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Trump: "Le uccisioni stanno cessando". Continua il blocco di internet.
Trump: "Le uccisioni stanno cessando". Continua il blocco di internet.
Lo spazio aereo dell'Iran torna aperto, dopo una chiusura durata cinque ore, in cui le autorità di Teheran avevano imposto un Notam (Notice to Airmen), cioè un divieto per la maggior parte dei voli sulla capitale iraniana, tranne che per gli arrivi e partenze internazionali autorizzati in via preventiva dalla Civil Aviation Authority.
Stando al sito di tracciamento Flightradar24, con la scadenza del Notam, avvenuta alle 4 del mattino iraniane, molti voli, inclusi quelli di compagnie locali come Mahan Air, Yazd Airways e AVA Airlines, hanno ricominciato a sorvolare su tutto il Paese e a dirigersi verso Teheran.
La chiusura dello spazio aereo era stata annunciata ieri sera, senza alcuna spiegazione ufficiale da parte del governo iraniano, mentre sono in corso altissime tensioni con gli Stati Uniti, a seguito della repressione delle proteste antigovernative, che si sono intensificate nelle ultime settimane, con centinaia o migliaia di vittime, secondo quanto stimano diverse ong.
Parallelamente, ieri sera, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che “fonti importanti dall’altra parte” lo hanno informato che “le uccisioni dei manifestanti in Iran stanno cessando” e che “non ci sono piani per esecuzioni di massa o su larga scala”.
Nel frattempo, oggi alle ore 15 locali (le 21 in Italia), il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà a New York per discutere della situazione in Iran. Secondo quanto riferisce un portavoce del Palazzo di Vetro, a chiedere la riunione è stata Washington.
Secondo l’agenzia degli attivisti per i diritti umani (Hrana), sono almeno 2.615 le persone uccise durante le proteste contro il carovita, partite il 28 dicembre scorso. Nel bilancio sono compresi 13 bambini e 14 adulti (tutti civili) che non partecipavano alle manifestazioni. Uccisi anche 153 membri delle forze di sicurezza, mentre altri 882 morti sono ancora sotto esame. L'Ong ha fatto sapere che ieri si sono svolte proteste in 187 città iraniane, nonostante il blocco completo dei sistemi di telecomunicazione. In merito agli arresti, si conferma la detenzione di 18.470 persone. In più, prosegue Hrana, ci sarebbero 105 casi di confessioni forzate e 2.044 persone con ferite gravi. I numeri, però, potrebbero essere diversi, viste le difficoltà di comunicazione.
Secondo quanto stima Netblocks, il blocco di internet in tutto l'Iran, a seguito delle proteste antigovernative, dura ormai da oltre 156 ore. Partito l'8 gennaio, il blocco influisce sulla capacità di accesso alle informazioni e di comunicare. Nei giorni scorsi, il ministro iraniano degli Esteri Abbas Araghchi ha ammesso il blocco, per poi promettere che sarebbe stato ripristinato. A causa dell'assenza di internet, è impossibile conoscere il numero reale delle vittime della repressione attuata dagli ayatollah.