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La Duma si conferma in mano a Putin, ma la novità si chiama Gente Nuova
La discesa in campo del presidente determinante per il recupero di Russia Unita.
(Prima Pagina News)
Domenica 26 Settembre 2021
Roma - 26 set 2021 (Prima Pagina News)
La discesa in campo del presidente determinante per il recupero di Russia Unita.

Secondo le ultime previsioni di diversi analisti russi sul rinnovo della Duma, Russia Unita, il partito del presidente Putin, avrebbe dovuto perdere fino al 20% dei seggi. In realtà, con il 49,82% dei voti e i 324 seggi conquistati, il calo è stato solo di quasi il 5%.

Alla luce dei conteggi effettivi, una delle opinioni ricorrenti nei media russi più critici verso il Cremlino, è che nell'ultimo mese la partecipazione attiva di Putin alla campagna è riuscita a recuperare i consensi da tempo orientati in maniera discendente. Il successo finale non sarebbe quindi frutto delle scelte strategiche del partito, ma un esito facilmente attribuibile all’influenza personale del presidente.

Un altro aspetto che viene messo in evidenza è che tra i più votati nella lista di Russia Unita ci sono due ministri in carica che non hanno avuto ruolo nella contestata riforma delle pensioni o nella vaccinazione obbligatoria. Si tratta di Lavrov (Esteri) e Shoigu (Difesa), i quali hanno poi rinunciato al seggio per continuare le loro attività di governo.

Sul lato dell'opposizione, appare evidente come questa non sia riuscita a capitalizzare al meglio i propri sforzi.

Il Partito Comunista non è stato capace di trasformare in schede a proprio favore il “voto intelligente” chiesto da Navalny, non riuscendo a convincere l'elettorato liberale. Il risultato del partito di Zyuganov è da considerarsi senz’altro buono, con il 19,28% (57 seggi), ma lontano dalle aspettative suscitate dall’invito a sostenere i candidati più forti in funzione anti-Putin.

Inoltre, è da rimarcare come l’opposizione abbia avuto piuttosto un ruolo importante nel sostenere l’affluenza alle urne, che si è fermata al 47,71%, anziché scegliere di delegittimare il voto attraverso l’astinenza. Ma ciò potrebbe non essere strano, dal momento che tutte le liste dell'opposizione parlamentare appaiono composte da candidati graditi al Cremlino, cosa che, secondo l’opposizione non parlamentare, renderebbe il voto di protesta poco più di una messa in scena.

Infine, un’importante novità è rappresentata dall’ingresso alla camera bassa del partito Gente Nuova, che per la prima volta dal 2003 darà vita a una formazione liberale di destra nella Duma, conquistando 13 seggi. Elemento, questo, che fa sperare l’opposizione di destra nell’apertura di un ciclo, in vista delle elezioni presidenziali del 2026.

 


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