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La difesa della donna davanti al Gip nell’indagine sui furti sistematici che vede indagati anche ventuno esponenti delle forze dell’ordine: "Ho lavorato lì per vent'anni".
La difesa della donna davanti al Gip nell’indagine sui furti sistematici che vede indagati anche ventuno esponenti delle forze dell’ordine: "Ho lavorato lì per vent'anni".
Si è difesa puntando sulla propria storia professionale e sulla negazione di un guadagno personale la quarantatreenne ex cassiera dello store Coin di Roma Termini, finita al centro della vasta inchiesta della Procura di Roma su un presunto sistema di furti e ammanchi dal valore di 184 mila euro.
Durante l’interrogatorio preventivo davanti al Gip, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, l’indagata ha rilasciato dichiarazioni spontanee per chiarire la propria posizione rispetto agli ottanta episodi contestati dal pm Stefano Opilio: “Ho commesso degli errori, ho compiuto delle leggerezze ma non per quegli ammanchi che mi vengono contestati. In molti casi mi limitavo a fornire la mia tessera per gli sconti. Non mi sono in alcun modo arricchita, ho lavorato lì per oltre vent'anni”, ha affermato la donna, difesa dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Irene Bisiani.
La dipendente, che a seguito di questa vicenda è stata licenziata, ha cercato così di derubricare a "favori" o irregolarità procedurali le condotte che per l'accusa costituiscono invece furto aggravato.
L’indagine, che vede complessivamente 44 indagati, ha sollevato un polverone per il coinvolgimento di nove agenti della Polfer e dodici carabinieri, accusati di aver beneficiato o partecipato a vario titolo alla sottrazione di merce — tra profumi, capi firmati e accessori — che veniva prelevata dallo store senza passare per i regolari pagamenti.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i furti avvenivano con cadenza quasi quotidiana nel corso di tre mesi del 2024, con un modus operandi che prevedeva la rimozione dei dispositivi antitaccheggio e l'uso di buste già pronte per l'uscita dei prodotti.
Per quattro dipendenti dello store, ritenuti figure chiave nella gestione logistica di questo "mercato parallelo" interno alla stazione, la Procura ha sollecitato la misura cautelare dell'arresto in carcere; una richiesta sulla quale il Gip si è riservato di decidere nei prossimi giorni.
La scoperta del buco di bilancio è arrivata dopo una serie di controlli interni della Coin che avevano evidenziato ammanchi anomali, spingendo la proprietà a incaricare un'agenzia investigativa privata.
Le immagini catturate dalle telecamere nascoste avrebbero documentato numerosi passaggi di mano sospetti, confermando la tesi accusatoria di un saccheggio sistematico.
Mentre la difesa dell'ex cassiera insiste sulla mancanza di prove di un effettivo arricchimento illecito della propria assistita, l'inchiesta prosegue per accertare il livello di complicità tra il personale del negozio e i rappresentanti delle forze dell'ordine coinvolti, molti dei quali sono già stati allontanati dai rispettivi reparti di servizio a Roma Termini.