Milano, caporalato nel settore della moda: indagato il cognato del governatore della Lombardia

L'amministratore di Dama Spa, Andrea Dini, finisce nel mirino della Procura di Milano: disposto il controllo giudiziario per l'azienda e per il marchio Aspesi. Il Presidente della Lombardia: "Insinuazioni strumentali, mio cognato dimostrerà la sua estraneità".

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Martedì 17 Marzo 2026
Milano - 17 mar 2026 (Prima Pagina News)

L'amministratore di Dama Spa, Andrea Dini, finisce nel mirino della Procura di Milano: disposto il controllo giudiziario per l'azienda e per il marchio Aspesi. Il Presidente della Lombardia: "Insinuazioni strumentali, mio cognato dimostrerà la sua estraneità".

L'amministratore delegato della "Dama Spa", Andrea Dini, è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di caporalato.

Il coinvolgimento del manager, cognato del governatore lombardo Attilio Fontana, è emerso contestualmente al provvedimento di controllo giudiziario disposto dal pubblico ministero Paolo Storari nei confronti della società e del celebre brand di moda "Aspesi".

L'inchiesta punta i riflettori sulle dinamiche di gestione della manodopera all'interno della filiera produttiva, portando all'applicazione di una misura che mira a monitorare la governance aziendale senza sospenderne l'attività.

La notizia ha immediatamente generato reazioni politiche, coinvolgendo indirettamente il vertice della Regione Lombardia. Il presidente Attilio Fontana, interpellato dai cronisti a Palazzo Lombardia, ha preso nettamente le distanze dalla vicenda societaria del congiunto: "Chiedete a mio cognato" che "sicuramente dimostrerà la propria innocenza come ha fatto in precedenti episodi nel quale è stato coinvolto".

Il Governatore ha poi contestato la risonanza mediatica del caso legata al suo legame di parentela: "Mi chiedo la strumentalità della domanda e dell'abbinamento del mio nome con quello del dottor Dini, che è titolare dell'azienda nella quale io non ho alcuna parte".

Fontana ha concluso il suo intervento con una critica ai media: "Prendo atto del fatto che più che sapere le cose volete cercare di mettere sempre un pizzico di veleno".


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