Giornalisti 2.0, un premio che unisce memoria e futuro: a Roma una cerimonia che ha fatto comunità

Da Eleonora Daniele a Ezio Luzzi, tutti i premiati di una giornata dedicata al giornalismo di qualità.

(Prima Pagina News)
Venerdì 23 Gennaio 2026
Roma - 23 gen 2026 (Prima Pagina News)

Da Eleonora Daniele a Ezio Luzzi, tutti i premiati di una giornata dedicata al giornalismo di qualità.

Roma, ha avuto un punto di gravità preciso: la Sala della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli, diventata per qualche ora la casa comune dell’informazione che non vuole rinunciare alla qualità.

È qui che si è svolta la cerimonia del I° Premio Stampa d’Eccellenza – Giornalisti 2.0, pensato per riconoscere il valore del giornalismo rigoroso, credibile, capace di innovare senza perdere etica e responsabilità.

La sala, gremita oltre la capienza con circa 200 presenti, ha restituito un colpo d’occhio raro: quello di una professione che, quando sceglie di ritrovarsi, sa ancora stringersi attorno alle sue storie migliori.

A tenere il filo del racconto sono stati Marco Scordo e Antonella Salvucci, alternando clip e premiazioni con un ritmo rispettoso, capace di far emergere il senso dei passaggi più delicati.

Il presidente Maurizio Pizzuto, con i membri del Direttivo presenti in sala Marcel Vulpis e Maurizio Lozzi, ha aperto la cerimonia indicando con chiarezza la direzione: non un evento “di facciata”, ma un gesto che chiede al giornalismo di ricordarsi cosa è.

“In un tempo complesso, segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e culturali, il giornalismo resta un presidio fondamentale di democrazia”, ha sottolineato Pizzuto, richiamando il dovere di competenza, onestà e responsabilità nel racconto dei fatti.

La giuria, presieduta dal giornalista Rai Pino Nano, ha confermato la scelta di un premio che cerca autorevolezza e valore umano, non semplici riflettori.

Tra i presenti, anche Giampiero Gamaleri, già consigliere d’amministrazione RAI, segno di un dialogo che guarda oltre i confini delle singole redazioni.

Il capitolo “Carriera” ha portato in scena percorsi che hanno costruito linguaggi e credibilità nel tempo, offrendo al pubblico l’immagine concreta di cosa significhi restare fedeli al mestiere.

Sono stati celebrati Mario Giobbe (già Radio Rai Sport), Bruno Tucci (già Corriere della Sera), Piero Vigorelli (già Rai e Mediaset), Rino Barillari (storico fotoreporter), Antonello Perillo (condirettore TGR Rai), Vincenzo Borgomeo (La Stampa Motori), Antonella Amendola (già inviata di Corriere della Sera e La Stampa), Giorgio Pacifici (TG2, giornalismo scientifico) ed Ezio Luzzi (già Radio Rai Sport).

In controluce, dietro quei nomi, si è letta una storia più grande: la storia di un Paese raccontato giorno dopo giorno, con stili differenti ma con lo stesso dovere di precisione.

Il “Giornalismo al Femminile” ha portato sul palco un’idea di eccellenza che vive nel lavoro quotidiano: redazioni, conduzioni, specializzazioni, responsabilità che spesso non fanno rumore ma fanno la differenza.

Sono state premiate Eleonora Daniele (Rai 1 – Storie Italiane), Benedetta Rinaldi (Rai 3 – Elisir), Cristina Caruso (Rai Sport), Josephine Alessio (Rai News 24), Catia Acquesta (direttrice testate Roma Mobilità), Daniela Molina (direttrice del portale Donna in Affari), Annalisa Buccheri (direttrice Polizia Moderna), Sara Verta (TGR Lazio, neo segretaria del sindacato Rai, FIGEC - UNIRAI), Susanna Galeazzi (TG5) e Adriana Pannitteri (TG2 – Storie).

L’applauso, qui, è sembrato un riconoscimento netto: perché il talento conta, ma senza metodo, studio e responsabilità non diventa mai autorevolezza.

E poi la memoria, che in questa cerimonia non è stata un’appendice ma il cuore più vivo.

Toccanti i momenti di premiazione alla memoria: perché in quei passaggi l’emozione non è diventata retorica, ma una forma di rispetto collettivo, quasi un giuramento silenzioso a non dimenticare.

Per Angiolino Lonardi, a ritirare il premio sono stati il figlio Davide con la moglie Donatella, la sorella Benny e tutti i ragazzi di “Angiolino”, tutti giornalisti formatisi nella sua scuola.

Accanto a loro, come testimonianza viva di quell’eredità, la lunga scia di professionisti cresciuti con Lonardi: da Marina Nalesso, vice direttrice del TG1, a Josephine Alessio, vice caporedattore di Rai News 24 (anche tra le premiate del Giornalismo al Femminile), da Marina Catenacci a Monica Marangoni, presentatrice Rai, passando per Simone Velasco e tanti altri.

Toccante il momento dedicato a Nicola Navazio, con il papà e la sorella e tanti amici che lo conobbero e che ancora oggi lo ricordano, in un clima di vicinanza che ha riempito la sala.

E ancora più duro da attraversare, proprio perché vero, il ricordo di Simone Camilli, tragicamente scomparso a Gaza durante il suo lavoro di fotoreporter e giornalista: a ritirare il premio la figlia, insieme al papà Pierluigi con gran parte degli altri familiari.

Alfonso Liguori, cronista sportivo dalla penna pungente, è stato ricordato dal figlio Carlo, in un passaggio che ha restituito carattere e stile di un modo di raccontare lo sport senza sconti.

Mario Cappelli, cronista di sport come il golf e il basket che il giornalismo italiano rimpiange, è stato invece richiamato sul palco dalla commozione dei suoi: la moglie Oretta, il figlio Alessandro, la nuora Kana e il nipote Giulio, profondamente emozionati.

Per Mario Nanni, il riconoscimento alla memoria è stato consegnato dal Cardinale Angelo Becciu, in uno dei passaggi più intensi della cerimonia.

La figlia Francesca Romana Nanni ha ritirato il premio ricordando il papà, grande notista politico e capo redattore Ansa, con parole capaci di lasciare in sala una traccia di gratitudine e orgoglio.

 


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