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Food e moda: Circuito premia il Made in Italy con il "Premio Stile"
Premiati Giuseppe Di Iorio, Vanessa Melis, Angelo Pezzella, Giorgia Proia, Daniele Gentili e Dario Rossi. All'Assessore capitolino Alessandro Onorato un riconoscimento speciale per l'impegno a favore della moda.
(Prima Pagina News)
Lunedì 25 Luglio 2022
Roma - 25 lug 2022 (Prima Pagina News)
Premiati Giuseppe Di Iorio, Vanessa Melis, Angelo Pezzella, Giorgia Proia, Daniele Gentili e Dario Rossi. All'Assessore capitolino Alessandro Onorato un riconoscimento speciale per l'impegno a favore della moda.
Lunedì 25 luglio, negli spazi di Palazzo Dama a Roma, è andata in scena la prima edizione del Premio Stile 2022, ideato da Laura Bottomei e Fabrizio Silvestri “patron” dell’azienda Circuito – Made in Italy, che ha acceso i riflettori su uno degli aspetti più importanti della ristorazione: lo stile.

Circuito, azienda leader dell’abbigliamento professionale, prima a ottenere la certificazione 100% Made in Italy in conformità con i requisiti del Sistema di Qualità di Origine Italiana, porta bandiera dei filati eco-sostenibili, etici e funzionali, ha festeggiato i suoi primi 20 anni di attività e i primi 7 del brand Circuito, scendendo in campo per render omaggio agli chef, i pizzaioli e i pastry chef, insieme ai protagonisti della sala che maggiormente si sono distinti per accuratezza ed eleganza, immagine e attenzione al rispetto ambientale.

Laura Bottomei e Fabrizio Silvestri, da sempre sostenitori della teoria che l’abito professionale sia un biglietto da visita che conferisce un’immagine e un’identità personale e aziendale, e che quindi debba coniugare moda e praticità, rispettando sempre i più alti standard in termini di ricerca della materia prima, vestibilità, ecosostenibilità ed eleganza, hanno festeggiato insieme a clienti e amici i traguardi ottenuti negli ultimi anni premiando chi ha abbracciato, fin da subito, la loro stessa filosofia.

Nel corso della cerimonia, che ha visto salire sul palco sei personaggi noti del mondo della ristorazione, suddivisi in altrettante categorie (Chef, Sala, Pasticceria, Gelateria, Pizzeria, Beverage), è intervenuto anche l’Assessore ai Grandi Eventi, Spettacoli, Sport e Moda Alessandro Onorato che ha ricevuto, direttamente dalle mani dei fondatori, il Premio per l’impegno, la divulgazione e la salvaguardia del made in Italy nel settore della moda.

Nella categoria Chef è stato premiato, dunque, Giuseppe Di Iorio, chef del ristorante stellato Aroma, situato all’interno di Palazzo Manfredi; tra i Pizza Chef, invece, a ricevere il riconoscimento è stato Angelo Pezzella, patron dell’omonima pizzeria allo Statuario; Giorgia Proia di Casa Manfredi ha ritirato, invece, il premio per la categoria Pasticceria, mentre Vanessa Melis Pascucci di Pascucci al Porticciolo (1 stella Michelin), si è aggiudicata il premio per la sezione Sala.

A Dario Rossi, mastro gelatiere di Greed - Avidi di Gelato, è stato inoltre assegnato il riconoscimento per la categoria Gelateria mentre, tra i Bartender, è stato premiato Daniele Gentili, raffinatissimo alchimista romano. Premi speciali, infine, per Gianfranco Pascucci, patron di Pascucci al Porticciolo che ha ritirato una targa in rappresentanza de l’Associazione Le Soste, partner Circuito, e per Giulio Terrinoni, patron di Per Me, per l’Associazione JRE. Non è mancato, infine, un momento di convivialità con uno speciale #Aperistyle per tutti i partecipanti.

Circuito - Made in Italy

Nata come service con il nome di Circuito Bottomei, l’azienda diventa brand con il nome di Circuito da Lavoro ottenendo, in seguito, la certificazione “100% Made in Italy” in conformità con i requisiti del Sistema di Qualità di Origine Italiana IT01-100% (prima e unica azienda di abbigliamento professionale in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento) e UNI EN ISO 9001:2015 sistema di gestione per la qualità certificato Dasa - Rägister S.p.A. Oggi è conosciuta solamente come Circuito ed è associata a Confimprese.

“Il nome indica l’evoluzione dell’azienda e rappresenta il fatto che l’abbigliamento da lavoro è visto come un circuito che lega tutto il mondo del lavoro. Rappresenta la globalità e il movimento. – racconta Laura – Oggi Circuito, come azienda, ha raggiunto la sua identità piena e può staccarsi dagli altri sostantivi”.

