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Respinto l'emendamento dei Lord ispirato al modello australiano, ma il governo Starmer ottiene nuovi poteri per imporre restrizioni mirate ai giganti del tech.
Respinto l'emendamento dei Lord ispirato al modello australiano, ma il governo Starmer ottiene nuovi poteri per imporre restrizioni mirate ai giganti del tech.
La Camera dei Comuni ha respinto il tentativo di imporre un divieto immediato e totale all'uso dei social media per i minori di 16 anni nel Regno Unito. Con una netta maggioranza di 307 voti contrari a fronte di 173 favorevoli, i deputati britannici hanno bocciato l'emendamento al Children’s Wellbeing and Schools Bill, il disegno di legge sulla tutela dei minori che era stato precedentemente approvato dalla Camera dei Lord su iniziativa trasversale del conservatore Lord Nash. Nonostante il forte sostegno ricevuto nella camera alta anche da esponenti laburisti e liberaldemocratici, la proposta di una messa al bando "alla siffatta australiana" non ha convinto la camera bassa, che ha preferito mantenere una linea meno drastica.
Il voto non chiude però del tutto la porta a future strette regolatorie. Sebbene il governo guidato da Keir Starmer abbia evitato l'imposizione di un obbligo legale immediato, il Parlamento ha approvato il conferimento di nuovi "poteri flessibili" alla ministra della Tecnologia, Liz Kendall. Questi strumenti permetteranno al dicastero di intervenire con restrizioni specifiche sui servizi social per determinate fasce d'età senza dover attendere nuovi passaggi legislativi, lasciando di fatto aperta la possibilità di un divieto futuro qualora le misure di tutela attuali si dimostrassero insufficienti.
La cautela di Downing Street riflette le complessità di un dibattito che divide profondamente l'opinione pubblica e lo stesso gabinetto laburista. Mentre Starmer ha già avviato un giro di vite contro i colossi dell'intelligenza artificiale — in particolare dopo lo scandalo dei deepfake sessuali generati dai chatbot — l'idea di un bando generalizzato dei social per gli adolescenti è stata contestata dalle opposizioni di destra, che la ritengono una misura illiberale e tecnicamente inefficace. Il Regno Unito sceglie quindi una via mediana: non insegue per ora l'Australia nella proibizione totale, ma si dota di un arsenale normativo pronto a colpire le piattaforme che non garantiranno standard elevati di sicurezza per i più giovani.