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Il colosso dell'energia sbarca a Niamey per definire i dettagli tecnici e legali del tracciato nigerino. Il piano operativo, voluto dal presidente Tebboune, punta a far partire i cantieri subito dopo il Ramadan 2026 per collegare Nigeria, Niger e Algeria in un unico hub energetico continentale.
Il colosso dell'energia sbarca a Niamey per definire i dettagli tecnici e legali del tracciato nigerino. Il piano operativo, voluto dal presidente Tebboune, punta a far partire i cantieri subito dopo il Ramadan 2026 per collegare Nigeria, Niger e Algeria in un unico hub energetico continentale.
L'Algeria accelera in modo deciso sulla realizzazione del gasdotto trans-sahariano (TSGP), inviando una delegazione di alto livello del gruppo Sonatrach e del Ministero dell'Energia a Niamey.
La missione in Niger segna il passaggio cruciale dalla pianificazione teorica alla fase operativa, con l'obiettivo di raccogliere i dati tecnici definitivi sul terreno e coordinarsi con le autorità locali per la posa delle condotte.
Gli esperti algerini sono impegnati nello studio del quadro normativo nigerino, con un focus specifico sulle valutazioni di impatto ambientale, l'analisi dei rischi e l'ottenimento dei permessi edilizi necessari per l'opera.
Il programma di lavoro prevede workshop tecnici con la società petrolifera nazionale del Niger e il Ministero del Petrolio per armonizzare gli studi di tracciato basati sulle analisi di fattibilità già condotte dal gruppo internazionale Penspen.
Questa sinergia punta a trasformare l'infrastruttura in un pilastro della cooperazione Sud-Sud, rafforzando la sovranità energetica dell'area e consolidando il ruolo di Sonatrach come player leader nel panorama africano.
Secondo le direttive della presidenza algerina, la mobilitazione delle risorse sarà totale per garantire l'apertura dei cantieri nel periodo immediatamente successivo al Ramadan 2026.
Il progetto, di portata strategica globale, mira a creare un corridoio energetico sicuro e resiliente che colleghi i giacimenti della Nigeria ai mercati internazionali attraverso il territorio algerino, garantendo al contempo sviluppo infrastrutturale ai paesi di transito.