Napoli, bimbo trapiantato al Monaldi, la madre: "Oggi è ancora operabile, io non mollo"

"Non perdo la speranza". Briefing dei medici per un secondo trapianto.

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Lunedì 16 Febbraio 2026
Napoli - 16 feb 2026 (Prima Pagina News)

"Non perdo la speranza". Briefing dei medici per un secondo trapianto.

Il destino del piccolo di 28 mesi, ricoverato in terapia intensiva al Monaldi dal giorno dell'antivigilia di Natale, è appeso a un filo sottilissimo e alle conclusioni di un vertice medico multidisciplinare.

Dopo due mesi di coma e complicazioni gravissime, scaturite dal trapianto di un organo prelevato a Bolzano e rivelatosi danneggiato, la giornata odierna segna il "dentro o fuori" per le speranze di sopravvivenza.

Al centro dell'attenzione c'è il briefing tecnico tra i primari e gli specialisti del nosocomio partenopeo. L'obiettivo è stabilire se l'organismo del bambino, provato da otto settimane di assistenza meccanica e complicanze sistemiche, possa reggere l'impatto di un secondo intervento cardiochirurgico.

"Oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo", ha riferito ai cronisti Patrizia, la mamma del bambino, visibilmente provata dopo il colloquio con i sanitari.

Tuttavia, la finestra di intervento è strettissima: "Domani i medici faranno una nuova valutazione. Io mi aspetto che mio figlio sia ancora trapiantabile, io non mollo, la speranza non la perdo".

La posizione della famiglia è supportata dai legali Francesco Petruzzi e Angelo Riccio, che seguono da vicino l'evolversi della situazione clinica e giudiziaria. L'avvocato Petruzzi ha ribadito l'urgenza assoluta che condiziona ogni valutazione medica: "La necessità è quella di avere un cuore. Non perdiamo la speranza e ci auguriamo che all'esito di questo briefing il bambino venga ancora ritenuto idoneo a un nuovo trapianto".

Nel frattempo, la famiglia ha già avviato contatti per ottenere pareri specialistici dal Bambino Gesù di Roma, nel tentativo di incrociare i dati clinici e trovare una soluzione che possa strappare il piccolo al coma.

Il caso, scoppiato il 23 dicembre scorso, è ora al vaglio della Procura di Napoli coordinata da Nicola Gratteri. Sotto la lente degli inquirenti ci sono le procedure di espianto ed impianto che hanno portato all'utilizzo di un cuore non idoneo. Mentre la magistratura procede con l'iscrizione nel registro degli indagati di sei sanitari, la priorità assoluta resta però legata alla terapia intensiva del Monaldi, dove si attende un segnale di compatibilità per un nuovo espianto che possa riparare al tragico errore di dicembre.


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