Tony Dallara, la storia dell’“urlatore” che portò l’Italia dal juke-box a Sanremo: da “Come prima” a “Romantica”

Dall’esordio nei locali milanesi e l’incontro decisivo con l’etichetta Music, fino al trionfo a Sanremo 1960 con Renato Rascel: il percorso di Tony Dallara racconta la nascita di una nuova energia nella canzone italiana.

(Prima Pagina News)
Venerdì 16 Gennaio 2026
Roma - 16 gen 2026 (Prima Pagina News)

Dall’esordio nei locali milanesi e l’incontro decisivo con l’etichetta Music, fino al trionfo a Sanremo 1960 con Renato Rascel: il percorso di Tony Dallara racconta la nascita di una nuova energia nella canzone italiana.

Tony Dallara, nome d’arte di Antonio Lardera, si è spento a Roma il 16 gennaio 2026 all’età di 89 anni.

La sua figura resta legata alla stagione degli “urlatori”, quando la voce si fece più potente e moderna e la musica leggera iniziò a parlare il linguaggio dei giovani.

Non fu solo un interprete di successo: fu un segnale di cambiamento, capace di spostare l’attenzione dal canto “composto” a una presenza scenica più diretta e istintiva.

Il salto avvenne nel 1957, quando lavorava come fattorino per la casa discografica Music e venne notato dal direttore Walter Guertler, che lo mise sotto contratto e gli suggerì il cognome d’arte “Dallara”.

Da lì nacque “Come prima”, brano che divenne il suo primo grande traino popolare e lo impose rapidamente al pubblico di massa.

In pochi anni, quell’impronta vocale e quel modo di stare sul palco contribuirono a definire un’estetica nuova, a metà tra tradizione melodica e spinta rock’n’roll.

Il 1960 segnò l’apice: Tony Dallara vinse il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con “Romantica”, canzone che nello stesso anno trionfò anche a Canzonissima.

Secondo quanto riportato, “Romantica” venne tradotta in numerose lingue, arrivando perfino al giapponese, a testimonianza di una popolarità che andò oltre i confini italiani.

In quello stesso periodo la sua immagine divenne parte dello spettacolo dell’epoca, anche attraverso la partecipazione a film musicali.

Dopo la consacrazione, tornò a Sanremo nel 1961 in coppia con Gino Paoli con “Un uomo vivo” e conquistò ancora Canzonissima con “Bambina, bambina”.

Sempre nei primi anni ’60 incise anche “La novia”, rimasta per settimane al primo posto delle classifiche italiane, confermando una fase artistica particolarmente fertile.

Oggi il suo repertorio continua a funzionare come memoria condivisa: canzoni che raccontano un’Italia in trasformazione e un modo di cantare che, all’epoca, fece scuola.


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