Molti sono i settori lavorativi curati da Circuito: linee per alberghi, per le Spa, per parrucchieri ed estetica, ma senz’altro il mondo del Food, per sua natura creativo, innovativo ed estroso offre a Laura, vulcanica stilista, il giusto terreno su cui far crescere le sue idee. Tutto il mondo Horeca (Chef, Sala, Ospitalità), l’Hair Style e il settore medicale, trova in Circuito il proprio stile. L’abito viene personalizzato sulle funzioni chiamate a ricoprire, venendo colta l’essenza e le necessita di comfort, di praticità e di bellezza di ogni professione. Laura entra nelle cucine, nei luoghi di lavoro, conosce l’imprenditore e personalizza il prodotto che gli viene richiesto, costruendo, ogni volta, un modello su misura. Il discorso stilistico fine a sé stesso non avrebbe senso senza lo studio del luogo, degli ambienti e pensando a un vestiario che rispetti la professionalità che lei veste.

“Occorre sentirsi perfettamente a proprio agio e, perché no, eleganti negli abiti che indossiamo per quindici ore al giorno – commenta la stilista, sorridendo –. Io, Fabrizio e tutto il nostro team lavoriamo perché ciò possa realizzarsi.” Circuito svolge, inoltre, una consulenza strategica dedicata, fornendo anche un servizio di personalizzazione che va a completare la proposta in linea con l’obiettivo del cliente. Non solo. L’azienda si avvale anche di altri due rami importanti: Circuito Logistic, che offre servizi di logistica integrata su misura per il cliente, scegliendone la divisa e organizzandone le spedizioni, e Circuito Promotion che rivende marchi di abbigliamento promozionale integrando non solo la divisa professionale ma offrendo anche materiale per il merchandising aziendale. Un vero e proprio Business partner, dunque, che affianca il cliente nello sviluppo del retail.

Etica ed ecosostenibilità: la scelta di campo di Circuito

L’industria del tessile e dell’abbigliamento ha un ruolo cruciale a livello ambientale. Oltre a essere uno dei principali consumatori di acqua a livello mondiale, essa, solo in Europa, produce circa 5,8 milioni di tonnellate di rifiuti, con una emissione di gas serra correlata: solo un quarto di questi rifiuti viene riciclato e rientra nel ciclo produttivo.

Una ricerca della Commissione Europea ha stimato che l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto deriva dalla sua progettazione, il che, riportato nell’industria della moda, significa prevalentemente che sta nella scelta dei tessuti e delle fibre.

Sin dal suo nascere, Circuito si è dato degli obiettivi ambiziosi ma tutti, a oggi, perseguiti nel rispetto dei capisaldi dell’anima del brand: la filiera totalmente Made in Italy, la produzione secondo criteri etici e ecosostenibili, l’innovazione, il profondo rispetto per il lavoro e la professionalità. Attenersi a questi principi non è stato un processo semplice.

Laura ha respirato e conosciuto profondamente il mondo del tessile da sempre, ma una cosa è produrre abiti di alta moda tout court, un’altra è invece creare abiti da lavoro servendosi di aziende che producono tessuti per l’alta moda. E Laura ha faticato moltissimo a farsi ascoltare ma, alla fine, resistenze, chiusure e perplessità hanno ceduto il passo alla condivisione della sua visione grazie alla sua tenacia e caparbietà. “Li ho presi per sfinimento”, confida ridendo Laura.

Inizia così lo studio dei tessuti e dei filati eco-sostenibili, che rendano un abito bello, funzionale, capace di accompagnare la persona che lavora nel giusto modo. I tessuti sono infatti essenziali e la loro unicità è importante come le materie prime per un piatto di alta cucina: per questo, Circuito propone tessuti naturali come il cotone e il lino, tessuti vegetali, etici, funzionali e rigorosamente realizzati nel nostro Paese.

Proprio nell’affermazione del Made in Italy, nell’osservanza del principio per cui l’ideazione, la manifattura e l’esportazione devono essere italiani, Circuito ha dato nuova vita a molti piccoli laboratori altrimenti destinati alla chiusura.

Tutto infatti, è all’insegna di scelte etiche ed eco-sostenibili in ogni dettaglio, anche il packaging totalmente in bioplastica biodegradabile. Nell’immaginario comune, l’abito da lavoro è un qualcosa che copre e uniforma mentre Circuito mette al centro della riflessione la persona che lavora: come risultato riesce a concepire l’abito giusto per lei, esaltando le unicità della sua personalità e della professione che svolge.

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