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Nomine nelle partecipate di Stato, verso le conferme: Terna snodo per la nuova rete in fibra.
Nomine nelle partecipate di Stato, verso le conferme: Terna snodo per la nuova rete in fibra.
La partita delle nomine nelle grandi partecipate di Stato entra nel vivo, con l’orientamento a confermare la maggioranza degli amministratori delegati di Eni, Enel e Poste Italiane, mentre Terna diventa il possibile snodo per il progetto di un’unica rete nazionale in fibra ottica, con il nome di Giuseppina Di Foggia al centro dei ragionamenti e quello di Pasqualino Monti in corsa per la guida della società dell’alta tensione.
Secondo le indiscrezioni riportate da Filippo Caleri su Il Tempo, i tavoli sulle società quotate controllate dal Tesoro sono ufficialmente aperti e le prime discussioni interne, per ora solo di indirizzo, vanno nella direzione della continuità. Per il prossimo triennio sarebbero infatti destinati a restare al proprio posto gli attuali vertici operativi: Claudio Descalzi a Eni, Flavio Cattaneo a Enel e Matteo Del Fante a Poste Italiane, con il rinnovo dei rispettivi mandati come ipotesi prevalente nelle valutazioni del governo. Sul tavolo non sarebbe invece ancora entrato il capitolo delle presidenze, rinviato a una fase successiva del confronto.
La vera casella aperta riguarda Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, oggi guidata da Giuseppina Di Foggia, alla quale il mercato riconosce risultati molto positivi. Il titolo in Borsa ha toccato in questi giorni quota 9,704 euro, massimo storico dalla quotazione del giugno 2004, performance letta come un segnale diretto della fiducia degli investitori nella strategia e nella guida manageriale dell’azienda. Proprio questo curriculum avrebbe portato il suo nome al centro di una riflessione strategica più ampia: affidarle la regia della nascita di una rete unica in fibra, tema considerato decisivo per la competitività del Paese e ancora irrisolto dopo anni di discussioni.
Lo scenario che prende forma prevederebbe per Di Foggia un possibile approdo al vertice di FiberCop, la società che oggi gestisce la rete di accesso ex Telecom, con il compito di condurre in porto l’integrazione con gli asset di fibra ottica di Open Fiber in un unico perimetro industriale. La manager porta in dote, oltre all’esperienza maturata in Terna, un lungo percorso nel mondo delle telecomunicazioni, iniziato nel 2006 in Alcatel-Lucent e proseguito in Nokia, dove tra il 2020 e il 2023 ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato in Italia. Un profilo che, nelle valutazioni circolate ai tavoli, viene considerato particolarmente adatto a un progetto che incrocia infrastrutture energetiche, reti digitali e interessi industriali di lungo periodo.
Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, si aprirebbe immediatamente il dossier della successione alla guida di Terna. Tra i nomi che circolano figura quello di Pasqualino Monti, attuale ad di Enav e con una lunga esperienza nella gestione di sistemi complessi, dai porti di Civitavecchia e Palermo fino al controllo del traffico aereo, dove ha spinto sull’internazionalizzazione delle attività. Anche il suo operato è stato premiato dal mercato, elemento che ne rafforza la candidatura. Un eventuale suo trasferimento a Terna lascerebbe però scoperta la casella di amministratore delegato in Enav, per la quale si profila la ricerca di un profilo con forti competenze aeronautiche e una solida conoscenza delle dinamiche regolatorie del settore.
Le prossime settimane diranno se quello che oggi appare come un mosaico di suggestioni si tradurrà in una vera e propria nuova architettura delle partecipate di Stato, fondata sulla continuità gestionale nelle grandi utility e sulla scommessa di usare i cambi al vertice come leva per chiudere, finalmente, il cantiere della rete unica in fibra.