Colosseo, biglietti introvabili e rivendite: il TAR conferma la maxi multa da 7 milioni a CoopCulture

Secondo l’Antitrust, una parte dei ticket finiva nelle mani di sistemi di acquisto automatizzato e in vendite abbinate a servizi più cari, riducendo la disponibilità dei biglietti a prezzo base; il TAR del Lazio ha confermato la sanzione e la legittimità dell’importo. Il caso richiama anche l’inchiesta de Le Iene che denunciava l’impossibilità di acquistare online il biglietto “ordinario” e la presenza di rivendite a prezzi maggiorati attorno al monumento.

(Prima Pagina News)
Martedì 27 Gennaio 2026
Roma - 27 gen 2026 (Prima Pagina News)

Secondo l’Antitrust, una parte dei ticket finiva nelle mani di sistemi di acquisto automatizzato e in vendite abbinate a servizi più cari, riducendo la disponibilità dei biglietti a prezzo base; il TAR del Lazio ha confermato la sanzione e la legittimità dell’importo. Il caso richiama anche l’inchiesta de Le Iene che denunciava l’impossibilità di acquistare online il biglietto “ordinario” e la presenza di rivendite a prezzi maggiorati attorno al monumento.

Il TAR del Lazio ha confermato la sanzione da 7 milioni di euro inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) in relazione ai servizi di biglietteria del Parco Archeologico del Colosseo e alla prolungata indisponibilità dei biglietti di accesso. I giudici amministrativi hanno respinto le contestazioni sull’entità della sanzione, dichiarando infondate le censure sul “quantum” e rendendo di fatto definitiva la maximulta.

Nel provvedimento l’Antitrust ricostruisce un quadro in cui CoopCulture (gestore del servizio di biglietteria dal 1997 al 2024) avrebbe contribuito “in piena consapevolezza” alla grave e prolungata indisponibilità dei biglietti a prezzo base. Da un lato, secondo l’Autorità, non sarebbero state adottate misure adeguate per contrastare l’accaparramento tramite strumenti automatizzati; dall’altro, sarebbero stati riservati quantitativi importanti di biglietti alla vendita abbinata alle visite didattiche della stessa società, con benefici economici rilevanti. L’effetto, sempre secondo l’Antitrust, è stato quello di spingere molti visitatori verso tour operator e piattaforme di rivendita che proponevano ticket insieme a servizi aggiuntivi, a prezzi più alti di quelli ufficiali.

Il tema dei biglietti “spariti” dal circuito ufficiale era già emerso in tv: in un servizio de Le Iene si raccontava che trovare sul sito ufficiale un biglietto a 16 euro fosse “impossibile”, mentre davanti al Colosseo ci sarebbero state rivendite a cifre molto superiori (nell’ordine di 50 euro nel racconto televisivo). Nel servizio l’inviato Filippo Roma sollevava il problema e chiedeva conto delle soluzioni a istituzioni e responsabili, puntando l’attenzione sul corto circuito tra domanda altissima, disponibilità reale e mercato parallelo.

Per i viaggiatori, la lezione è pratica: conviene pianificare con anticipo, verificare sempre che il canale di vendita sia davvero ufficiale e diffidare di offerte che “nascondono” il biglietto dentro servizi accessori non richiesti. In caso di prezzi anomali o condizioni poco chiare (cambio nominativo, ritiro complicato, assistenza assente), meglio rinunciare e cercare alternative trasparenti, anche su giorni e fasce orarie diverse.


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