Medio Oriente: Borse travolte dal conflitto, Milano crolla, vola il petrolio

Il Ftse Mib cede l'1,87%, lo spread sale a 64 punti mentre gas e greggio schizzano verso l'alto per il timore del blocco dello stretto di Hormuz.

(Prima Pagina News)
Lunedì 02 Marzo 2026
Roma - 02 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il Ftse Mib cede l'1,87%, lo spread sale a 64 punti mentre gas e greggio schizzano verso l'alto per il timore del blocco dello stretto di Hormuz.

L’apertura dei mercati finanziari riflette lo shock geopolitico seguito all’offensiva militare in Medio Oriente, con le piazze europee che virano bruscamente in rosso.

Piazza Affari segna un netto calo con l’indice Ftse Mib che lascia sul terreno l'1,87% a quota 46.325 punti. La tensione è altissima nel settore bancario, dove Intesa Sanpaolo e Popolare Sondrio non sono riuscite inizialmente a fare prezzo, registrando un calo teorico del 4%.

Pesante il comparto industriale con Stellantis che sprofonda del 6%, mentre si muovono in controtendenza i titoli legati alla difesa e all’energia: Leonardo vola con un +6% ed Eni guadagna il 4,7%. Il clima di incertezza contagia l'intero continente, con l'indice Stoxx 600 in calo dell'1,5%.

Tra le borse principali, Madrid è la peggiore con un -2,6%, seguita da Milano (-2,1%), Francoforte (che segna un avvio negativo al -2,33% per poi assestarsi a -1,7%), Parigi (-1,6% dopo un avvio a -0,04%) e Londra (-0,91%).

A livello settoriale, il lusso e l'auto guidano i ribassi con perdite rispettivamente del 4% e del 3%, seguite da banche (-3%) e assicurazioni (-1,5%). Le utility limitano i danni a un -0,3%, nonostante il prezzo del gas registri un'impennata del 20% a 38,45 euro al megawattora.

Il timore per la possibile chiusura dello stretto di Hormuz ha innescato una vera e propria fiammata sulle materie prime. Il settore dell’energia segna un +3,4%, trainato dal balzo del petrolio: il Wti sale del 7,5% a 72,11 dollari al barile, mentre il Brent guadagna l'8,1% portandosi a 78,79 dollari.

Anche i beni rifugio tornano protagonisti: l'oro schizza a 5.391 dollari l'oncia, con un incremento del 4,1%.

Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato sono in lieve rialzo, con lo spread tra Btp e Bund che sale a 64 punti; il tasso del decennale italiano si attesta al 3,30% contro il 2,66% di quello tedesco.

Per quanto riguarda le valute, il dollaro si rafforza considerevolmente con l'euro che scende a 1,1737 sul biglietto verde, mentre si indeboliscono anche sterlina e franco svizzero.

La crisi non risparmia i mercati globali, con l'Asia che ha chiuso la seduta in netto territorio negativo: Tokyo ha perso l'1,35% con lo yen che si deprezza a 156,80 sul dollaro (stabile a 184 sull'euro), mentre Hong Kong cede il 2%, Seul l'1%, Mumbai l'1,8% e Shenzhen lo 0,6%, con la sola Shanghai in controtendenza a +0,5%.

L'allarme si estende anche oltreoceano, dove i future di Wall Street anticipano un'apertura drammatica: i contratti sul Nasdaq 100 cedono il 2% e quelli sullo S&P 500 lasciano sul terreno l'1,6%.


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