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Alla manifestazione “L’ora del ponte”, il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito che l’opera non appartiene a un partito ma a una strategia nazionale, bollando le opposizioni come ideologiche e pregiudiziali. Due settimane fa lo stesso ministro aveva indicato nel 2026 l’obiettivo per l’avvio dei lavori, pur evitando nuove scadenze troppo puntuali.
Alla manifestazione “L’ora del ponte”, il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito che l’opera non appartiene a un partito ma a una strategia nazionale, bollando le opposizioni come ideologiche e pregiudiziali. Due settimane fa lo stesso ministro aveva indicato nel 2026 l’obiettivo per l’avvio dei lavori, pur evitando nuove scadenze troppo puntuali.
Messina torna al centro del dibattito sulle grandi opere con una nuova accelerazione politica sul Ponte sullo Stretto. Dal palco della manifestazione promossa a sostegno del collegamento tra Sicilia e Calabria, Matteo Salvini ha rivendicato il valore nazionale del progetto, respingendo l’idea che si tratti di una bandiera di parte.
Il ministro delle Infrastrutture ha scelto di trasformare il confronto sull’opera in una sfida più ampia tra visioni opposte del Paese: da una parte chi considera il ponte un’infrastruttura strategica per mobilità, sviluppo e connessione del Mezzogiorno, dall’altra chi continua a contestarne priorità, costi e impatto. Nel suo intervento ha insistito soprattutto sui possibili benefici in termini di tempi di percorrenza, riduzione dell’inquinamento e rilancio dell’orgoglio infrastrutturale italiano.
La presenza di Salvini a Messina era stata annunciata già a metà marzo, quando il vicepremier aveva confermato la partecipazione alla prima manifestazione dichiaratamente schierata per il sì al ponte. Il messaggio politico, dunque, era chiaro già allora: dare visibilità a un dossier che il leader leghista continua a considerare simbolico per l’azione del governo sul fronte delle opere pubbliche.
Resta però aperto il nodo dei tempi. Il 9 marzo Salvini aveva spiegato di non voler più indicare scadenze mensili, citando ostacoli procedurali, ricorsi e verifiche, ma aveva comunque confermato l’obiettivo di far partire i lavori entro il 2026. È su questo crinale, tra rilancio politico e complessità amministrative, che si giocherà adesso la fase decisiva del progetto.