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La stagione delle nomine ai vertici di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna, Enav e delle authority entra nel vivo: il blog “Poteri deboli” del giornalista Gianni Dragoni mette in fila nomi, ipotesi e intrecci politici che possono ridisegnare la mappa del potere nelle partecipate strategiche.
La stagione delle nomine ai vertici di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna, Enav e delle authority entra nel vivo: il blog “Poteri deboli” del giornalista Gianni Dragoni mette in fila nomi, ipotesi e intrecci politici che possono ridisegnare la mappa del potere nelle partecipate strategiche.
Al centro del risiko ricostruito da Gianni Dragoni su “Poteri deboli” ci sono le sei grandi quotate di Stato: Eni, Enel, Leonardo, Poste Italiane, Terna ed Enav, ossatura finanziaria e industriale delle partecipate pubbliche. Nel blog si sottolinea come, dietro il mantra “tutti confermati” filtrato per settimane, la realtà sia fatta di equilibri fragili e di caselle esposte a sostituzioni, con potenziali nuovi ingressi pronti a innescare un effetto domino. L’agenda resta serrata: il governo deve depositare le liste per i cda almeno 25 giorni prima delle assemblee, con Poste convocata il 27 aprile e le altre società nella prima metà di maggio, fissando al 2 aprile la data limite entro cui chiudere il puzzle di nomi descritto da Dragoni.
Nel racconto di “Poteri deboli” il cosiddetto “Vangelo secondo Giorgia” – l’idea di una conferma generalizzata dei vertici – viene messo in discussione da una serie di variabili politiche. Gianni Dragoni evidenzia come la scissione di Roberto Vannacci dalla Lega abbia indebolito il peso di Matteo Salvini, che nel 2023 aveva portato a casa la nomina di Flavio Cattaneo ad Enel e di Igor De Blasio alla presidenza di Terna, mentre cresce il ruolo negoziale di Forza Italia. Proprio nel blog si dà conto delle ambizioni azzurre: la conferma di Paolo Scaroni all’Enel, l’influenza sulla scelta del nuovo presidente di Leonardo al posto di Stefano Pontecorvo e il collegamento tra queste partite e la successione alla Consob, dove il candidato leghista Federico Freni è stato stoppato da Antonio Tajani.
Nelle ricostruzioni di “Poteri deboli” vengono indicati come sostanzialmente blindati Claudio Descalzi all’Eni, avviato verso un quinto mandato consecutivo, e Flavio Cattaneo all’Enel, la cui eventuale ipotesi di trasferimento alle Generali appare accantonata almeno fino al 2027. Il blog segnala come resti molto solida anche la posizione di Roberto Cingolani a Leonardo, considerato una scelta diretta di Giorgia Meloni e quindi orientato a un bis salvo colpi di scena finali.
Alle Poste, Gianni Dragoni accredita la conferma dell’amministratore delegato Matteo Del Fante e del direttore generale Giuseppe Lasco, sottolineando il peso dei buoni risultati e del ruolo giocato nel dossier Telecom Italia. Decisamente più problematica è invece, nelle cronache del blog, la posizione di Giuseppina Di Foggia a Terna, ritenuta fragile nonostante le performance in Borsa, attribuite più al quadro tariffario che alla gestione.
Uno dei filoni più caldi messi in luce da “Poteri deboli” riguarda il possibile incrocio tra Terna ed Enav. Nel blog Gianni Dragoni racconta come Giuseppina Di Foggia debba guardarsi alle spalle da Pasqualino Monti, manager dei porti e attuale amministratore delegato di Enav, indicato tra i candidati forti per un eventuale salto alla guida di Terna con il sostegno di Fratelli d’Italia. Le stesse fonti richiamate da Dragoni suggeriscono scenari alternativi per Di Foggia, che potrebbe essere dirottata su un’altra partecipata – si cita l’Enav o persino la carica di ad di FiberCop oggi accentrata nelle mani del presidente Massimo Sarmi – a conferma di un risiko in cui ogni movimento produce ricadute a catena.
Gianni Dragoni dedica ampio spazio sul blog alla “rissa” per la presidenza di Leonardo, casella che questa volta viene descritta come interamente politica, non più appannaggio del ministro della Difesa dopo l’allentamento del legame tra Guido Crosetto e l’uscente Stefano Pontecorvo. Tra i nomi lanciati da “Poteri deboli” spicca quello di Elisabetta Belloni, la candidata più accreditata per trasformare la poltrona – finora sempre maschile – in un incarico simbolico anche sul piano della rappresentanza.
Nel toto-nomi del blog compaiono anche Stefano Cuzzilla (oggi presidente di Trenitalia), Trifone “Nuccio” Altieri per la Lega, e profili istituzionali come Giuseppe Cossiga, presidente di Mbda Italia e dell’Aiad, e il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, tutti tasselli che la politica valuta per Leonardo o per altre presidenze di peso.
Nel quadro ricostruito da Dragoni, Andrea De Gennaro non è solo nel mirino per la presidenza di Leonardo ma viene considerato un possibile candidato anche per la presidenza dell’Eni, a conferma del peso crescente degli uomini degli apparati nelle scelte su energia e difesa.
Il blog “Poteri deboli” cita anche Gianni Caravelli, direttore dell’Aise, come figura che potrebbe entrare nel giro delle grandi partecipate se non venisse confermato ai vertici dei servizi, con possibili sbocchi su poltrone chiave del cosiddetto “deep State” economico. In ambito difesa Dragoni segnala i movimenti di Alessandro Ercolani, ad di Rheinmetall Italia, indicato da fonti politiche come interessato a un incarico da ad nelle partecipate di Stato, magari proprio all’Enav qualora Pasqualino Monti dovesse fare il salto verso Terna con il consenso di Palazzo Chigi e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.
Il tratto distintivo del lavoro di Gianni Dragoni è la capacità di incrociare, nel suo blog “Poteri deboli”, i nomi che circolano nelle stanze del potere con le logiche industriali e finanziarie che reggono le partecipate. Le sue ricostruzioni sulle nomine 2026 mostrano come ruoli di vertice, conferme e sostituzioni non siano semplici avvicendamenti di poltrone, ma scelte destinate a incidere su energia, infrastrutture, difesa, credito e, in definitiva, sulla traiettoria del sistema Paese. È in questo intreccio tra politica, apparati e business che il blog di Dragoni – con i nomi, le ipotesi e gli scenari che lancia e aggiorna – è diventato un osservatorio privilegiato per chi vuole capire davvero cosa c’è dietro la corsa alle poltrone di Stato.