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Rai, Gruppo Falleri solidarizza con il Cdr del Tg1 e sottoscrive le indicazioni a Coletta di Riccardo Laganà
“Salviamo le risorse interne dell’Azienda, non immettiamo in Rai nuovi rami secchi”. Questo l’appello che il Gruppo Gino Falleri-Giornalisti 2.0 sottoscrive dopo le dichiarazioni rese dal Consigliere d’Amministrazione della RAI Riccardo Laganà. E dopo le decisioni assunte invece dal direttore di RAI1 Stefano Coletta.
(Prima Pagina News)
Mercoledì 15 Settembre 2021
Roma - 15 set 2021 (Prima Pagina News)
“Salviamo le risorse interne dell’Azienda, non immettiamo in Rai nuovi rami secchi”. Questo l’appello che il Gruppo Gino Falleri-Giornalisti 2.0 sottoscrive dopo le dichiarazioni rese dal Consigliere d’Amministrazione della RAI Riccardo Laganà. E dopo le decisioni assunte invece dal direttore di RAI1 Stefano Coletta.
“Abbiamo evitato in questi mesi di entrare nel merito delle decisioni assunte dai vertici della RAI nella riorganizzazione delle Testate e delle Reti, ma di fronte alla denuncia pesante del CDR del TG1 non possiamo non dire la nostra”.

Parte con questo incipit l’appello dei vertici del Gruppo Gino Falleri Maurizio Pizzuto, Roberto Rossi e Maurizio Lozzi, dopo aver appreso che il Direttore di Rai1 Stefano Coletta ha di fatto ignorato le indicazioni del management aziendale in favore delle risorse interne.

“Non serve assumere consulenti e nuovi impiegati in Rai- precisa il Gruppo Falleri- Serve invece recuperare le tante risorse interne esistenti e valorizzare il grande patrimonio che esiste all’interno di reti e testate. E’ inimmaginabile- precisano ancora Maurizio Pizzuto, Roberto Rossi e Maurizio Lozzi- assumere altri consulenti che rimarrebbero precari per chissà quanti anni, e addirittura, ma questa è la cosa più grave, affidare la gestione delle reti o dei programmi di rete a personale non interno alla RAI. Se è vero quello che leggiamo il caso di Uno Mattina è davvero emblematico. Fa bene allora il Consigliere d’Amministrazione Riccardo Laganà a ribadire il principio del rispetto interno aziendale, oltre il quale non esiste nient’altro. Su questo fronte diamo atto all’Usigrai di aver lavorato bene, ma forse non basta. Bisogna andare oltre per ricordare a chi lo avesse dimenticato che il personale interno viene pima di ogni cosa”. Nonostante le pressioni esterne di certa politica.

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