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Covid 19, ancora una volta l’Esercito al servizio dei cittadini. Con rinnovato impegno

Parla il generale Enrico Ciarfera

di Luigi Nanni
Venerdì 15 Maggio 2020
Nardò (Lecce) - 15 mag 2020 (Prima Pagina News)

Parla il generale Enrico Ciarfera

Una grande storia nella costruzione della Nazione o, detta più caldamente, della nostra Patria. Il racconto di tante vicende belliche a difesa del territorio e delle sue genti, con l’Esercito italiano sempre protagonista di azioni memorabili. E nella conquista del lunghissimo periodo di pace, ecco che l’Esercito è forza vitale in soccorso delle popolazioni, come nel caso di eventi catastrofici (terremoti, alluvioni) che spesso hanno funestato il nostro Paese. E, comunque, in tutte le circostanze in cui si sono presentate situazioni di emergenza, come per quella particolarmente drammatica della pandemia, con l’Esercito impegnato su tutto il territorio nazionale ad assicurare un’importante logistica. Pertanto, pensiamo di fare cosa gradita ai lettori di PPN, fornire una breve scheda dell’Esercito Italiano con l’impegno di questo periodo, intervistando Enrico Carmine Ciarfera, Generale dell’Esercito Italiano (in calce un suo breve curriculum vitae). D - In questa emergenza del coronavirus che contributo alla società può dare l’Esercito? R- Nell’ambito del quadro situazionale vigente, che ha visto la rapida emanazione di provvedimenti normativi e la diramazione di disposizioni sanitarie sempre più aggiornate, la Forza Armata si è configurata in modo tale da poter assicurare una capacità di risposta su vasta scala all’emergenza. La reattività e l’aderenza dell’Esercito alle necessità della Nazione si fondano su tre pilastri: Sicurezza, Supporto Sanitario e Concorsi Operativi. Dal punto di vista della Sicurezza, le richieste di MININTERNO veicolate dal COIDIFESA si innestano nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure rinforzata sulla base delle nuove richieste dei prefetti che assicura, con le oltre 7.400 unità, una struttura consolidata e integrata nel contesto istituzionale e sociale locale. Con l’evoluzione del quadro emergenziale, la F.A. ha adottato provvedimenti tesi ad adeguare la struttura di Comando e Controllo per rispondere con continuità, aderenza, capillarità e tempestività. D - Per rispondere alle attuali criticità quali provvedimenti sono stati adottati? R - Per rispondere alle criticità emerse fino ad ora, sono state implementate, con provvedimenti prefettizi, le rimodulazioni del dispositivo già in atto e finalizzate ad incrementare l’azione di controllo sulle misure restrittive. Inoltre, in linea con i provvedimenti normativi di volta in volta emanati e contestualizzati all’inizio della cosiddetta “FASE 2”, sono stati schierati ulteriori 700 militari, andando a integrare i raggruppamenti già insistenti sul territorio presso 7 Prefetture (Lodi, Vò Euganeo (PD), Bergamo, Novara, Pesaro e Urbino, Treviso e Salerno). D- Altri iinterventi? R- Considerando l’evoluzione del quadro epidemiologico, si è predisposto un piano per l’attivazione di circa 6.000 militari tratti su base regionale con un sistema di prontezze in grado di schierare circa 2.000 un. rispettivamente a 24, 72 e 120 ore. Dal punto di vista del supporto sanitario, in esito alle richieste pervenute, la F.A ha provveduto a rendere disponibili oltre 120 Ufficiali Medici e più di 150 Sottufficiali infermieri per un eventuale ulteriore supporto del sistema sanitario Nazionale oltre ai circa 200 tra Ufficiali Medici, Sottufficiali Infermieri e Graduati già erano stati impiegati sia nella gestione dei 2 Ospedali da Campo schierati a Piacenza e Crema sia in concorso presso i Presidi sanitari (ospedali, ambulatori, RSA etc.). Al momento, grazie alla graduale riduzione degli ospedalizzati in Emilia Romagna, l’ospedale da campo allestito in 72H a Piacenza ha concluso la sua missione, tuttora pronto per essere riallestito, all’occorrenza ove le Autorità ne riterranno necessario l’impiego alimentato con il personale sanitario fornito dall’Esercito. D- Che ci può dire delle altre iniziative proprio sul piano sanitario? R - E’ stato da poco inaugurato presso il Policlinico militare Celio di Roma un’importante struttura Covid-Hospital realizzata grazie al pregevole contributo dei nostri soldati dell’Arma del Genio, che resterà disponibile per il sistema sanitario nazionale anche nelle