Trasnistria: Maia Sandu spera nella riunificazione con la Moldavia

In un'intervista al quotidiano francese Libération, il capo dello stato balcanico afferma che la presenza di truppe russe costituisce un problema

(Foto: La presidente Maia Sendu)

di Renato Narciso
Mercoledì 25 Febbraio 2026
Chisinau (Moldavia) - 25 feb 2026 (Prima Pagina News)

In un'intervista al quotidiano francese Libération, il capo dello stato balcanico afferma che la presenza di truppe russe costituisce un problema

(Foto: La presidente Maia Sendu)

Il capo dello Stato della Moldavia Maia Sandu, ha detto che spera di risolvere la questione della Transnistria nel a breve termine.

"Speriamo di risolvere questo problema il prima possibile e, naturalmente, di farlo in modo pacifico", ha dichiarato in un'intervista al quotidiano francese Libération.

Secondo la Sandu, il governo moldavo sta compiendo "importanti passi verso la reintegrazione economica e sociale" della Transnistria.

Ha ribadito che la presenza di truppe russe nella Trasnistria "costituisce un problema".

Dal canto suo invece, il presidente della Transnistria, Vadim Krasnoselsky, aveva recentemente elogiato il ruolo”decisivo” svolto dall'esercito russo nel mantenimento della pace nella regione. 

"Chi chiede il ritiro immediato delle forze di pace russe non conosce la storia di questo conflitto" – aveva dichiarato.

La Transnistria, è una regione a maggioranza russofona ubicata sulla riva sinistra del fiume Dniester.

Decise la secessione dalla Moldavia nel settembre 1990, dopo la richiesta da parte di Chisinau che la repubblica uscisse dall'Unione Sovietica per unirsi alla Romania.

Da allora, rapporti tra i 2 stati sono stati molto tesi. 

Nel 1992, dopo lo scioglimento dell'URSS il governo di Chişinău tentò un'azione di forza che sfociò in un breve ma intenso conflitto che provocò centinaia di persone da entrambe le parti.

La guerra fu interrotta da un cessate il fuoco nel 1992 e l'invio di truppe russe in Transnistria.

Successivamente si tennero i negoziati per un accordo di pace, noto come formato 5+2 (Moldavia, Transnistria, OSCE, Russia, Ucraina e osservatori di USA e UE.

Da allora, le forze russe, insieme ai loro colleghi transnistriani e moldavi, hanno presenziato la regione. 

Da allora circa mille soldati russi è schierato nella regione per garantire la sicurezza dei depositi contenenti più di 20mila tonnellate di munizioni, immagazzinate lì dopo il ritiro delle truppe sovietiche dai paesi europei.


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