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Sos Scrittura, manuale pratico per giornalisti in erba, e forse non solo. La prefazione è del grande Sergio Lepri
Appena fresco di stampa è uscito “Sos Scrittura”, di Carlo Picozza, Fausto Raso, Santo Strati, con la prefazione di Sergio Lepri (al centro nella foto festeggiato per i suoi cento anni), copertina e illustrazioni di Massimo Bucchi, 304 pagg, Edito da MEDIA&BOOKS (2021), anche in versione ePub per Android/iPad/Amazon Kindle.
(Prima Pagina News)
Sabato 10 Aprile 2021
Roma - 10 apr 2021 (Prima Pagina News)
Appena fresco di stampa è uscito “Sos Scrittura”, di Carlo Picozza, Fausto Raso, Santo Strati, con la prefazione di Sergio Lepri (al centro nella foto festeggiato per i suoi cento anni), copertina e illustrazioni di Massimo Bucchi, 304 pagg, Edito da MEDIA&BOOKS (2021), anche in versione ePub per Android/iPad/Amazon Kindle.
La prefazione è quella di una icona del giornalismo italiano, Sergio Lepri, storico e indimenticabile direttore dell’ANSA dal 1962 al 1990, giorno in cui lasciò il suo ufficio per andare in pensione.

Sos Scrittura è un libro sul mondo della comunicazione e soprattutto un vero e proprio vademecum per chi ogni giorno ha a che fare con la scrittura. Contaminata da inglesismi incerti e claudicante nello stesso suo idioma, la lingua italiana – vi si legge nella prefazione- vive una fase di incomprensione massima per tanti.

Da strumento di comunicazione e relazione tra persone, spesso si trasforma in un muro invalicabile.

Da mezzo di coesione sociale – dentro i crescenti particolarismi che connotano questo momento della vita collettiva – rischia di produrre separatezze e divisioni aggiuntive. È così per l’italiano scritto. Lo è, ancor più, per quello parlato. Sfogliando i giornali, i libri, anche di editori collaudati- spiegano e dimostrano gli autori del saggio- si incappa a volte in errori linguistici marchiani; orrori che infrangono il patto implicito di lealtà e rispetto che un autore stringe con i lettori, gli ascoltatori, i telespettatori.

Anche per ciò, nasce questo Primo soccorso linguistico.

Questo libro- avverte Carlo Picozza- non è un manuale di scrittura né il surrogato di un dizionario. Come un coltellino dell’esercito svizzero, di quelli con funzioni plurime, vuole essere uno strumento agile di consultazione in caso di incertezze e perplessità che insorgono davanti alla tastiera.

Aiuterà a scansare le insidie del cattivo uso della lingua mettendo al bando, per esempio, le frasi (mal)fatte, le locuzioni più banali, suggerendo il verbo più adatto al contesto del periodo o ricordando qualche regola di base per condurre in porto la redazione di un testo senza soccombere alle traversie della sintassi o a quelle della logica.

Sos Scrittura è un vademecum per chi, con le parole, è chiamato a fare da intermediario tra le vicende dell’esistenza umana e i loro osservatori partecipanti, il pubblico.

È la cassetta degli attrezzi minimi, dove trovare segnalazioni e controindicazioni: dai suggerimenti per l’uso delle lettere maiuscole (con la messa al bando della grafia tutta alta per un termine o un acronimo che così scritto è come se venisse urlato) alle istruzioni per i segni di interpunzione (contro gli invincibili dadaisti del testo senza virgole né punti). Vi si trovano i significati di sigle come Mes, di acronimi tipo Cosap, Lea, Rca, Kgb e dei lemmi della tecnologia.

Su quest’ultimo aspetto, ecco un altro glossario che, senza trasformare alcuno in un emulo di Bill Gates, aiuterà a scansare scivoloni ricorrendo alle parole di Internet, facendo scoprire a quanti non la conoscono, per esempio, la differenza tra server e router o tra Mega e Giga.

Aiuterà a usare i termini appropriati anche a chi sa poco di informatica. Le proposte di stile qui avanzate – forti di tre glossari, di un “bestiario” dei luoghi comuni, di un ausilio sull’uso di verbi, avverbi, punteggiatura – al pari di un Primo soccorso linguistico, potranno essere messe da parte a lavoro finito: spunti di rotta, insomma, pronti a diventare punti di imbarco per nuovi approdi di scrittura. È destinato a quanti, giornalisti o scrittori emergenti, cimentandosi con un testo, sono assaliti dal dubbio. Si tratta di “pillole” pronte per l’uso con la sola funzione di dissipare i sintomi, non già di sconfiggere il malessere alla base di lacune sintattiche.

Veniamo agli autori.

Carlo Picozza, giornalista professionista, è laureato in Sociologia a Trento. Ha collaborato con vari centri di ricerca (Cref, Cnel, etc), l’Ue, con Il Messaggero, Affari & Finanza. Lavora a Repubblica. Ha scritto vari libri ed è responsabile della Formazione per l’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Fausto Raso, laureato in Scienze della Comunicazione, è pubblicista dal 1989. Ha lavorato per quotidiani e periodici con rubriche di lingua. È autore, con Carlo Picozza, del libro Giornalismo. Errori e orrori e, da solo, di Un tesoro di lingua. Collabora con alcune testate online della Capitale.

Santo Strati, giornalista professionista dal 1974, ha lavorato per quotidiani, settimanali e in Rai. Autore e regista. Ha curato la riedizione di Buio a Reggio (2020), libro-reportage sulla rivolta firmato con Luigi Malafarina e Franco Bruno. Dirige il quotidiano digitale e online Calabria.Live (b.n.)

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