prossime fasi dell’emergenza in stretta relazione con lo “Spallanzani” di Roma Il Policlinico militare Celio, così come il Centro Ospedaliero militare di Milano, sono stati resi disponibili, con il relativo personale sanitario, sin dalla fine di febbraio per concorrere alla degenza di pazienti Covid-19. Per quanto riguarda i Concorsi Operativi, sono stati predisposti circa3.300 posti letto per l’isolamento e la permanenza di soggetti asintomatici a favore di civili e militari distribuiti in infrastrutture dell’Esercito dislocate su tutta la penisola. Anche gli assetti ad ala fissa / rotante del Piano di Intervento Aereo Nazionale sono stati orientati all’emergenza alcuni dei quali in configurazione per il trasporto in bio-contenimento, altri per il trasporto urgente di materiali sanitari .Inoltre tra gli altri concorsi resi disponibili vanno ricordati i60 militari specializzati (macchinisti, capitreno etc.), assoluta peculiarità dell’Esercito Italiano,a supporto del sistema ferroviario unitamente ad altri militari schierati per supporto logistico nella gestione degli Ospedali da Campo e delle strutture di accoglienza. D - Quali altri supporti sono stati dati alle autorità locali? R - Tra i concorsi forniti alle autorità locali anche i veicoli adibiti al trasporto di feretri da Bergamo alle strutture crematorie. Inoltre, è stato predisposto un piano dei trasporti su scala nazionale con oltre 150veicoli pesanti dell’area operativa e circa 40 velivoli tra elicotteri e assetti ad ala fissa al fine di rispondere tempestivamente alle esigenze di movimentazione e distribuzione di materiali sanitari e dispositivi di protezione individuale che sono stati e saranno parte integrante della catena dei rifornimenti nazionale (Piano dei Trasporti Terrestri) unitamente agli hub e ai magazzini di stoccaggio materiali (veri e propri centri intermodali) individuati nelle infrastrutture dell’Esercito dislocate nel sud del Paese (Bari, Lamezia Terme, Palermo e Cagliari).Il piano di trasporto multimodale effettuato, in supporto alla Protezione Civile Nazionale, è parallelamente impiegato per la distribuzione di generi alimentari in favore dei cittadini più bisognosi. Un momento di difficoltà che sta evidenziando le particolari doti di altruismo e generosità dei soldati dell’Esercito che, con spiccata iniziativa si sono mobilitati per la raccolta di materiali e generi alimentari evidenziando un fortissimo senso civico che li contraddistingue. D- Esercito è impegnato anche nell’opera capillare di sanificazione? R - Certamente. L’Esercito sta effettuando la disinfezione/sanificazione di ospedali, cliniche, case di riposo ma anche edifici pubblici con i propri specialisti del 7° reggimento Difesa CBRN (per la difesa Chimica, Biologica, Radiologica, Nucleare) attualmente dislocati nella provincia di Bergamo ed operanti anche nell’area di Brescia, con ulteriori 71 assetti di sanificazione a livello squadra resi disponibili su tutto il territorio nazionale. Ad oggi, sono state condotte condotto oltre 200 attività presso le RSA, Prefetture, Centri PROCIV, Municipi e Istituti di Pena e oltre 60 attività di sanificazione di stazioni dei Carabinieri. D - Parallelamente a tali attività, esplicate in questo periodo di emergenza, quali sono stati gli altri impegni della F.A.? R - Parallelamente alle attività di risposta all’emergenza Covid, l'Esercito conta oggi circa 2.750 militari schierati in importanti missioni internazionali in oltre 15 Paesi tra cui Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia, Niger, Mali e altre missioni internazionali con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all'addestramento delle forze di sicurezza locali, ossia quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA) e non sono mai state interrotte le attività di bonifica dei residuati bellici ritrovati sul territorio nazionale. D - Mi pare una mobilitazione a 360 Gradi R - c’è un impegno poliedrico dell’Esercito, che evidenzia una eccezionale preparazione e competenza di tutti i suoi uomini e donne che, attraverso una formazione improntata allo spirito di sacrificio e alla dedizione per il proprio lavoro, forniscono allo Strumento Militare Terrestre, sia avanzate capacità di combattimento sul terreno, sia straordinarie possibilità di intervento, in Patria o all'estero, in situazioni emergenziali e di pubblica utilità. Una presenza rassicurante, richiesta a gran voce da tutti i