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Alla Giornata del Cantoniere il ministro delle Infrastrutture ribadisce che unire “ferro e asfalto” è stata una scelta sbagliata e rilancia lo scorporo di Anas dal Gruppo FS, con un riferimento alle coperture e al nodo dei costi.
Alla Giornata del Cantoniere il ministro delle Infrastrutture ribadisce che unire “ferro e asfalto” è stata una scelta sbagliata e rilancia lo scorporo di Anas dal Gruppo FS, con un riferimento alle coperture e al nodo dei costi.
L’ipotesi di separare Anas da Ferrovie dello Stato torna al centro del dibattito politico sulle infrastrutture dopo le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, intervenuto alla Giornata del Cantoniere.
Secondo il titolare del Mit, mettere insieme “asfalto e ferro” ha prodotto una sovrapposizione di missioni industriali e gestionali che rischia di indebolire l’identità della società stradale, che invece dovrebbe tornare a un perimetro autonomo.
Salvini ha insistito sul fatto che il business di Anas sarebbe più efficace se gestito in totale autonomia, immaginando una separazione netta tra le due realtà e un percorso con obiettivi distinti, pur mantenendo la logistica come punto di coordinamento.
Sul piano pratico, il ministro ha anche evocato con tono ironico il tema dei costi connessi allo scorporo, richiamando la necessità di rinnovare elementi identificativi (come le uniformi) oggi legati all’appartenenza al gruppo Fs e sottolineando che il ministro dell’Economia non intende “rimetterci un euro”.
La prospettiva di un “divorzio” Anas-Fs è già circolata nelle ultime settimane nel confronto pubblico, con ricostruzioni che collocano l’operazione tra le ipotesi sul tavolo per il 2026, in un quadro che intreccia governance, conti e priorità di investimento.