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Mercato globale dell'auto: una crisi di dimensione globale
Il mercato globale dell'auto molto probabilmente chiuderà i bilanci in negativo, e il ruolo che il Covid-19 sta avendo in questo scenario non è sicuramente da sottovalutare.
(Prima Pagina News)
Mercoledì 18 Novembre 2020
Roma - 18 nov 2020 (Prima Pagina News)
Il mercato globale dell'auto molto probabilmente chiuderà i bilanci in negativo, e il ruolo che il Covid-19 sta avendo in questo scenario non è sicuramente da sottovalutare.

Il mercato globale dell'auto molto probabilmente chiuderà i bilanci in negativo, e il ruolo che il Covid-19 sta avendo in questo scenario non è sicuramente da sottovalutare. Le previsioni parlano di un -21%, ma nonostante questo le case mostrano resilienza. Per trovare un calo simile dobbiamo risalire al 2011, e questo 2020 si chiuderà con circa 70-75 milioni di immatricolazioni. Un risultato ben differente dai 90 milioni di vetture immesse su strada nel 2019, o dai quasi 95 milioni dell'anno precedente. Persino le auto asiatiche, che in linea di massima difficilmente risentono delle crisi economiche, hanno accusato il colpo Coronavirus.


gold Nissan sports car



Mercato globale dell'auto: la situazione 2020


Come anticipato, il Covid-19 al pari di altri settori ha impattato negativamente anche sul mercato globale dell'auto. Non esiste casa automobilistica che non sia stata "contagiata" da questo trend negativo, e a farne le spese questa volta sono anche le auto asiatiche. A beneficiare di questa situazione (drammatica) però, troviamo il comparto dell'usato. In questo momento le persone devono fare attentamente i conti, quindi la ricerca del risparmio è continua anche in questo frangente.


Una Nissan Qashqai usata o a km 0 ad esempio, permette di tagliare di qualche migliaio di euro il costo rispetto al nuovo, senza per questo rinunciare alla qualità della vettura. Chiaramente bisognerà attendere la fine dell'anno per un bilancio definitivo, anche perché a incidere in maniera davvero pesante sulla sono stati i mesi del lockdown, In quelli seguenti invece, si sono comunque registrati dei miglioramenti. Basti pensare che nel solo mese di aprile la produzione mondiale è crollata del 55%, mentre a maggio del 62%.



Il mercato asiatico dell'auto: dalla volatilità al crollo


Il mercato asiatico dell'auto usciva da un 2019 piuttosto volatile, con picchi positivi e negativi non indifferenti. Ma nel 2020 alle giapponesi è toccata la stessa sorte di tutte le case automobilistiche del mondo, e le vendite sono crollate a maggio del 38%. Per capire meglio l'entità del danno, è sufficiente sapere che nello stesso mese sono state vendute 1,47 milioni di autovetture, contro i 2,38 milioni del medesimo periodo del 2019.


La pandemia dunque, ha portato nel mondo parecchia incertezza sul futuro, e alcuni esperti stimano che per tornare alla situazione decisamente più rosea del 2019 serviranno almeno altri 5 anni, a meno di ulteriori sorprese negative dovute al Covid-19. Ad ogni modo, rimanendo in ambito "giapponesi", Toyota Motor Corp ha avuto un calo del 32%, Nissan -37,3%, Honda -29%. L'unico dato anomalo proviene dalla Cina.


L'ironia della sorte ha voluto che il Paese da cui è partito il contagio sia anche quello che ha regalato le maggiori soddisfazioni al mercato automobilistico. Nissan, Toyota e Mazda infatti, in Cina hanno registrato un considerevole aumento delle vendite. Si tratta dunque dell'unico punto luminoso dell'intero settore. Ma come detto, la situazione globale è tutt'altro che rosea.


Quasi tutte le case automobilistiche nel mondo hanno dichiarato che si stanno preparando ad un colpo finanziario non indifferente, che nei casi limite potrebbe portare ad un crollo dei profitti prossimo all'80%. In cima alla lista potrebbe trovarsi Toyota. Per ritrovare un'altra situazione analoga dobbiamo tornare indietro di almeno 9 anni. Ma il contraccolpo per alcuni brand potrebbe rivelarsi ancora più tragico.


Parliamo di quelli che già prima della pandemia stavano mostrando delle difficoltà. L'unico modo per uscirne, e per farlo in tempi decenti, è quello di ripiegare su piani di espansione aggressivi, in grado di ristabilire in fretta gli equilibri. Nonostante questo quadro drammatico però, non tutti gli esperti di settore si dichiarano così pessimisti sul futuro. Le considerazioni sono avvenute prendendo come base il secondo trimestre 2020.


È stato notato infatti che non appena terminato il periodo di lockdown, le vendite hanno ricominciato a crescere in maniera abbastanza repentina. Questo potrebbe voler dire che una volta passato uno dei momenti più brutti di questo millennio, la situazione potrebbe tornare in equilibrio piuttosto rapidamente.

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