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Dopo la guerriglia di gennaio, il centro sociale annuncia una manifestazione nazionale. "Tensione alzata da chi ha deciso lo sgombero".
Dopo la guerriglia di gennaio, il centro sociale annuncia una manifestazione nazionale. "Tensione alzata da chi ha deciso lo sgombero".
Non si ferma la mobilitazione del centro sociale Askatasuna. In una conferenza stampa indetta oggi a Torino, i portavoce del collettivo hanno ufficializzato una nuova data sul calendario delle proteste: il prossimo 28 marzo. L'obiettivo è replicare la portata del corteo nazionale dello scorso 31 gennaio, chiamando a raccolta tutte le realtà in opposizione frontale all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
L'evento punta a unire diverse sigle del dissenso politico e sociale italiano sotto un'unica bandiera, per rispondere a quello che viene definito un "clima di attacco" ai luoghi dell'autonomia. La mobilitazione segue i durissimi scontri di fine gennaio, che hanno visto la città di Torino attraversata da decine di migliaia di persone (stimati fino a 50.000 dai promotori) e segnata da pesanti incidenti con le forze dell'ordine.
Dal centro sociale la linea resta ferma: la responsabilità dell'inasprimento dello scontro non sarebbe da attribuire ai manifestanti, ma alle scelte istituzionali. "Chi ha innalzato il livello della tensione e chi ha deciso di attaccare Askatasuna e Torino è chi ha ordinato lo sgombero dello scorso 18 dicembre", hanno ribadito i collettivi, puntando il dito contro la decisione di liberare l'immobile storico di Corso Regina Margherita, atto che ha dato il via a una fase di mobilitazione permanente nel quartiere Vanchiglia.