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Nel referto della Sezione autonomie aggiornato al 28 agosto 2025, la Corte dei conti rileva una situazione eterogenea: emergono alcune preoccupazioni sui tempi di completamento, ma anche indicazioni di recupero dei ritardi iniziali in vista delle scadenze.
Nel referto della Sezione autonomie aggiornato al 28 agosto 2025, la Corte dei conti rileva una situazione eterogenea: emergono alcune preoccupazioni sui tempi di completamento, ma anche indicazioni di recupero dei ritardi iniziali in vista delle scadenze.
La Sezione autonomie della Corte dei conti ha approvato un referto sullo stato di attuazione del PNRR negli enti territoriali (aggiornato al 28 agosto 2025), basato sui dati della piattaforma ReGiS e sui controlli delle Sezioni regionali.
Dalle verifiche territoriali emerge “qualche preoccupazione” sui tempi di completamento, perché i dati sul rispetto del cronoprogramma mostrano lievi ritardi per circa la metà dei progetti (pur con situazioni diverse tra loro).
Allo stesso tempo, la Corte segnala che nella maggioranza dei casi la media ponderata dei tempi di realizzazione indica un recupero dei ritardi iniziali, lasciando presupporre un’accelerazione nella fase in corso.
I Comuni risultano primi per numerosità di interventi (63.530 progetti su 96.082 finanziati anche solo in parte con risorse PNRR) e per volumi finanziari (24,5 miliardi su 47,5 miliardi complessivi).
Regioni e Province autonome gestiscono 29.049 interventi per un importo lievemente inferiore a 18,2 miliardi, con un costo medio per intervento generalmente più elevato rispetto alle realizzazioni comunali.
Sul piano finanziario complessivo, risulta impegnato il 59,2% dei 60,8 miliardi necessari a realizzare gli interventi, mentre i pagamenti sono poco sotto il 30% del costo totale (quasi 32% e oltre 15 miliardi se si considerano le sole risorse PNRR pari a 47,5 miliardi).
La Corte rileva che circa un terzo dei progetti finanziati con fondi PNRR risulta realizzato (19,3 miliardi su un totale di 58,6).
Tra le tipologie, i lavori pubblici avanzano più lentamente (30,1%) e assorbono la quota maggiore di risorse (circa 40 miliardi, pari al 68%), anche per la complessità realizzativa e i tempi di esecuzione più lunghi.
In parallelo, la Corte osserva che alla data di riferimento le amministrazioni titolari hanno erogato 11,9 miliardi ai soggetti attuatori e che, confrontando pagamenti (15,1 miliardi) e trasferimenti ricevuti, gli enti territoriali avrebbero anticipato oltre 3,2 miliardi.