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Il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano: "Intendiamo chiedere alla Commissione europea che si costituisca parte civile nel procedimento aperto in Svizzera".
Il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano: "Intendiamo chiedere alla Commissione europea che si costituisca parte civile nel procedimento aperto in Svizzera".
Questa mattina, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i familiari delle vittime dell’incendio a Crans-Montana. E' quanto fa sapere la Sala Stampa Vaticana.
"Dico molto sinceramente - ha detto Papa Prevost - che sono molto commosso nell’incontrarvi. Quando ho saputo che da parte vostra qualcuno aveva chiesto questa udienza, subito ho detto: “Sì, troveremo il tempo”.
Volevo almeno avere l’opportunità di condividere un momento che per voi, in mezzo a tanto dolore e sofferenza, è veramente una prova della nostra fede, è una prova di ciò che crediamo.
Uno si domanda tante volte: “Perché, Signore?”. Qualcuno mi ha fatto ricordare un momento simile, proprio nella Messa del funerale dove, invece di fare una predica, il sacerdote parlava come di un dialogo fra la persona e Dio stesso, con quella domanda che sempre ci accompagna, a dire: “Perché, Signore, perché?”.
Questi sono momenti di grande dolore e sofferenza. Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo. E questo nel momento più inaspettato, in un giorno in cui tutti gioivano e festeggiavano per scambiarsi auguri di gioia e felicità.
E cosa dire allora in una circostanza simile? Quale senso dare a tali eventi? Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza? Forse c’è solo una parola che sia adeguata: quella del Figlio di Dio sulla croce – a cui siete così vicini oggi –, che dal profondo del suo abbandono e del suo dolore gridò al Padre: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
La risposta del Padre alla supplica del Figlio si fa attendere tre giorni, nel silenzio. Ma poi, che risposta! Gesù risorge glorioso, vivendo per sempre nella gioia e nella luce eterna della Pasqua. Io non posso spiegarvi, fratelli e sorelle, perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova.
L’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate e impotenti. D’altra parte, il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione: la vostra speranza, la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto.
La Santa Chiesa ne è testimone e lo annuncia con certezza. San Paolo, che lo aveva visto vivo, diceva ai cristiani di Corinto: "Se abbiamo riposto la nostra speranza in Cristo solo per questa vita, siamo gli uomini più da compatire. Ma no! Cristo è risorto dai morti, lui, primo risorto tra coloro che si sono addormentati".
Cari fratelli e sorelle, nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso. La fede che abita in noi illumina i momenti più bui e più dolorosi della nostra vita con una luce insostituibile, che ci aiuta a continuare coraggiosamente il cammino verso la meta.
Gesù ci precede su questo cammino di morte e risurrezione che richiede pazienza e perseveranza. Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza: Egli non è lontano da ciò che state vivendo, al contrario, lo condivide e lo porta con voi.
Allo stesso modo, tutta la Chiesa lo porta con voi. Siate certi della preghiera di tutta la Chiesa – e della mia preghiera personale – per il riposo dei vostri defunti, per il sollievo di coloro che amate e che soffrono, e per voi stessi che li accompagnate con la vostra tenerezza e il vostro amore. Il vostro cuore oggi è trafitto, come lo fu quello di Maria ai piedi della Croce, Maria, alla Croce, che vedeva il suo Figlio. Maria Addolorata vi è vicina in questi giorni, ed è a lei che vi affido.
Rivolgete a lei senza riserve le vostre lacrime e cercate in lei il conforto materno che forse solo Maria saprà dare e certamente potrà darvi. Come Maria, saprete attendere con pazienza, nella notte della sofferenza ma con la certezza della fede, che un giorno, un nuovo giorno sorga; e ritroverete la gioia.
Come segno di conforto e vicinanza, di voler anche condividere con voi questo momento, vi invito a pregare insieme, e imparto a ciascuno di voi, così come a tutti i vostri cari che soffrono, la Benedizione Apostolica".
Nel pomeriggio, invece, le famiglie sono state accolte a Palazzo Chigi: a riceverle, il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, e rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile.
“Questo primo incontro prova a far sì che l’Italia, in tutte le sue istituzioni, abbia un’unica voce nelle vicende giudiziarie in corso”, ha detto Mantovano, in conferenza stampa al termine dell'incontro. “L’attenzione del governo e della presidenza del Consiglio – ha proseguito– non intende limitarsi soltanto ai primi momenti ma intende proseguire per affrontare tutte le questioni aperte”.
“La confederazione elvetica non fa parte dell’Ue quindi la cooperazione giudiziaria è meno agevole rispetto a quella interna al sistema europeo. Questo rende ancora più necessario un coordinamento con le famiglie e gli avvocati che le rappresentano”, ha evidenziato.
