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L'ultimo lavoro di Francesco Saverio Esposito Colucci è frutto di una ricerca rigorosa e di un atto di amore verso la sua terra
(Foto: Francesco Saverio Esposito Colucci)
L'ultimo lavoro di Francesco Saverio Esposito Colucci è frutto di una ricerca rigorosa e di un atto di amore verso la sua terra
(Foto: Francesco Saverio Esposito Colucci)
“In viaggio alla fine del Settecento da Positano e dal piano di Sorrento verso Napoli, Palermo e Gallipoli” edito da Longobardi, 2025, questo l'ultimo lavoro di Francesco Saverio Esposito Colucci.
Il saggio di Esposito Colucci, avvocato da sempre schierato a difesa dell'ambiente e del territorio, rappresenta il culmine di un percorso intellettuale dedicato alla riscoperta delle radici profonde della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana.
Frutto di una Ricerca Rigorosa, ove il "primato del documento" e l’assoluta fedeltà alle fonti d’archivio, sono stati gli elementi chiave del suo lavoro.
Una narrazione non veicolata dai “si dice” o dalle memorie orali, ma basando ogni affermazione su indagini minuziose svolte presso l’Archivio di Stato di Napoli, l’Archivio Diocesano e l’Archivio di Stato di Salerno.
Mediante lo studio di atti notarili, registri bancari (come quelli del Banco San Giacomo e Vittoria) e contratti di costruzione navale, l’autore ricostruisce con precisione chirurgica flussi economici, parentele e strategie commerciali.
Un grande lavoro di storia sociale finalizzata a “strappare all’oblio” volti e imprese dimenticati.
Il saggio nasce dal desiderio di dare un’origine a una sua antenata, Maria Teresa Buonocore, e si espande poi fino a evidenziare un’intera classe sociale — quella dei padroni marittimi e dei mercanti — che tra il XVIII e il XIX secolo è stata protagonista dei commerci nel Mediterraneo e oltre.
Tra i temi principali nel libro vi è "l’egemonia positanese", ove emerge l'immagine di una Positano inedita, non solo di centro turistico, ma centro pulsante di un’economia finanziaria e mercantile di portata europea.
I mercanti positanesi, famiglie come i Rossi, i De Pace, i Buonocore, non erano solo navigatori, ma veri e propri “tycoon” dell’epoca, capaci di influenzare i mercati di Palermo, Gallipoli e persino di intrecciare rapporti con le Isole Vergini Danesi nei Caraibi.
La ricenca di Esposito Colucci mette in luce anche lo studio come la marineria del Piano di Sorrento e di Positano avesse ampie connessioni internazionali, che si palesavano con l'importazione tessuti dall’Inghilterra e con posizioni di predominio nel mercato dell’olio nel Salento o quello del grano in Sicilia.
Il lavoro mette in rilievo figure straordinarie come il capitano Michele Maresca, tesoriere durante la Repubblica Partenopea, o i fratelli Buonocore, capaci di trasformarsi da marinai in eccellenti uomini di affari della capitale.
L’opera può essere definita a tutti gli effetti un trattato accademico oltre che un atto d’amore verso la propria terra, fornendo ai cittadini della Penisola sorrentina e di Positano la possibilità di riscoprire un passato glorioso, in cui i loro antenati furono protagonisti della storia economica del Regno di Napoli prima e delle Due Sicilie poi.