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Addio a Letizia Battaglia , la pasionaria della fotografia
Riproponiamo  un articolo del nostro Mario Nanni. 

Grande fotografa, grande artista , Letizia Battaglia fa onore al suo nome manifestandosi in un incontro con il pubblico con la naturalezza che la contraddistingue...
di Mario Nanni
Giovedì 14 Aprile 2022
14 apr 2022 (Prima Pagina News)
Riproponiamo  un articolo del nostro Mario Nanni. 

Grande fotografa, grande artista , Letizia Battaglia fa onore al suo nome manifestandosi in un incontro con il pubblico con la naturalezza che la contraddistingue...
E' morta all'età di 87 anni la fotografa palermitana Letizia Battaglia. "Palermo perde una donna straordinaria, un punto di riferimento - ha detto il sindaco Leoluca Orlando -. Letizia Battaglia era un simbolo internazionalmente riconosciuto nel mondo dell'arte, una bandiera nel cammino di liberazione della città di Palermo dal governo della mafia. In questo momento di profondo dolore e sconforto esprimo tutta la mia vicinanza alla sua famiglia"

Grande fotografa, grande artista , Letizia Battaglia fa onore al suo nome manifestandosi in un incontro con il pubblico con la naturalezza che la contraddistingue: un personaggio vulcanico e impetuoso, che ha unito nella sua vita l’impegno artistico, la passione civile e politica, iniziative solidali e culturali in una terra – la Sicilia - martoriata dalla mafia.

Di Letizia Battaglia è in corso una mostra, curata da Paolo Falcone, al Maxxi di Roma fino a metà aprile, dove c’è una rassegna della produzione fotografica di tanti anni, e alcune foto fatte a Pier Paolo Pasolini, rimaste nel cassetto per decenni..

Durante l’incontro, svoltosi nella Casa internazionale della donna in Roma- l’artista ha incantato l’uditorio rispondendo alle numerose domande con l’energia e lo spirito di una giovane ottantenne, uno spiccato senso dello humour, e un atteggiamento di grande umiltà , che è la cifra esistenziale dei grandi artisti che hanno espresso il dolore di tragedie pubbliche e private. Sono una fotografa, ama dire, ma soprattutto una donna che fa fotografie.
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Letizia Battaglia ha fotografato per alcuni decenni le vittime della mafia, tra cui politici come Piersanti Mattarella. magistrati come Cesare Terranova e Giovanni Falcone , uomini delle forze dell’ordine, servitori dello Stato, cittadini comuni. Come è riuscita a emergere nonostante l’egemonia maschile in un mondo prima chiuso alle donne come quello della fotografia? Con la volontà, il duro lavoro, la disciplina.

Ma l’artista ha fatto anche l’editore. La sua casa editrice, Edizioni della Battaglia, ho pubblicato fino a 180 titoli, con libri sul femminismo, i diritti umani, la mafia. Ma si è fermata quando i debiti sono arrivati a cifre insostenibili. Poi si è fatta promotrice di un periodico sulle donne, insieme con Simona Mafai, sorella di Miriam, prima mensile ora trimestrale.

Si chiama ‘’Mezzocielo’’, forse ispirata alla famosa definizione che Mao diede delle donne: l’altra metà del cielo. (Una formula che il prof. Sergio Lepri, mitico direttore dell’ANSA, una volta acutamente contestò, meravigliandosi che piacesse alle femministe, mentre a ben riflettere - diceva Lepri – in quelle parole ‘’altra metà’’ si alludeva a una sottintesa primazia della prima metà) .

Letizia Battaglia ha lavorato per due anni in un manicomio siciliano facendo teatro tra e con le persone ricoverate. Un suo libro – Passione, giustizia, libertà – è stato tradotto in inglese. Tra qualche settimana finalmente sarà inaugurato a Palermo, con l’aiuto decisivo del sindaco Leoluca Orlando, il Centro internazionale della fotografia, di cui Letizia Battaglia sarà la direttora ( ci tiene chiamarsi così)
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Gli inizi sono stati duri, per questa artista. ‘’Le donne che cercavano di lavorare nel mondo della fotografia – lei ha cominciato relativamente tardi, a 40 anni per l’Ora di Palermo - prendevano solo calci dagli uomini. 

Per tanti anni ho faticato per farmi rispettare, per farmi ben retribuire il lavoro, che nei giornali era pagato pochissimo e neanche tanto riconosciuto, perché chi decideva sulla foto era il giornalista non il fotografo.

Per anni non ho conosciuto cosa fossero le ferie e le vacanze, durante le feste dovevo lavorare per fotografare quelli che brindavano’’. Un chiaro esempio di tenacia e determinazione per tanti giovani che si arrendono alle prime difficoltà nell’inseguire i propri sogni.