“Per i feriti – ha precisato Mantovano – vale lo stesso livello di attenzione”. E “intendiamo chiedere alla Commissione europea che si costituisca parte civile nel procedimento aperto in Svizzera”, ha aggiunto, per poi spiegare: “L’avvocatura generale dello Stato si sta già attivando nella prospettiva della costituzione di parte civile nel procedimento aperto in Svizzera e diventa punto di riferimento dello Stato e del governo per i familiari e i feriti che intendono far valere le loro ragioni”.
“Intendiamo proporre alle nazioni europee che hanno avuto vittime” nel rogo “una sorta di coordinamento nel rispetto del diritto elvetico ma in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati. Useremo Eurojust”.
“Quello che riteniamo importante è che ci sia un coordinamento giudiziario – perché alcune famiglie hanno nominato già degli avvocati – di trovare una linea comune giudiziaria non solo per ottimizzare l’attività dei singoli avvocati, ma per dare una immagine coesa e coordinata di tutta l’azione non solo dello Stato italiano, ma anche delle singole famiglie”, ha continuato l'Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli.
“Fin dall’inizio, oltre a partecipare emotivamente come istituto e personalmente a questa a questa grave vicenda – ha proseguito – abbiamo preso immediatamente i contatti con la procura cantonale e con la procura della Repubblica di Roma, per immaginare un percorso anche giuridico di presenza dello Stato in un modo più forte anche dinanzi al processo che si svolge in Svizzera”.
“Naturalmente noi seguiamo anche il procedimento che si sta aprendo davanti alla procura di Roma, e vedremo se ci saranno le condizioni per intervenire anche lì, come governo e come Stato italiano”, ha detto ancora, per poi aggiungere che con la Procuratrice generale Béatrice Pilloud, che sta indagando sull'accaduto, “abbiamo stabilito un rapporto diretto, abbiamo avuto subito tutta la collaborazione possibile”. E “come ho spiegato alla procuratrice cantonale, l’idea è di essere presenti e seguire la questione fin dalla parte iniziale delle indagini, avere accesso agli atti. Non abbiamo al momento da fare delle rimostranze o indicazioni sulle modalità con cui si è proceduto. Noi vogliamo soprattutto dare un significato alla presenza dello Stato, non solo formale ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie e di coordinamento”.
“È un coordinamento – ha detto ancora Palmieri Sandulli – per cercare di ottimizzare e sostenere le famiglie, perché il momento è molto difficile anche emotivamente. E’ importante sapere di non essere soli; è questo il senso della nostra presenza. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: vogliamo esserci, vogliamo essere presenti a sostegno delle famiglie, come d’altronde anche la Francia che ha aperto un’inchiesta a specchio. Altrettanto vogliamo fare noi”.
“Come sapete la giurisdizione italiana, in delitti commessi all’estero anche a danno di cittadini italiani, è sottoposta a dei vincoli rigorosi, uno dei quali è quello della presenza nel territorio dello Stato dell’eventuale responsabile o degli eventuali responsabili sia a titolo di colpa, di dolo o di dolo eventuale. In questo caso questa presenza non c’è e quindi vi è un difetto in questo momento di giurisdizione, ma questo non significa che la magistratura italiana e il governo italiano e il ministro della Giustizia non si stiano attivando”, sono state le parole del Guardasigilli Nordio.
“Abbiamo notizia, naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto istruttorio e ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente, che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro gli ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato. Saranno richieste rogatorie all’autorità svizzera per conoscere il quando, il come, il perché, tutte le circostanze che possono essere utili per la ricostruzione dell’evento. Il codice penale dell’articolo 10 prevede anche la richiesta al ministro della giustizia italiano per procedere eventualmente contro queste persone, richiesta che noi siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti, per il resto la giurisdizione svizzera naturalmente è sovrana”, ha aggiunto.
“Abbiamo assicurato ai parenti, ai loro rappresentanti legali, ai loro avvocati tutta la nostra vicinanza e tutta la nostra collaborazione per tutto quanto può servire” per “il coinvolgimento eventualmente di organi sovranazionali”, ha proseguito Nordio.
“Noi rispettiamo” la legge elvetica, “ma nel momento in cui vi è la possibilità di intervenire in Italia, perché ad esempio, come in questo caso, c’è la possibilità di fare delle indagini autoptiche nei confronti delle povere vittime che sono arrivate qua, noi possiamo servirci della nostra legislazione”, ha detto il Guardasigilli a margine della conferenza stampa. “Ogni Stato ha la sua legislazione e nulla è più volatile delle legislazioni dei vari Stati”, ha proseguito. “Ogni Stato ha il suo codice di procedura penale e i suoi modi d procedere”, ha riaffermato, aggiungendo che qualsiasi giudizio sull’applicazione o meno di provvedimenti cautelari nei confronti degli indagati “sarebbe improprio”.
Se un Paese è membro dell'Ue, ha fatto notare Nordio, “vi è molta omogeneità sia da un punto di vista del diritto penale sostanziale, sia da quello della procedura. Quando un Paese non ne fa parte” come la Svizzera “le cose cambiano molto”.