Breaking news infrastrutture - Esclusiva. Dl commissari, autostrade e balneari: cosa cambia davvero in autostrade, opere strategiche e concessioni sul mare

Dl commissari, autostrade e balneari ridisegna poteri e competenze su grandi opere, concessioni autostradali e demanio marittimo, puntando su accelerazione dei cantieri e riequilibrio dei piani economico-finanziari. Dalla governance di Anas e Rfi al bando-tipo per le concessioni balneari, lo schema interviene su Ponte sullo Stretto, A24-A25, Metro C, Milano-Cortina 2026 e stabilimenti sul mare, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare sicurezza, investimenti e trasparenza regolatoria.

(Prima Pagina News)
Martedì 03 Febbraio 2026
Roma - 03 feb 2026 (Prima Pagina News)

Dl commissari, autostrade e balneari ridisegna poteri e competenze su grandi opere, concessioni autostradali e demanio marittimo, puntando su accelerazione dei cantieri e riequilibrio dei piani economico-finanziari. Dalla governance di Anas e Rfi al bando-tipo per le concessioni balneari, lo schema interviene su Ponte sullo Stretto, A24-A25, Metro C, Milano-Cortina 2026 e stabilimenti sul mare, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare sicurezza, investimenti e trasparenza regolatoria.

Il nuovo schema di decreto-legge su commissari straordinari, concessioni autostradali e concessioni demaniali marittime introduce un riassetto profondo dei poteri commissariali e delle regole economico-finanziarie che governano grandi opere, reti stradali, ferrovie e stabilimenti balneari. Dalla governance del Ponte sullo Stretto al nodo A24-A25 e Gran Sasso, fino ai bandi-tipo per le spiagge, il provvedimento punta a velocizzare decisioni e cantieri, mantenendo il perimetro di sostenibilità della finanza pubblica e l’allineamento alle direttive europee.

Al centro della bozza c’è il rafforzamento del modello dei commissari straordinari, con una razionalizzazione degli incarichi e una proroga mirata nei dossier più sensibili, a partire dal collegamento stabile tra Sicilia e Calabria e dal sistema idrico e viario del Gran Sasso. Per il traforo e le tratte autostradali A24 e A25 viene prorogata fino al 31 dicembre 2028 la gestione commissariale, con l’accentramento delle funzioni su un unico commissario che subentra a strutture commissariali già esistenti per gli interventi di sicurezza antisismica, adeguamento gallerie e ripristino della funzionalità.

Lo schema prevede inoltre norme di dettaglio sulla posizione giuridica dei commissari nominati per UEFA Euro 2032 e per grandi eventi sportivi e infrastrutturali, rendendo possibile, per i dipendenti pubblici, il collocamento d’ufficio in aspettativa o fuori ruolo per garantire lo svolgimento in forma esclusiva dell’incarico. In parallelo viene chiarito che gli emolumenti commissariali possono essere riconosciuti anche in deroga al principio di onnicomprensività della retribuzione, nel rispetto dei tetti previsti dalla legislazione vigente.

Una delle novità più rilevanti riguarda le società di rete Anas e Rfi, i cui amministratori delegati vengono individuati come commissari straordinari subentranti in un ampio elenco di opere già commissariate. Per Anas, l’ad assume compiti, funzioni e poteri dei commissari nominati in base al “Sblocca cantieri” e ad altri provvedimenti, su una lista di interventi stradali strategici distribuiti in tutte le regioni, dalla E78 Fano–Grosseto alla SS 106 ionica, dalla Telesina al nodo di Lucca, fino a ponti e varianti collegate a porti e hub logistici.

Lo stesso schema si applica a Rfi: l’amministratore delegato subentra come commissario per una lunga serie di progetti ferroviari prioritari, dall’alta velocità Brescia–Verona–Padova alla Salerno–Reggio Calabria, fino ai raddoppi e alle elettrificazioni delle linee in Abruzzo, Sicilia, Lombardia, Emilia-Romagna e altre regioni. Il decreto prevede anche la nomina dell’ad Rfi a commissario per ulteriori interventi elencati in allegato, che comprendono circonvallazioni ferroviarie, chiusura dell’anello di Roma, accessi ferroviari agli aeroporti e bypass strategici.

