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"Vi racconto Giovanna Boda"...
Il profilo di Giovanna Boda nel racconto che ne fa una dirigente scolastica che la conosce da 25 anni e con cui ha vissuto alcune delle fasi più esaltanti del MIUR.
di Anna Maria De Luca
Venerdì 16 Aprile 2021
Roma - 16 apr 2021 (Prima Pagina News)
Il profilo di Giovanna Boda nel racconto che ne fa una dirigente scolastica che la conosce da 25 anni e con cui ha vissuto alcune delle fasi più esaltanti del MIUR.
Conosco Giovanna Boda da 25 anni. Quando eravamo ventenni ma già da anni impegnate nel mondo della scuola e della legalità, ci accusavano di essere entrambe malate di "falconite", riferendosi alla nostra "ossessione" per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Entrambe, per vie diverse, ci siamo dedicate alla legalità, alla scuola ed ai diritti umani, per tutta la vita. Da quando è successo quel che è successo la mia mente è incollata a lei. Ho due idee in testa. La prima: Federico Bianchi di Castelbianco sta rivoluzionando il mondo della psicoterapia e non solo. Combatte da anni contro quella che io definisco "etichettatura dei bambini", tanto amata da molti suoi colleghi.

È uno che dà fastidio perché dice la verità sconquassando un sistema economico che fa comodo a medici e genitori e che incasella i minori in gabbie che poi diventano reali.

Per quel che sta facendo nel mondo della scuola e, più in generale, dei minori, Federico Bianchi di Castelbianco meriterebbe una statua in ogni piazza. L'istituto di ortofonologia rappresenta l'eccellenza Italiana nel settore e mi sembra più che normale che sia scelto per lavorare nelle scuole. La domanda quindi è: chi lo vuole boicottare? Certamente più di una persona.

La seconda: chi mette le mani sulla Calabria muore: è come l'arcolaio della Bella addormentata nel bosco. Lo tocchi ed è finita. Giovanna era da poco arrivata in Calabria, dove io dirigo le mie complesse 11 scuole in un ancora più complesso contesto. E sono stata felice del suo arrivo.

Avrebbe potuto designare un commissario invece si è fatta carico lei stessa dell'emergenza di noi scuole calabresi.

Un peso enorme che è andato ad aggiungersi alle altre mille pesanti cose che doveva gestire. Eppure lei era sempre sorridente, gentile con tutti, presente. Sempre a dirci "ce la faremo". Ogni settimana convocava on line tutti i dirigenti scolastici della Calabria, cosa che non si è mai registrata nella storia. Per la prima volta non ci siamo sentiti soli. Stava sbloccando la questione dei vaccini in Calabria: quasi un miracolo. Cosa è la Calabria non si può capire da fuori.

Lo si capisce solo vivendola. C'è un solo modo in cui io riesco a immaginarla in queste ore: come la principessa della favola, addormentata su un letto bianco, dopo essersi punta con l'arcolaio avvelenato. Un sonno dal quale si risveglierà con il bacio delle persone che la amano. Avrà bisogno dell'affetto di tutti noi per rimettersi in piedi.

Personalmente, ho bisogno del velo della favola, della speranza, per poter accettare l'idea che una donna come lei sia ora in un letto di ospedale. Non è un paese civile questo.

È lo stesso Paese che le ha dato medaglie d'oro per la legalità e massimi riconoscimenti per l'impegno civile? Che Paese siamo diventati?

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Giovanna Boda
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