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Informazione e TV: anche lì pare urgente dover intervenire

(ce lo dice il grave problema che oggi tutti viviamo)

di Luigi Nanni
Venerdì 13 Marzo 2020
Roma - 13 mar 2020 (Prima Pagina News)

(ce lo dice il grave problema che oggi tutti viviamo)

Obiettivamente è difficile anche scrivere. Anzi no. E il problema lo conosciamo tutti. Durissimo, da farci mozzare il fiato. Anche se bisogna mantenere la calma e attenersi scrupolosamente alle misure restrittive decise dal Governo, se vogliamo limitare e sperabilmente bloccare la propagazione del virus. Parola di chi ha voce in capitolo. Cioè degli scienziati, dei medici che sanno di cosa parlano. Meno, chiaramente, di altri, di quanti hanno fatto spettacolo. Soprattutto in TV . Di questo intendiamo parlare. Soltanto un accenno alla Tv commerciale privata, con trasmissioni in talune fasce orarie sguaiate e artatamente spettacolari (“per studio” ne ho visto qualche pezzetto). Ovviamente ciascuno faccia quello che vuole, liberi tutti per i tanti che la seguono. Semmai si pone un problema di gusto e, detto laconicamente, di cultura del Paese. Ma è del cosiddetto “servizio pubblico” che bisogna parlare. Dobbiamo farlo. Cioè, della Rai, TV di Stato, che in questi giorni (ma fossero soltanto questi), non ha dato gran prova di sé. Con tutte le trasmissioni giustamente incentrate all’argomento monstre, ma spesso condotte con un protagonismo esagerato e sospetto da parte di alcuni conduttori televisivi. Un’occasione di straordinaria visibilità che hanno sfruttato a loro vantaggio. Studi televisivi come vere arene (c’è anche una trasmissione con questo titolo), e tribalismo giornalistico al passo dei tempi, con scontro tra fazioni (politiche e non). Da tempo la TV pubblica rincorre la TV commerciale per un fatto di audience e ricavi pubblicitari. E non lesina ogni mezzo per farlo, venendo meno al suo impianto statutario. Quasi una mission per accorciare la distanza da quella Tv- spazzatura. Qualcuno però potrebbe anche ricordare che paghiamo il canone e in questi giorni ce lo ricorda la bolletta della luce che lo accorpa. E succede (è già successo) che in RAI sia sparito il teatro, la musica (ma non quella di Sanremo), la lirica, lo stesso cinema che non sia la stucchevole serie di fiction o qualcosa di simile. Rai chiusa, poi, ermeticamente, ai giovani, alla sperimentazione. Anche in questo caso, libera scelta, ma vogliosi di dire la nostra. Eh, la nostra. Come, per l’appunto, di trasmissioni e protagonisti che in questa difficile fase, hanno dato “il meglio di sé”. E con conduttori di talk-show furbi a creare le condizioni ideali per la gazzarra e, dunque, per l’audience. Senza comunque riuscire a convincere. Il gioco è diventato tanto esposto quanto è stato facile accorgersene. Basta invitare i “guastatori” e il gioco è fatto. “Esperti di tutto”, lo scibile della conoscenza. Non c’è argomento che non possano dibattere. E giornalisti, direttori di miserabili testate (basterebbero i titoli, anche sul virus) o di testate inesistenti, amici degli amici perennemente in video. Per confezionare un prodotto scadente e nella maggior parte dei casi artefatto. Sempre “per studio”, ne ho visto qualche pezzetto. Mi limito a due soli esempi, davvero demenziali, che dovrebbero impedire (anch’io uso provvedimenti …restrittivi) la presenza Tv ben oltre i quattordici giorni previsti per la quarantena. Direi, per un problema di igiene pubblica. C’è un video in rete (andate a vederlo) del critico d’arte Vittorio Sgarbi sul virus. Lunghezza smisurata e commenti sui sanitari impegnati non solo volgari, ma anche perseguibili. Una cosa fuori dal mondo o di testa. Se lui non crede a niente nessuno lo condannerà per questo, ma dovrebbe finirla lì. Ebbene, cosa invece succede? Alcuni conduttori, ingolositi, non lesinano inviti a Sgarbi sapendo che quando aprirà bocca l’audience spiccherà il volo. In che modo? Lui contro tutti o soltanto contro alcuni ospiti, con urla e offese a uomini e soprattutto donne. E con i conduttori che coccolano Sgarbi e benevolmente lo invitano a smettere quando esce dal seminato. Di frequente. A quel punto il gioco è fatto e il risultato raggiunto. Il tutto sembra anche un gioco. Che spreco per un personaggio di straordinaria cultura e intelligenza! Poi ci sono i conduttori che amano invitare le squadre affiatate, come per le terne arbitrali nella disputa di una partita di calcio. Ed ecco, sistematicamente, Travaglio contrapposto al sempiterno Sallusti o a quell’altro del giornale La Verità, (segnalatemi un solo lettore che ne abbia mai comprato una copia). Per ultimo, credo che l’aberrazione in questi giorni sia stata raggiunta e superata con la trasmissione di Rai1 Porta a Porta di Bruno Vespa. Cosa è successo? A seguito delle severe disposizioni antivirus e per mettere in sicurezza il personale tecnico (cautela per un sospetto caso di contagio), è stata sospesa la puntata di qualche giorno fa. Apriti cielo! La reazione di Vespa è stata furibonda, cosa che fa capire quale peso eserciti nella Tv pubblica. Una reazione deplorevole, gravissima per il suo ruolo, che anche in questo caso dovrebbe avere conseguenze. Dovrebbe. Ha definito inaccettabile, gravissima e pretestuosa la sospensione della puntata della “sua” trasmissione, che da decenni svaria per materia dalla situazione politica del momento al suggerimento di come cucinare la verza, da come pensano tutto il giorno i Vip a cosa conviene indossare per una serata di gala. Vi rendete conto? E mentre (giustamente) il Governo, d’intesa con le Autorità sanitarie, in un momento drammatico, per il paese, ci obbliga di restare a casa, lui si permette una reazione così scomposta. Da vero padrone, difende la sua creatura, padrone di una certa Tv che, anche in questo caso, passato il virus, dovrebbe essere soggetta a una qualche restrizione. Quella di vedere mandato in pensione anticipata dal servizio pubblico gente come lui, fuori dal tempo e dalla storia. LUIGI NANNI Rubrica “La Caverna…”


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