Breaking news infrastrutture – Maxi-piano cantieri e fondi: l'Italia accelera su ferrovie, valichi e opere strategiche

Tra manutenzioni straordinarie, nuove linee e adeguamenti di sicurezza, il 2026 si profila come un anno chiave per la rete ferroviaria italiana, i valichi alpini e le infrastrutture collegate alle Olimpiadi Milano-Cortina. Focus su impatti per passeggeri, merci e territori.

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Giovedì 05 Febbraio 2026
Milano - 05 feb 2026 (Prima Pagina News)

Tra manutenzioni straordinarie, nuove linee e adeguamenti di sicurezza, il 2026 si profila come un anno chiave per la rete ferroviaria italiana, i valichi alpini e le infrastrutture collegate alle Olimpiadi Milano-Cortina. Focus su impatti per passeggeri, merci e territori.

​L'Italia delle infrastrutture entra in una fase di forte accelerazione, con un calendario fitto di cantieri che interessa sia le grandi direttrici ferroviarie sia i nodi alpini strategici per il traffico merci internazionale.

Secondo le ultime programmazioni, il 2026 vedrà chiusure prolungate e interruzioni a fasi su tratte cruciali come il Sempione, la Torino–Modane e diversi collegamenti liguri e del Nord-Est, con effetti a catena sulla logistica e sulla mobilità quotidiana.

Sulla direttrice del Sempione, la sospensione totale della circolazione tra Arona e Domodossola tra metà giugno e fine luglio 2026 segna un cambio di passo rispetto al passato, quando si tendeva a limitare gli impatti affiancando i cantieri alle linee in esercizio.

La scelta di concentrare lavori più radicali – rifacimento della sede ferroviaria, adeguamenti alle norme di sicurezza – impone ora stop completi, che richiederanno un robusto sistema di servizi sostitutivi e una ripianificazione accurata dei flussi merci transfrontalieri.

Anche la Torino–Modane, altro corridoio delicato per il collegamento con la Francia in attesa del completamento del nuovo tunnel di base, sarà interessata da chiusure per fasi tra Salbertrand e Bussoleno, con una delle interruzioni più lunghe in programma fra agosto e ottobre 2026.

In parallelo, la rete ligure vedrà la sospensione per un mese della Savona–San Giuseppe di Cairo via Ferrania, utilizzata come itinerario merci alternativo, con ripercussioni su porti e retroporti già sotto pressione per la crescita dei traffici.

Il quadro si innesta su una riflessione più ampia, che nel dibattito economico e industriale mette al centro la necessità di colmare ritardi storici in termini di manutenzione, capacità e qualità delle infrastrutture.

Le priorità includono il rafforzamento dei valichi alpini, la resilienza delle linee rispetto a eventi climatici estremi e la capacità di reggere la domanda legata ai grandi appuntamenti come le Olimpiadi invernali del 2026, per le quali sono previste decine di opere tra impianti sportivi e collegamenti di trasporto.

La sfida, sottolineano analisti e operatori, sarà doppia: da un lato garantire tempi certi di esecuzione, dall'altro gestire in modo trasparente e coordinare disagi e deviazioni, evitando che i cantieri si traducano in un freno competitivo per il sistema produttivo.

In questo contesto, il monitoraggio dell'avanzamento lavori, la programmazione condivisa con imprese logistiche e territori e l'utilizzo mirato delle risorse pubbliche saranno determinanti per trasformare l'“anno dei cantieri” in un reale salto di qualità infrastrutturale.


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