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Asta Fanfani, scoppia il caso politico, la Sen. Fiammetta Modena (FI) chiama in causa il Ministro Franceschini
Questo che segue è il testo stenoscritto della interrogazione della senatrice Fiammetta Modena (FI), membro della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, che per la vendita all’Asta dell’Eredità di Amintore Fanfani e sua moglie Maria Pia chiama direttamente in causa il ministro Dario Franceschini, chiedendo al ministro di evitare che il patrimonio storico messo in vendita possa sparire chissà dove venduto nel mondo.
(Prima Pagina News)
Mercoledì 09 Giugno 2021
Roma - 09 giu 2021 (Prima Pagina News)
Questo che segue è il testo stenoscritto della interrogazione della senatrice Fiammetta Modena (FI), membro della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, che per la vendita all’Asta dell’Eredità di Amintore Fanfani e sua moglie Maria Pia chiama direttamente in causa il ministro Dario Franceschini, chiedendo al ministro di evitare che il patrimonio storico messo in vendita possa sparire chissà dove venduto nel mondo.
“Premesso che: viene anticipata, raccontata, e presentata, come un "evento internazionale" la vendita della casa internazionale d'aste "Bertolami Fineart", in programma a Roma il prossimo 10 giugno 2021 e dove verranno battute all'asta le cose forse più private e più personali di un grande statista come lo fu il presidente Amintore Fanfani;

all'asta vi sono le onorificenze di Stato che il presidente Fanfani ha ricevuto in dono in giro per il mondo incontrando, da Presidente del Consiglio dei ministri e da rappresentante dell'Italia repubblicana, i "grandi della terra";

si parla di oggetti che valgono un patrimonio, davvero difficile da monetizzare, un patrimonio soprattutto ideale e istituzionale, onorificenze che dimostrano quanto il presidente Fanfani fosse amato e ammirato in ogni angolo della terra;

la domanda più scontata che ci si pone è se si possa mandare all'asta tutto quello che ha rappresentato la vita pubblica di un grande statista e leader politico italiano come Amintore Fanfani;

è naturale che vengano vendute "al miglior offerente" onorificenze che i Capi di Stato di tutto il mondo hanno regalato allo stesso Fanfani riconoscendo in lui la supremazia e il ruolo strategico del nostro Paese;

i giovani che oggi hanno 20 anni, ma anche 30 anni, forse non sanno neanche chi fosse e che cosa abbia rappresentato per la storia della Repubblica italiana il presidente Amintore Fanfani, che per ben tre volte fu Presidente del Senato della Repubblica: dal 5 giugno 1968 al 26 giugno 1973; dal 5 luglio 1976 al 1° dicembre 1982; dal 9 luglio 1985 al 18 aprile 1987. Per ben 5 volte Presidente del Consiglio dei ministri: dal 18 gennaio 1954 al 10 febbraio 1954, Capo di Stato era Luigi Einaudi; dal 1° luglio 1958 al 15 febbraio 1959, Capo di Stato era Giovanni Gronchi; dal 26 luglio 1960 al 21 giugno 1963, ancora Gronchi Capo di Stato; dal 1° dicembre 1982 al 4 agosto 1983, Presidente della Repubblica era Sandro Pertini; dal 18 aprile 1987 al 29 luglio 1987, Capo di Stato era Francesco Cossiga. Ma fu anche presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dal 1° gennaio 1965 al 31 dicembre 1965, e segretario nazionale della Democrazia cristiana dal 16 luglio 1954 al 31 gennaio 1959, dopo di lui arrivò Aldo Moro; ma ancora dal 17 giugno 1973 al 26 luglio 1975. Professore universitario diventò deputato per la DC a partire dal 25 giugno 1946 al 4 giugno 1968 e come tale fu anche membro della Commissione per la Costituzione, e presidente della Commissione speciale sui trasferimenti in Sardegna, e infine fu senatore a vita dal 10 marzo 1972 al 20 novembre 1999 (aveva 91 anni quando lasciò per sempre palazzo Madama e la sua casa);

molte di queste onorificenze sono rarissime, non si trovano neanche più, la diplomazia moderna non usa ormai da molti anni questi "gingilli impreziositi dai ricami dorati della storia del proprio paese" e il fatto che molte di quelle messe all'asta siano davvero preziose lo si intuisce immediatamente dal prezzo di base con cui vengono presentate, che parte da un minimo di 2 o anche 3.000 euro;

sono onorificenze tempestate di diamanti e pietre preziose, regali istituzionali importanti per il presidente Fanfani, ben conservati e ancora perfettamente intatti nel loro splendore originario. Tra le tante onorificenze straniere, è il "core business" di questa sorta di "mirabilia", ci sono anche la gran croce della Repubblica italiana e le onorificenze tipiche della Repubblica, donate al presidente Fanfani dai vari Capi di Stato che si sono succeduti al Quirinale durante la sua permanenza a palazzo Chigi o anche più semplicemente alla Camera e al Senato;

c'è molto di più nella cassaforte della casa d'aste Bertolami, ben 421 lotti, il che vuol dire 421 oggetti diversi da acquistare o da vendere, e che il 10 giugno lasceranno definitivamente la vecchia casa di Maria Pia e Amintore Fanfani per altre nuove destinazioni;

ci sono anche le fotografie dei papi che il presidente Fanfani ebbe il privilegio di conoscere e di frequentare, con le loro dediche personali e autografe, e c'è davvero tutto il mondo di allora in queste foto;

tra gli oggetti in vendita ci sono anche oggetti personali e privati di Maria Pia Fanfani quando lei era presidente della Croce Rossa, oggetti che potrebbero invece essere acquistati e conservati in un grande museo internazionale della Croce rossa italiana. Un oggetto per tutti, il mitico basco nero che Maria Pia Fanfani indossava sui campi di guerra di tutto il mondo. Oggi bastano 50 euro per comprarlo, ma quel basco è la storia stessa della Croce Rossa italiana,

si chiede di sapere:

come si possa vendere all'asta la gran croce della Repubblica italiana donata a Fanfani dal Capo dello Stato del tempo;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno che sia il Ministero della cultura ad acquisire la gran croce della Repubblica italiana evitando in questo modo che la massima onorificenza dello Stato italiano vada a finire in mano di chiunque, o che possa finire chissà dove, comprata magari da chi ha tanti soldi ma alla fine non sa neanche che cosa si porta a casa;

se non ritenga opportuno intervenire per evitare che un tale patrimonio venga dissipato e non tutelato come patrimonio dello Stato italiano” (Senatrice Fiammetta Modena).

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