Tanto per Anas quanto per Rfi è stabilito che gli incarichi commissariali interni non comportano compensi aggiuntivi, gettoni o altri emolumenti, e che le funzioni si svolgono senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, mantenendo però intatti gli effetti degli atti già adottati dai precedenti commissari.

Sul fronte delle concessioni autostradali e delle opere di sicurezza lungo le tratte A24 e A25, il testo interviene sia sulla durata degli incarichi commissariali sia sulle coperture finanziarie. Per la messa in sicurezza antisismica, l’adeguamento delle gallerie alla normativa europea TEN-T e gli interventi di manutenzione straordinaria, sono autorizzati stanziamenti pluriennali che superano complessivamente i 250 milioni di euro nel triennio 2026–2028, utilizzando risorse già autorizzate da precedenti decreti.

Il commissario per il sistema idrico del Gran Sasso assume anche le funzioni finora spettanti al commissario per il traforo, con una ricognizione puntuale degli impegni finanziari, dello stato dei lavori e delle risorse ancora disponibili, da trasmettere a MIT e MEF entro 30 giorni dall’entrata in vigore delle nuove norme. In questo modo l’esecutivo punta a ridurre sovrapposizioni di competenze, accelerare la progettazione e l’esecuzione dei cantieri su un nodo considerato cruciale per la sicurezza idrica, ambientale e viaria dell’Appennino centrale.

Il decreto contiene anche interventi mirati su singole infrastrutture urbane e su opere connesse ai grandi eventi sportivi. Per la linea C della metropolitana di Roma viene chiarita la portata dei poteri del commissario straordinario sugli accordi transattivi tra Roma Metropolitane e il consorzio Metro C, con l’obbligo di chiudere in modo definitivo il contenzioso pendente a fronte delle transazioni.

Per Milano-Cortina 2026, il perimetro delle attività della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A. viene ampliato includendo fornitura e gestione di beni e servizi e realizzazione di impianti, anche provvisori, tramite convenzioni con il commissario per i Giochi. L’obiettivo dichiarato è assicurare la piena funzionalità e accessibilità, anche dal punto di vista logistico e dei trasporti, dei siti olimpici durante l’evento.

Sul versante della regolazione delle concessioni autostradali, la bozza interviene sull’articolo 14 della legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, introducendo un nuovo comma 2-bis dedicato al riequilibrio dei piani economico-finanziari alla luce degli effetti della pandemia. Le società concessionarie che non hanno ancora definito, con il concedente, meccanismi di recupero dei minori ricavi e dei maggiori oneri legati al Covid-19 vengono autorizzate a inserire tali importi nei PEF, al netto dei minori costi e dei rimborsi già ricevuti.

La norma affida all’ente concedente il compito di verificare che i valori siano calcolati secondo i criteri dell’Autorità di regolazione dei trasporti, con un vincolo esplicito: dal recupero dei mancati introiti non possono derivare incrementi delle tariffe autostradali a carico degli utenti. Di fatto, il governo punta a chiudere il contenzioso economico con i concessionari mantenendo un profilo di neutralità per i pedaggi, almeno nella parte direttamente riconducibile agli effetti della crisi sanitaria.

Per le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo il decreto fissa un passaggio chiave in vista delle nuove gare, in coerenza con l’impianto della legge sulla concorrenza e con gli impegni assunti con Bruxelles. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà presentare in Conferenza unificata uno schema di bando-tipo per l’affidamento delle concessioni, in modo da definire griglie di criteri omogenei su tutto il territorio nazionale.

Il testo interviene anche sulla sicurezza in mare, prorogando per l’intera stagione balneare 2026 la disciplina transitoria relativa ai servizi di assistenza ai bagnanti, collegata a precedenti decreti emergenziali. La proroga, che non può superare il 1° ottobre 2026, serve a evitare “vuoti di servizio” nelle more delle nuove gare e dell’adeguamento dei comuni alla riforma complessiva delle concessioni costiere.

In attesa del via libera definitivo e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo schema di decreto si candida a diventare uno snodo cruciale per la geografia delle infrastrutture italiane, ridisegnando ruoli e responsabilità tra governo, società pubbliche, concessionari e territori.  Si tratta comunque di anticipazioni non ancora ufficializzate, suscettibili di modifiche nel corso dell’iter di esame politico e tecnico.​ 


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