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"Sono stato catturato nella mia casa a Caracas".
"Sono stato catturato nella mia casa a Caracas".
Nicolàs Maduro si è identificato al giudice Alvin Hellerstein in spagnolo, confermando di essere il presidente del Venezuela. E' quanto riferiscono i media statunitensi.
Maduro ha aggiunto di essere in aula al Tribunale di New York perché è stato "rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas".
"Sono innocente, non sono colpevole", ha continuato, dichiarando la sua innocenza rispetto alle accuse mosse contro di lui.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antònio Guterres, si dice "profondamente preoccupato dal fatto che le norme del diritto internazionale non siano state rispettate nell' azione militare del 3 gennaio" e ricorda che "la Carta Onu sancisce il divieto della minaccia o dell'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato".
"Il potere della legge deve prevalere", ha dichiarato, nel corso del Consiglio di Sicurezza, durante il discorso pronunciato a suo nome dalla direttrice degli affari politici Rosemary DiCarlo.
"Non c'è, né può esserci, alcuna giustificazione per i crimini cinicamente perpetrati dagli Usa a Caracas. Condanniamo fermamente l'atto di aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale". Così, durante il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'ambasciatore russo all'Onu Vassily Nebenzia.
"Chiediamo alla leadership Usa di rilasciare immediatamente il presidente legittimamente eletto di uno Stato indipendente, Nicolas Maduro, e sua moglie - ha proseguito Nebenzia - Qualsiasi conflitto esistente tra Stati Uniti e il Venezuela deve essere risolto attraverso il dialogo".
L'ex Presidente del Venezuela, Nicolàs Maduro, e sua moglie Cilia Flores, sono arrivati al Tribunale di New York, dove il leader deposto dovrà comparire per essere processato con le accuse di narcotraffico e possesso di armi. E' quanto ha fatto sapere la Cnn.
La coppia è arrivata a bordo di un blindato.
Nel suo primo messaggio dopo la cattura di Maduro, la Presidente venezuelana ad interim, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che il Paese lavora per la pace, dando priorità a raggiungere relazioni “equilibrate e rispettose” con gli Stati Uniti. E' quanto riferiscono i media internazionali.
Rodriguez ha esortato Washington a “collaborare con noi su un programma di cooperazione”. “Il Venezuela ha diritto alla pace, allo sviluppo, alla sovranità e a un futuro”, ha concluso.
Intanto, il governo svizzero ha fatto sapere che bloccherà eventuali valori patrimoniali in Svizzera collegati a Nicolàs Maduro e ad altre persone a lui vicine. L'obiettivo del provvedimento, riferisce una nota, è quello di impedire il trasferimento di valori patrimoniali. Questo si aggiunge alle sanzioni emanate nel 2018 contro il Venezuela.
“Nessun membro del governo venezuelano attualmente in carica è interessato dal blocco. Se futuri procedimenti giudiziari dovessero accertare che i fondi sono di origine illegale, la Svizzera si impegnerà a restituirli alla popolazione venezuelana”, prosegue il comunicato del governo svizzero.
“Noi riteniamo che l’uso di interventi militari non sia idoneo a risolvere le questioni. Però nello stesso tempo è legittimo l’intervento statunitense vista la minaccia che loro intravedevano e credo che questo emergerà anche nel corso del processo a Maduro, visto anche il super testimone che verrà presentato ovvero l’ex capo dei servizi segreti venezuelani. Il narcotraffico è uno strumento non soltanto di interesse economico, ma anche uno strumento per attaccare altri paesi. Quindi da questo punto di vista, per tutelare la propria sicurezza, l’intervento diventa legittimo”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Rtl 102.5.
“Ora bisogna lavorare per una transizione democratica e perché il popolo venezuelano possa vivere una nuova stagione di democrazia, di libertà e di rispetto dello stato di diritto. In questi anni sono stati molto pochi coloro che hanno denunciato con forza e sono impegnati con forza nel contestare i crimini commessi dalla dittatura di Maduro. Oggi per il Venezuela è un momento di libertà. Senza Maduro il Venezuela certamente più libero”, ha aggiunto.
Per Tajani, “visto che quella italiana in Venezuela è una delle più grandi comunità di connazionali all’estero, dobbiamo lavorare affinché ci sia garantita la sicurezza dei nostri connazionali, ma anche per la liberazione dei prigionieri politici italiani e per liberare anche Alberto Trentini che è l’ultimo degli italiani arrestati”.
“Ho parlato fino a ieri sera con il nostro ambasciatore a Caracas e stiamo lavorando per questo. Stiamo tentando tutto il possibile e l’impossibile e speriamo che con la signora Rodriguez sia più facile il dialogo per riportare a casa una persona che non ha commesso alcun reato. Così come gli altri italiani detenuti per motivi politici e non perché siano dei pericolosi criminali”, ha detto ancora il vicepremier, rispondendo ad una domanda sulle possibili conseguenze della crisi in Venezuela sulla scarcerazione del cooperante italiano Alberto Trentini e degli altri italiani attualmente in carcere nel Paese.