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Giornata della Legalità, Nicola Gratteri Laurea Honoris Causa in diritto all’Università delle Marche.

“Per non dimenticare”, dal 2002, anno del decennale della strage di Capaci, il 23 maggio viene celebrata la Giornata nazionale per la legalità il cui scopo è quello di incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità per una cittadinanza attiva, responsabile e partecipe, perché come ha detto Peppino Impastato, altra vittima del crimine organizzato, “La mafia uccide, il silenzio pure…”.

di Pino Nano
Martedì 17 Maggio 2022
Roma - 17 mag 2022 (Prima Pagina News)

“Per non dimenticare”, dal 2002, anno del decennale della strage di Capaci, il 23 maggio viene celebrata la Giornata nazionale per la legalità il cui scopo è quello di incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità per una cittadinanza attiva, responsabile e partecipe, perché come ha detto Peppino Impastato, altra vittima del crimine organizzato, “La mafia uccide, il silenzio pure…”.

Per le Marche la giornata del 23 maggio nasce e si sviluppa quest’anno all’insegna di Nicola Gratteri, della sua vita, della sua esperienza magistrale di giudice, del suo impegno quotidiano contro le organizzazioni criminali più potenti e organizzate del mondo.

Doppia festa, dunque, questa volta per il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Nel giorno in cui nel Paese e nel mondo torna alla memoria il ricordo di Giovanni Falcone e della Strage di Capaci, la città di Ancona lo proclama Cittadino Onorario e l’Università delle Marche gli conferisce il Dottorato Honoris Causa in diritto.

Un riconoscimento solenne dietro l’altro per il magistrato calabrese, dopo la decisione presa dal CSM di escluderlo dalla corsa alla guida della Direzione Nazionale Antimafia. Se non fossimo rispettosi del diritto e del senso dello Stato come lo siamo, diremmo che da ogni parte d’Italia si leva forte la protesta corale verso questa decisione cha ha tutto il “sapore politico” di un sistema che difende sé stesso. Di certo è che da ogni parte d’Italia Gratteri viene chiamato a gran voce per ricevere premi e riconoscimenti che il “sistema” della magistratura italiana, così tanto ben descritto da Luca Palamara e Alessandro Sallusti nel loro libro, certamente non ha mai immaginato di conferirgli.

Lunedì 23 maggio sarà quindi il sindaco della città marchigiana di Ancona Valeria Mancinelli a consegnargli a nome della sua amministrazione comunale la pergamena di cittadino onorario. A presiedere la doppia manifestazione in onore del Procuratore Antimafia di Catanzaro ci sarànno anche Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Marco Ugo Filsetti, Direttore Generale URS Marche. Ad introdurre il dibattito sarà l’avvocato Laura Versace

Secondo cerimonia ufficiale per Nicola Gratteri nel pomeriggio alle ore 16 nell’aula magna dell’Università delle Marche, dove Nicola Gratteri riceverà dal Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gianluca Gregori anche il Dottorato Honoris Causa in Diritto, più precisamente in “Management and Law”, conferitogli dal Senato Accademico e dalla Assemblea della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” su proposta del Consiglio del Dipartimento di management.

La Lectio Magistralis prevista dal protocollo d’onore di ogni ateneo, lezione che Nicola Gratteri terrà invece di mattina agli studenti di Ancona presenti in aula magna, avrà però una variante rispetto alla tradizione accademica universitaria italiana ed europea: per la prima volta infatti il neo “Dottore in Diritto” non si limiterà soltanto alla sua tradizionale prolusione accademica, ma Gratteri ha chiesto di poter rispondere anche alle domande che gli verranno dagli studenti, e se questo da una parte riduce la solennità di una Lectio Magistralis, dall’altra parte invece apre un momento di confronto che allarga i confini del dibattito e delle pure relazioni schematiche e scritte del caso. Ma Gratteri è fatto così. Chi lo conosce sa bene che è senza rete, e comunque sempre e in maniera totale al servizio della libertà del linguaggio.

Ricordiamolo anche noi, il 23 maggio 1992, ore 17 e 58 svincolo Capaci-Isola delle Femmine, cinque quintali di tritolo fanno saltare un tratto dell’autostrada Palermo-Mazara del Vallo esattamente nel momento in cui la macchina del giudice Giovanni Falcone e quelle della sua scorta transitano in direzione di Palermo. Nell’attentato di stampo mafioso perderanno la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, mentre altre 23 persone rimarranno ferite. Il 19 luglio dello stesso anno perderà la vita in via D’Amelio a Palermo, sempre per mano delle organizzazioni mafiose, anche il giudice Paolo Borsellino insieme agli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Tutto questo 30 anni fa.


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Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri

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