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Iran: continuano le proteste per la morte di Mahsa Amini, i morti sono 76
Secondo quanto riferisce Iran Human Rights, tra i morti ci sono 6 donne e 4 bambini. Almeno 1.200 persone sarebbero state arrestate.
(Prima Pagina News)
Martedì 27 Settembre 2022
Roma - 27 set 2022 (Prima Pagina News)
Secondo quanto riferisce Iran Human Rights, tra i morti ci sono 6 donne e 4 bambini. Almeno 1.200 persone sarebbero state arrestate.
Non si fermano, in Iran, le proteste per la morte della 22enne curda Mahsa Amini, il cui decesso è avvenuto il 16 settembre dopo che era stata arrestata dalla polizia morale perchè aveva indossato il velo in modo inappropriato.

Stando a quanto rende noto l'ong Iran Human Rights (Ihr), la cui sede si trova a Oslo, la repressione delle proteste, fino ad oggi, ha causato 76 morti, tra cui 6 donne e 4 bambini.

Sarebbero 1.200, invece, le persone tratte in arresto, tra cui 20 operatori dei media, stando al comitato per la protezione dei giornalisti.

Le proteste sono continuate per tutta la notte, a dispetto della repressione e delle minacce del capo della magistratura di Teheran, Gholamhossein Mohseni Ejei. Durante le manifestazioni ci sono stati messaggi contro il governo e il leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, oltre a canti per ricordare la 22enne curda, e gli studenti universitari hanno invitato i professori a protestare insieme a loro.

Secondo quanto riferito da Ihr in una nota, il governo sta continuando a uccidere i manifestanti e sta torturando i detenuti per costringerli a deporre false confessioni in diretta televisiva, per cui è urgente un'azione da parte della comunità internazionale. “Il rischio di tortura e maltrattamenti dei manifestanti è grave e l’uso di proiettili veri contro i manifestanti è un crimine internazionale. Chiediamo alla comunità internazionale di adottare in modo deciso e unito misure pratiche per fermare l’uccisione e la tortura dei manifestanti”, ha detto il direttore dell'Ong, Mahmood Amiry-Moghaddam, aggiungendo che il mondo “deve difendere le richieste del popolo iraniano per i suoi diritti fondamentali”.

Nel frattempo, sia l'Unione Europea sia gli Stati Uniti stanno esaminando la possibilità di introdurre nuove sanzioni contro Teheran, per condannare la repressione delle proteste. Nella giornata di ieri, l'Alto Rappresentante Europeo per la Politica Estera, Josep Borrell, ha contestato l'uso della forza da parte delle autorità iraniane contro i manifestanti, aggiungendo che tutte le opzioni - tra cui un contributo per evitare la chiusura di Internet e sanzioni in campo economico - saranno esaminate alla prossima riunione del Comitato dei Ministri degli Esteri Ue.

Sempre ieri, in seguito all'annuncio, da parte di Elon Musk, dell'attivazione del servizio Internet satellitare Starlink per l'Iran, il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, ha reso noto che la Casa Bianca intende fornire supporti hardware per sviluppare i servizi online iraniani. “Condanniamo la violenza e la brutalità mostrate dalle forze di sicurezza iraniane”, ha dichiarato Price, per poi aggiungere che “la continua repressione violenta delle proteste pacifiche dopo la morte di Mehsa Amini è spaventosa. In merito alla possibilità che gli iraniani possano evitare il blocco di Internet e dei social media voluto dal governo, ha detto: “Le persone di tutto il mondo sono interessate al fatto che gli iraniani possano comunicare liberamente tra loro e con altre parti del mondo”.

Di recente, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha dato il suo via libera ad un'autorizzazione generale per ridurre le sanzioni riguardanti lo sviluppo di servizi Internet in Iran, questo in seguito alla richiesta di Elon Musk di ottenere l'esenzione dalle sanzioni, in modo da attivare servizi Internet satellitari per la nazione islamica, richiesta appoggiata da alcuni membri del Congresso statunitense, che hanno chiesto all'amministrazione guidata da Joe Biden di intraprendere provvedimenti facilitativi in merito.

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