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Sopralluogo del ministro delle Infrastrutture nella fascia ionica tra Sicilia e Calabria colpita dal maltempo: stanziati 100 milioni per l’urgenza. “Con le regole attuali tra sei mesi siamo ancora qui”, avverte, mentre l’estate si avvicina.
Sopralluogo del ministro delle Infrastrutture nella fascia ionica tra Sicilia e Calabria colpita dal maltempo: stanziati 100 milioni per l’urgenza. “Con le regole attuali tra sei mesi siamo ancora qui”, avverte, mentre l’estate si avvicina.
Furci Siculo, uno dei Comuni della costa ionica messinese più segnati dal passaggio del ciclone Harry, torna al centro dell’agenda politica nazionale.
Nel sopralluogo di oggi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha raccolto richieste e criticità direttamente da sindaci, tecnici e imprese impegnati nelle prime fasi di ripristino, indicando nella velocità amministrativa il nodo decisivo per trasformare gli stanziamenti in cantieri.
La tappa in provincia di Messina arriva dopo un passaggio in Calabria: nelle ore precedenti Salvini si era recato a Bova Marina per un tour sul territorio insieme al sindaco Andrea Zirilli, visitando alcune delle aree colpite e confrontandosi sulle esigenze più urgenti legate a viabilità, sicurezza e interventi di ripristino.
Secondo il ministro, le risorse per l’emergenza sono già state messe sul tavolo: 100 milioni di euro destinati agli interventi urgenti. Ma il punto, ha spiegato, è evitare che autorizzazioni e procedure allunghino i tempi fino a rendere inefficace la risposta pubblica, soprattutto in vista dei mesi primaverili ed estivi, quando la pressione su spiagge, viabilità e servizi turistici torna a salire. “Dal mio sopralluogo emerge la necessità di fare in fretta”, ha detto, sottolineando che la richiesta più ricorrente dal territorio non riguarda solo i fondi, ma “un taglio alla burocrazia”.
Nell’elenco delle priorità indicate durante la visita rientrano il riordino di norme considerate datate e la revisione di passaggi amministrativi legati a pianificazione costiera e tutela ambientale, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria di corsi d’acqua e fiumare. Salvini ha citato interventi come pulizia degli alvei, ripascimento degli arenili e opere di protezione costiera (barriere e frangiflutti), osservando che, seguendo alla lettera l’impianto attuale, il rischio è di ritrovarsi dopo mesi con lavori ancora fermi ai blocchi di partenza.
Il sopralluogo, ha rimarcato il ministro, ha aggiunto un livello di consapevolezza diverso rispetto al monitoraggio da Roma: vedere dall’alto e poi camminare nei luoghi colpiti cambia la percezione della portata dei danni. Nel percorso di queste ore, Salvini ha fatto riferimento anche ad altre tappe tra Calabria e Sicilia, citando Melito e Letojanni oltre a Furci Siculo, e richiamando le sollecitazioni arrivate dai sindaci, tra emergenze immediate e necessità di programmazione.
La partita ora si sposta su due tempi: l’immediato, con messa in sicurezza e ripristini essenziali, e il medio periodo, con opere strutturali e prevenzione per ridurre l’impatto di eventi meteo estremi sempre più frequenti. Per il Mit, il rischio principale non è solo reperire risorse aggiuntive, ma garantire che i lavori partano in tempo utile. “Sono preoccupato dei tempi della burocrazia: la stagione bella è alle porte”, ha avvertito Salvini, indicando nella rapidità delle procedure la condizione per evitare che l’emergenza si trascini fino all’estate.