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MIUR, scacco matto. Concorso Dirigente scolastico 2017, consentito l’accesso agli atti, partecipava anche la Azzolina
L’avvocato Vincenzo Iacovino ha costretto il Ministero dell’istruzione a consegnare gli elaborati di tutti i candidati al concorso a dirigente scolastico del 2017, compreso il compito dell’ex ministro Azzolina.
(Prima Pagina News)
Sabato 01 Maggio 2021
Roma - 01 mag 2021 (Prima Pagina News)
L’avvocato Vincenzo Iacovino ha costretto il Ministero dell’istruzione a consegnare gli elaborati di tutti i candidati al concorso a dirigente scolastico del 2017, compreso il compito dell’ex ministro Azzolina.
Dopo due anni di battaglie giudiziarie, finalmente il Miur dovrà dare accesso a tutti gli elaborati dei concorrenti risultati idonei nel concorso a dirigente scolastico del 2017.

La faccenda è assai nota anche perché, tra i compiti ai quali finalmente si potrà accedere, c’è anche quello dell’ex Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Un iter processuale complicato dall’ostinazione da parte del Ministero nel negare diritti riconosciuti a chiare lettere dai giudici. Dopo essere stati esclusi dalla prova, infatti, oltre 100 partecipanti avevano fatto regolare richiesta di accesso agli atti al MIUR, accesso che era stato negato con motivazioni pretestuose.

I candidati si sono così rivolti agli avvocati Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini a cui il TAR Lazio ha dato ragione con una prima sentenza favorevole, confermata in seguito anche dal Consiglio di Stato a cui si era appellato lo stesso Miur pur di resistere in ogni modo alla richiesta di trasparenza dei partecipanti al concorso.

Una sentenza innovativa, la n.451/2021, con cui il Consiglio di Stato, nel dare torto al Miur, ha sancito un importante principio di diritto in materia di accesso, evidenziando che “Il concorso pubblico si traduce in una procedura selettiva comparativa tra candidati ed un diniego parziale di accesso agli elaborati concorsuali limiterebbe, difatti, la possibilità per gli istanti di prendere cognizione degli elementi fattuali (elaborati) acquisiti al procedimento e positivamente giudicati dalla Commissione procedente, al fine di riscontrare eventuali vizi di legittimità inficianti il potere di reclutamento in concreto esercitato” Spiegano gli avvocati Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini:

“In sostanza i giudici hanno confermato che la trasparenza delle procedure concorsuali deve prevalere su qualsiasi altro diritto dei controinteressati, finanche quello della riservatezza. La Pubblica Amministrazione deve, dunque, garantire la correttezza delle procedure concorsuali e deve dare prova del suo buon andamento rendendo disponibili i propri atti a chi ne ha diritto”.

Nonostante due decisioni favorevoli, il MIUR ha continuato ostinatamente a negare copia degli elaborati, costringendo i ricorrenti a rivolgersi nuovamente al TAR Lazio per dare esecuzione alla sentenza.

Solo in seguito alla fissazione dell’udienza, prevista per il prossimo 22 giugno, il Ministero dell’Istruzione ha finalmente deciso di rispettare quanto i giudici avevano sentenziato.

Mercoledì scorso, 28 aprile, ha quindi consegnato copia di tutti gli elaborati. Un risultato straordinario che si sarebbe potuto ottenere con un po’ di buon senso e senza alcuno spreco di denaro pubblico.

I ricorrenti e lo studio legale Iacovino e associati esprimono grande soddisfazione, perché sono ora in condizioni di visionare gli elaborati di tutti i partecipanti alla procedura concorsuale ed eventualmente far valere i propri diritti, qualora si ravvisassero illegittimità.

Una lunga battaglia che porterà inevitabilmente anche a valutare l’operato del Ministero dell’Istruzione, sia in sede penale, sia in sede contabile, per accertare ogni eventuale omissione e responsabilità.

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