0,24%), con la delusione palpabile nelle sale operative. Il mercato attendeva stime precise e ambiziose, ma il gruppo ha optato per previsioni vaghe – ricavi "in linea" con i record 2025, focus su marginalità e cassa senza numeri concreti – innescando vendite massicce.
Pietro Salini ha giustificato la scelta in conference call: "Non diamo target precisi per l'incertezza globale, non per rischi, ma per professionalità". Parole che non hanno convinto: analisti lamentano una crescita "flat" rispetto al boom 2025, con il backlog solido citato come scudo ma percepito insufficiente senza dettagli. A pesare anche l'indebitamento lordo a 3.068 milioni (da 2.945) e posizione finanziaria netta a 363 milioni, sotto le attese.
Nonostante ciò, i risultati 2025 brillano: ricavi a 13,6 miliardi (+15%), Ebitda 1.164 milioni (+18%), utile netto 280 milioni (+13%). Il Piano Industriale 2023-2025 è stato strapazzato con Cagr ricavi 19% (vs 10% previsto), Ebitda raddoppiato, leva a 2,6x e 45 infrastrutture consegnate.
Salini resta ottimista: "Superato il piano passato, condizioni simili per 2025-2028". Investor Day a giugno rivelerà il nuovo business plan. Per ora, la guidance ambigua domina il sentiment, con Webuild che paga lo scotto di un mercato affamato di certezze nel settore infrastrutture.