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Il Vicepremier promuove la linea della prudenza adottata da Roma di fronte all'aggravarsi del conflitto tra Israele e Teheran. "Bene la cautela del governo, non abbiamo deciso noi questa escalation".
Il Vicepremier promuove la linea della prudenza adottata da Roma di fronte all'aggravarsi del conflitto tra Israele e Teheran. "Bene la cautela del governo, non abbiamo deciso noi questa escalation".
Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato duramente l'escalation militare in Medio Oriente, marcando una netta distanza tra le scelte di Washington e la posizione di Roma.
Nel corso di un’intervista radiofonica a Rtl 102.5, il segretario leghista ha affrontato il tema del coinvolgimento italiano, sottolineando come l'esecutivo non sia stato partecipe delle decisioni prese dagli alleati e debba ora agire per tutelare esclusivamente l'interesse nazionale.
"Trump chiede aiuto sullo stretto di Hormuz? È giusto fare gli interessi nazionali. Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra, ci ha avvisato a cose fatte. Spero che Usa e Israele, quando hanno scatenato questo conflitto, abbiano esaminato tutto quello che ne sarebbe conseguito", ha dichiarato Salvini.
Il Ministro ha poi ribadito con forza l'estraneità dell'Italia alle ostilità dirette: "L’Italia non ha scelto questa guerra, gli Usa non ci hanno coinvolti. Non è una nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia o contro l'Iran. Mandare navi da guerra in zona di guerra significherebbe avvicinarsi al terzo conflitto mondiale. Quindi, bene la prudenza del governo".
Oltre all'analisi geopolitica, il leader della Lega ha espresso preoccupazione per le ricadute economiche del conflitto, annunciando una linea dura contro le speculazioni energetiche. "Ho convocato domani insieme al ministro dell'Economia le principali compagnie petrolifere perché non è tollerabile la speculazione. Domani conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extraprofitti come hanno fatto le banche negli ultimi anni. Se non c'è disponibilità a fermare i prezzi potremmo chiedere un altro congruo intervento economico", ha concluso Salvini, legando la stabilità internazionale alla protezione del potere d'acquisto dei cittadini italiani.