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Tre agenti sono rimasti intossicati, sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco.
Tre agenti sono rimasti intossicati, sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco.
Mattinata di paura nel carcere di Pescarenico a Lecco. Domenica 3 agosto, intorno alle 9, un detenuto ha appiccato un incendio nella propria cella, provocando un denso fumo che si è rapidamente diffuso nel reparto. Il rogo è stato contenuto grazie al tempestivo intervento della polizia penitenziaria, dei Vigili del Fuoco e del personale sanitario del 118. Tre agenti sono rimasti intossicati e sono stati trasportati in pronto soccorso: le loro condizioni, fortunatamente, non risultano gravi.
Secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, l'incendio è stato causato da un gesto volontario del detenuto, le cui motivazioni sono ancora in fase di accertamento. L’episodio ha riacceso i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno delle carceri italiane, spesso sovraffollate e prive di adeguate misure antincendio. Preoccupazione e solidarietà sono state espresse da più fronti, mentre cresce la richiesta di interventi urgenti per garantire l’incolumità di agenti e operatori.
“Non possiamo accettare che chi lavora ogni giorno in prima linea debba rischiare la vita per l’assenza di protocolli adeguati e strumenti di sicurezza essenziali” – dichiara l’avv. Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons Lombardia – “È necessario agire subito per proteggere gli agenti penitenziari e prevenire nuovi episodi drammatici”.
Per tale motivo, il Codacons ha presentato esposto alla Procura della Repubblica di Lecco, chiedendo di accertare eventuali responsabilità per omessa adozione di misure di sicurezza e prevenzione antincendio all’interno dell’istituto penitenziario.
L’associazione ha inoltre comunicato l’intenzione di costituirsi parte offesa nel procedimento penale, al fine di tutelare l’interesse pubblico alla sicurezza nei luoghi di detenzione e alla salvaguardia del personale di servizio.