Fosse Ardeatine, appello per gli ultimi sette "ignoti": l'Università di Firenze cerca il Dna dei familiari

A 82 anni dall'eccidio, una nuova fase di ricerche punta a restituire un'identità alle salme rimaste senza nome. L'antropologa forense Elena Pilli chiama a raccolta i parenti dei dispersi per i confronti genetici e le ricostruzioni genealogiche.

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Venerdì 20 Marzo 2026
Roma - 20 mar 2026 (Prima Pagina News)

A 82 anni dall'eccidio, una nuova fase di ricerche punta a restituire un'identità alle salme rimaste senza nome. L'antropologa forense Elena Pilli chiama a raccolta i parenti dei dispersi per i confronti genetici e le ricostruzioni genealogiche.

Il sacrario delle Fosse Ardeatine custodisce ancora sette tombe contrassegnate dalla scritta "Ignoto", testimonianza silenziosa della strage compiuta dalle truppe di occupazione tedesche il 24 marzo 1944.

Grazie a un decennio di sforzi interdisciplinari che hanno già ridotto il numero dei senza nome (erano 12 nel 2010), il gruppo di ricerca dell'Università di Firenze, guidato dall'antropologa forense Elena Pilli, ha dato il via a una nuova fase operativa.

Il progetto, che vede la collaborazione tra il Ris dei carabinieri, il Museo storico della Liberazione, la Comunità Ebraica e diverse istituzioni italiane e tedesche, integra l'estrazione molecolare del DNA degradato con una rigorosa indagine storico-documentale.

L'obiettivo è colmare gli ultimi vuoti di memoria pubblica attraverso il coinvolgimento diretto di chiunque ritenga, per ricordi o documenti, di avere un congiunto tra le 335 vittime dell'eccidio.

"Per proseguire il percorso di memoria pubblica e giustizia storica che negli ultimi anni si è arricchito anche grazie al contributo della storica Alessia Glielmi e la documentarista Michela Micocci - afferma Elena Pilli - riteniamo necessario affiancare alla ricerca scientifica il contributo delle famiglie, sia attraverso la donazione volontaria di un campione biologico sia fornendo informazioni utili alla ricostruzione delle linee genealogiche.

Se la guerra, con il suo carico di orrore, mira a distruggere e cancellare, l'impegno di restituire un'identità e una storia alle vittime ancora senza nome rappresenta una delle azioni più importanti per riaffermare le ragioni della vita, di ogni vita, che non può essere dimenticata".

L'Ateneo fiorentino sottolinea che l'apporto dei familiari è l'anello mancante per completare il confronto genetico. L'invito a farsi avanti è esteso non solo ai parenti stretti, ma a tutti coloro che possiedono tracce o memorie di familiari potenzialmente coinvolti nella strage ma mai identificati ufficialmente.

Per segnalazioni, informazioni o per offrire la propria disponibilità ai test, questa è la mail a cui scrivere: iris@bio.unifi.it.


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