cittadini e dagli amministratori locali, soprattutto in questo particolare momento che vede l’Esercito fornire un contributo a volte determinante che non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato una preparazione e un addestramento costante nel tempo. D - Il Paese può sempre contare sulle Forze Armate in generale e in particolare sull’Esercito? R - Ancora una volta, la situazione emergenziale attuale ha dimostrato l’assoluta necessità per il Paese di poter contare sull’Esercito quale strumento pronto, coeso e capace di rispondere con efficacia alle esigenze del Paese utilizzando un ampio spettro di capacità. Risulta chiaro, infatti, come l’attuale impiego travalichi le normali competenze dell’Esercito. Questi, per poter continuare a rappresentare una risorsa per l’Italia nell’attuale scenario e in quelli futuri nei quali le infrastrutture e i servizi primari risultino compromessi, dovrà essere messo in condizione sia di avere fra le sue file un numerico complessivo di personale effettivo adeguato alle possibili esigenze sia di investire con continuità sul mantenimento di capacità che, sebbene abbiano minore “visibilità”, si dimostrano essenziali in situazioni emergenziali. D- Può analizzare questi due punti? R - Per quanto concerne il primo aspetto la disponibilità di personale adeguatamente preparato e addestrato è di fatto imprescindibile. La creazione ed il mantenimento di expertise di pregio così come la disponibilità di un numero adeguato di personale per lo svolgimento delle attività tipicamente combat, sono gli elementi che rendono possibile tanto l’intervento tecnico specialistico ad alto livello quanto la l’integrazione/sostituzione delle unità che non dovessero essere in grado di continuare ad operare, garantendo all’organizzazione la necessaria flessibilità, prerequisito per assicurarne l’efficacia. D- E per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità tecniche?punto? R -- Riguardo lo sviluppo delle capacità dello Strumento Militare Terrestre, la crisi attuale non ha solo messo in luce l’importanza della componente combat per il supporto delle forze di sicurezza e di quella sanitaria per la gestione della pandemia ma anche di quella infrastrutturale (per la disponibilità delle basi necessarie ad ospitare il personale malato/in quarantena), della componente Cyber/Reti (per consentire, ove richiesta, la sorveglianza digitale dell’area dell’operazione effettuando il “tracking” dei possibili attori nonché lo svolgimento in sicurezza da parte di migliaia di soldati del cosiddetto “lavoro agile”), di quella logistica (per fornire supporto a tutta la galassia di istituzioni locali e nazionali che hanno chiesto l’intervento della Forza Armata nel settore trasporti) ecc. Sono queste capacità che si caratterizzano per una importanza di livello strategico, un limitato dimensionamento, la necessità di investimento continuo sia per l’acquisizione dei materiali sia per la formazione del personale e soprattutto per l’impossibilità di essere create “sic et simpliciter” nel momento del bisogno anche laddove siano rese disponibili ingenti risorse finanziarie. Per il mantenimento di tali capacità l’investimento deve essere quindi fatto preventivamente nella consapevolezza che il ritorno del medesimo consente, in un’ottica di medio lungo termine, un cospicuo risparmio di risorse e costituisce un ulteriore tassello per garantire la continuità e la tenuta del sistema Italia. —//// Il Generale di Brigata (ris.) Enrico Carmine Ciarfera è nato a Nardo’, ha 65 anni. Proviene dai regolari Corsi dell’Accademia Militare Laurea in Scienze Strategiche presso il Politecnico di Torino e Laurea in Materie Letterarie con lode presso l’Università di Lecce. Ha ricoperto incarichi di Comando e di Staff. Ha frequentato il 115° Corso di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra in Civitavecchia (1990-1991). È stato impiegato presso lo Stato Maggiore Esercito in Roma e presso lo Stato Maggiore Difesa sempre in Roma. Ha comandato il Battaglione Addestrativo presso la Scuola di Cavalleria in Lecce e il Distretto Militare di Lecce. Comandante della Base Logistico Addestrativa “Camigliatello Silano” in Fago del Soldato (CS). È insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e dell’Onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana “per meriti letterari, civili e militari”


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