Ma Letizia Battaglia non era certo tipo da farsi intimidire, ha continuato, ha sgomitato e alla fine ha sfondato. Si dichiara ancora tenacemente comunista, comunista senza partito, crede nella lotta di classe, nella lotta alle ingiustizie sociali. E’ stata per cinque anni anche deputata della Regione siciliana.
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Cosa farà del suo archivio? ‘’ Non lo so: o lo brucio o trovo un posto dove venga conservato e continui a raccontare quel che è successo negli anni. Ho tre figlie. Una è fotografa, l’altra no, e la terza fa la nonna ( e io la bisnonna)’’ .Una signora francese presente in sala le ha indicato come una soluzione un museo francese della fotografia.

 Che soluzione dare allora alla sistemazione dell’archivio? Una Fondazione, è stato suggerito in sala. ‘’ Ma per farla occorre denaro. Comunque vedremo, è un ‘idea’’. Cosa fa bella una fotografia? ‘’Se mi domandate di spiegarlo io non lo so, ma so riconoscere d’istinto quando una foto è esteticamente riuscita’’.

Ma si capisce subito che per Letizia Battaglia il bello della fotografia non coincide con il senso comune della bellezza ma con il significato di ciò che rappresenta. ‘’ Il dolore che abbiamo vissuto in tanti anni ha sovrastato la bellezza. Con tutto quello che accadeva, non potevo certo fotografare la bellezza’’. E poi – ha detto l’artista spiegando la sua ‘’poetica’’ : ‘’Quando faccio una foto, sì la tecnica è importante, ma io ci metto il sangue del mio sangue, ci metto il cuore. Una foto deve esprimere l’indignazione e fare indignare a sua volta.
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La foto che, dovendo scegliere, le è più cara? Quella fatta al funerale del generale Dalla Chiesa: si vede Giovanni Falcone passare davanti a una lunga fila di carabinieri schierati. Da qui a un commosso ricordo del magistrato assassinato è un passo: ‘’Che danno ci hanno fatto a ucciderlo! Ma non solo a noi siciliani, a tutta l’Italia, a tutte la gente onesta’’.

Ci sono limiti che sconsigliano di fare una foto o di pubblicarla? ‘’Hanno fatto polemiche per la foto del bimbo siriano Aylan, disteso steso morto sulla battigia di una spiaggia turca. Ma lo scandalo non è la foto, è il fatto che ha portato alla morte del bambino’’.

E alle anime belle che si disturbano per certe scene trasmesse all’ora di pranzo dal telegiornale, risponde con la sua ironica franchezza: ‘’E’ bene che la gente si disturbi un po’ l’appetito, vedendo il tg, deve sapere quali atrocità accadono nel mondo’’. Verso la fine dell’incontro è stato proiettato un filmato – ‘’Amore amaro’’ - con alcune delle foto più toccanti. Tutte in bianco e nero, voce fuori campo della stessa Letizia Battaglia.

Scorre la foto di un’auto crivellata da colpi di mitra: era il 6 gennaio 1979, l’artista racconta, ci avvicinammo e fotografammo ma non sapevamo cosa fosse successo.. Poi ci dissero che era il presidente della Regione Pier Santi Mattarella’’.

In un’altra foto si vede una persona con i capelli scomposti che cerca di trascinare fuori dall’auto il corpo della persona colpita: quella persona era il fratello Sergio.

‘’Abbiamo un Capo dello Stato al quale hanno ammazzato il fratello. Questo è un fatto senza precedenti in Europa’’. Scorrono altre foto: si vede la Vucciria , il famoso mercato di Palermo (celebrato da un quadro di Renato Guttuso), un po’ desolata e sguarnita. ‘’ Perché si è ridotta così’’, domanda l’artista a un venditore . ‘’Se ne sono andati tutti’’. Poi un pensiero per il magistrato Nino Di Matteo, ‘’che ha avuto il coraggio di processare lo Stato per le trattative Stato-mafia, e vive in condizioni di estremo pericolo. Questo processo si deve concludere e poi Di Matteo dovrà tornare a vivere in migliori condizioni lontano dalla Sicilia’’
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Nonostante tutto, Letizia Battaglia si dichiara orgogliosamente palermitana, ma un giovane le ha domandato: ha fotografato un mondo infernale, come fa a dichiararsi legata a un inferno? La risposta dell’artista è spiazzante: ‘’Ci sono delle madri che amano le figlie puttane.

L’inferno c’è, ma non è tutto così. E comunque dall’inferno non bisogna fuggire, ma restare, lottare e testimoniare, per contribuire a migliorare le cose. C’è tanta gente onesta che lavora e s’impegna’’. Intanto Letizia Battaglia continua a lavorare. L’ultima foto scattata?

Quattro giorni fa. Sta mettendo a punto il ‘’progetto Greta’’, una serie di foto sul sogno di una bambina, diventata donna. E ha cominciato a scrivere le sue memorie. ‘’Ma sono ancora alle pagine sull’infanzia! ‘’ Non c’è fretta. Poi si rivolge ai giovani in sala e dice:: Voi avete un futuro. Ma pure io, sapete! ‘’ 
 
 

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