Ucraina, Rubio da Budapest: "Usa unico mediatore possibile, ma nessun accordo imposto"

Domani a Ginevra il terzo round di colloqui con la Russia.

(Prima Pagina News)
Lunedì 16 Febbraio 2026
Roma - 16 feb 2026 (Prima Pagina News)

Domani a Ginevra il terzo round di colloqui con la Russia.

La strategia degli Stati Uniti per la chiusura del conflitto ucraino passa per una linea sottile: esercitare la massima pressione diplomatica senza apparire come i risolutori che calano un accordo dall'alto.

Da Budapest, il Segretario di Stato Marco Rubio ha blindato questa posizione al termine di un faccia a faccia chiave con il Premier ungherese Viktor Orban, da tempo sostenitore di una rapida via negoziale.

Davanti alla stampa internazionale, Rubio ha voluto dissipare i timori di una "pace forzata" imposta da Washington a Kiev o Mosca. "Gli Stati Uniti vogliono la fine della guerra in Ucraina, ma non intendono imporre accordi a nessuno. Non cerchiamo di imporre a nessuno un accordo che non vuole accettare".

Tuttavia, il Segretario di Stato ha rivendicato con forza il primato politico degli USA nella risoluzione della crisi, definendo Washington come l'"unica forza" capace di generare una forza gravitazionale sufficiente a far sedere le parti allo stesso tavolo.

Una dichiarazione che suona come un messaggio sia agli alleati europei che al Cremlino: la strada per la pace deve necessariamente essere asfaltata dalla Casa Bianca.

Il dinamismo descritto da Rubio trova riscontro in un calendario negoziale serratissimo, che ha visto il coinvolgimento costante delle delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti in territori neutrali: il primo ciclo di consultazioni trilaterali di Abu Dhabi è servito a stabilire i "canali di comunicazione sicuri" e a definire il perimetro del cessate il fuoco. Nel secondo round, le parti si sono confrontate su questioni più specifiche, quali lo scambio di prigionieri e la protezione delle infrastrutture energetiche critiche.

Quello di domani e mercoledì in programma a Ginevra sarà il vertice della verità. Come confermato dal portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, la delegazione russa sarà guidata da Vladimir Medinsky, assistente di Putin e figura centrale già nei colloqui di inizio conflitto.

A Ginevra, il compito degli Usa sarà quello di trasformare la filosofia del "non imporre" in una bozza di accordo che garantisca la sicurezza di Kiev e le "preoccupazioni" di Mosca. La presenza di Medinsky indica che la Russia è pronta a discutere su basi politiche e territoriali, mentre la missione di Rubio a Budapest suggerisce la volontà americana di coinvolgere anche quegli attori europei (come Orban) che mantengono canali aperti con la Federazione Russa.


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