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Scontro con PD e M5S.
Scontro con PD e M5S.
L’Italia definisce la propria strategia diplomatica nel delicato scacchiere mediorientale confermando la partecipazione alla riunione inaugurale del Board of Peace per Gaza, prevista a Washington il prossimo 19 febbraio.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del bilaterale con l'omologa canadese Anita Anand, ha spiegato che il nostro Paese è stato invitato a partecipare e ha ritenuto "opportuno" farlo, ma con una veste specifica: quella di osservatore, al pari della Commissione Europea.
La scelta dello status di osservatore non è casuale, ma dettata dalla necessità di far coesistere l’attivismo internazionale con i dettami della nostra Carta fondamentale.
Tajani ha infatti precisato: "L'Italia è stata invitata a partecipare alla riunione del Board of peace come osservatore e ha ritenuto 'opportuno' partecipare perché vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la commissione europea. Lo facciamo perché l'articolo 9 dello Statuto del Board è in contrasto con la costituzione".
Nonostante i vincoli statutari, il Ministro ha rivendicato con forza il primato italiano nell’assistenza alla popolazione civile, proiettando l’Italia come nazione guida nella futura stabilizzazione dell’area: "Lo facciamo perché abbiamo già dato molto per Gaza e continueremo a farlo, siamo tra i Paesi al mondo che ha dato di più. Siamo pronti a formare la nuova polizia gazawi e quella palestinese, siamo pronti a incrementare i nostri carabinieri a Rafah. C'è un interesse diretto la stabilità del medio oriente e per la costruzione di pace".
Il posizionamento italiano è blindato da una bozza di risoluzione di maggioranza che impegna il governo a sostenere l'applicazione del "Piano Complessivo di pace" e a partecipare alle attività del Board sulla base della Risoluzione ONU 2803.
Gli obiettivi sono ambiziosi: "Predisporre un contributo nazionale complessivo per l'assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza, la ricostruzione della Striscia e il sostegno al programma di riforme dell'Autorità Palestinese per rafforzarne le capacità di governo; rafforzare l'impegno nell'addestramento delle forze di polizia palestinesi nel quadro delle attività della Forza Internazionale di Stabilizzazione; continuare a sostenere ogni sforzo verso una soluzione giusta e duratura del conflitto mediorientale sulla base della soluzione a due Stati".
Mentre l'Italia si prepara al vertice, anche l'Unione Europea muove i propri passi. Un portavoce della Commissione UE ha confermato che l'Alta rappresentante Kaja Kallas "è in contatto con i membri e, al Consiglio Affari Esteri, i ministri discuteranno con Nikolay Mladenov di come l'Ue potrà contribuire" riguardo alla partecipazione al tavolo lanciato da Donald Trump.
La linea sarà oggetto di un ulteriore passaggio interno nel pomeriggio a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Salvini e Tajani e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Il confronto parlamentare è invece fissato per martedì 17 febbraio alle ore 16.45: come comunicato dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Ministro Tajani riferirà davanti alle commissioni Esteri e Difesa "a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni leader dell'opposizione e della conseguente disponibilità del governo a riferire in Parlamento".
Le opposizioni hanno reagito compattamente, denunciando quella che ritengono un'umiliazione diplomatica. I parlamentari del M5S delle Commissioni Esteri di Camera e Senato hanno rilasciato una nota durissima: "L'Italia sarà l'unica nazione dell'Europa occidentale e del G7 a partecipare al Board of Peace di Trump, insieme a Paesi come Albania, Kosovo, Cipro, Ungheria e Romania. L'ennesimo atto di sudditanza di Meloni che degrada l'Italia a vassallo degli Stati Uniti e allontana il nostro Paese dal novero dei Paesi europei che contano.
La più trumpiana tra i leader europei spera che anche Merz si unisca a questa grottesca farsa, ma difficilmente accadrà. E' importante esserci per partecipare alla ricostruzione di Gaza, dicono dal governo: tradotto, non vogliamo che il grande capo ci escluda dal business.
Un cinismo indecente, soprattutto alla luce di quello che sta accadendo: in Cisgiordania l'avvio dell'annessione con il riconoscimento statale degli insediamenti illegali per la prima volta dal 1967 e a Gaza la fine del cessate il fuoco con i quotidiani bombardamenti israeliani, solo ieri 12 morti. Aspettiamo Tajani in aula per sentire cosa avrà il coraggio di dire a giustificazione di questa ennesima umiliazione storica per il nostro Paese".
Anche dal Partito Democratico arrivano critiche frontali. La vicepresidente della Camera, Anna Ascani, ha affidato ai social il suo dissenso: "Giorgia Meloni continua a scambiare l'alleanza con la subordinazione. L'Italia non può e non deve partecipare al Board of Peace di Trump. Lo dicono la Costituzione, il buon senso e la dignità".