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Intervista all'AD di Vianini Lavori, Vincenzo Onorato. Dalla spinta del PNRR ai cantieri strategici per Milano-Cortina 2026, l’AD Vincenzo Onorato racconta missione industriale, “metodo Vianini” e sfide delle grandi opere: portafoglio lavori oltre 1,6 miliardi, consegne in anticipo sulla SS51 “di Alemagna” e l’Arena Santa Giulia (PalaItalia) come nuova infrastruttura-icona per lo sport e gli eventi.
Intervista all'AD di Vianini Lavori, Vincenzo Onorato. Dalla spinta del PNRR ai cantieri strategici per Milano-Cortina 2026, l’AD Vincenzo Onorato racconta missione industriale, “metodo Vianini” e sfide delle grandi opere: portafoglio lavori oltre 1,6 miliardi, consegne in anticipo sulla SS51 “di Alemagna” e l’Arena Santa Giulia (PalaItalia) come nuova infrastruttura-icona per lo sport e gli eventi.
Nel mercato delle costruzioni che accelera tra investimenti pubblici e grandi eventi, Vianini Lavori — azienda con oltre 120 anni di storia — rivendica un ruolo da protagonista nella modernizzazione delle infrastrutture italiane, puntando su capacità realizzativa, solidità finanziaria e qualità esecutiva. Un percorso che negli ultimi tre anni si è tradotto in una crescita netta del portafoglio lavori, arrivato a superare miliardi di euro, e in un posizionamento sempre più mirato sulle opere complesse e strategiche.
Ma numeri e cantieri, da soli, non bastano a raccontare la partita. In questa intervista, Vincenzo Onorato entra nel merito del “metodo Vianini”: pianificazione rigorosa, integrazione delle competenze e rapporto trasparente con i committenti, in un equilibrio continuo tra tempi, sicurezza e gestione delle criticità. Un’impostazione che diventa decisiva quando la complessità del progetto non ammette margini d’errore.
Dalle varianti di Tai e Valle di Cadore lungo la SS51 “di Alemagna”, consegnate in anticipo, fino alla nuova Arena Santa Giulia realizzata dal Consorzio Eteria per le competizioni di hockey su ghiaccio di Milano-Cortina 2026, il racconto incrocia anche consenso, impatto sul territorio e vincoli ambientali. E pone una domanda più ampia: quale lezione lasceranno questi cantieri “straordinari” al modo di costruire in Italia, dopo i Giochi e oltre la stagione del PNRR?
Vianini Lavori è un nome storico del settore: oggi, in un mercato che accelera tra PNRR e grandi eventi, qual è la vostra “missione” industriale e dove volete crescere nei prossimi 2-3 anni?
Vianini Lavori è un’azienda con oltre 120 anni di attività di rilievo nel panorama delle costruzioni e grandi opere, che si caratterizza per una visione molto concreta delle opportunità presenti e future. Oggi la nostra missione industriale è contribuire in modo diretto alla modernizzazione delle infrastrutture del Paese, coniugando capacità realizzativa, solidità finanziaria e qualità esecutiva.
Negli ultimi tre anni abbiamo registrato una crescita significativa: il portafoglio lavori ha superato 1,6 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto al 2022. È il risultato di una strategia focalizzata su opere complesse e strategiche — infrastrutture di mobilità, trasporto pubblico, edilizia civile e impiantistica — in linea con le priorità del PNRR e con i grandi eventi di modernizzazione delle infrastrutture del Paese. Nei prossimi 2-3 anni vogliamo consolidare questa traiettoria, rafforzando la nostra presenza nei grandi programmi infrastrutturali dove l’esperienza e l’affidabilità fanno la differenza.
Alla base di questa strategia e dei suoi risultati, c’è il lavoro di squadra: ogni giorno tecnici, operai e manager portano competenze, responsabilità e cultura della sicurezza nei cantieri. La crescita di Vianini Lavori non è solo nei numeri, ma nella capacità di realizzare opere che durano nel tempo e creano valore per i territori e per il sistema Paese.
Lei parla spesso di approccio e metodo: che cos’è, in concreto, il “metodo Vianini” e in cosa si distingue quando tempi e complessità del cantiere non ammettono margini d’errore?
Quando parliamo di “metodo Vianini” non ci riferiamo a uno slogan, ma a un approccio operativo molto concreto, costruito su esperienza, organizzazione e affidabilità. È un metodo che si basa su tre pilastri: pianificazione rigorosa, integrazione delle competenze e qualità delle relazioni lungo tutta la filiera del progetto.
Partiamo da una progettazione esecutiva solida e condivisa, con un controllo puntuale di tempi, costi e avanzamenti fin dalle fasi iniziali. Un elemento distintivo del metodo Vianini è il dialogo continuo e corretto con i committenti. Crediamo che la qualità di un’opera e il rispetto delle scadenze passino anche dalla capacità di mantenere un confronto trasparente, costante e costruttivo, affrontando tempestivamente le criticità e rispettando gli impegni assunti. Il rispetto degli accordi non è solo una questione contrattuale, ma un fattore industriale che incide direttamente sull’efficacia del cantiere.
A questo si affianca il valore imprescindibile del lavoro di squadra: operiamo con strutture tecniche stabili, personale qualificato e una forte attenzione alla sicurezza. In sintesi, il nostro carattere distintivo è la combinazione di determinazione, competenze tecniche e relazioni professionali che creano fiducia.
Cantieri legati a Milano-Cortina 2026: quali sono, per Vianini, le opere più strategiche in corso e quali sono i passaggi decisivi che avete affrontato?
I cantieri legati ai Giochi Milano-Cortina 2026 hanno rappresentato per noi una sfida e una responsabilità. Tra le opere più strategiche, abbiamo appena inaugurato le varianti di Valle di Cadore e di Tai di Cadore lungo la SS51 “di Alemagna”, realizzate per Anas e consegnate in anticipo rispetto ai tempi previsti, migliorando sicurezza e fluidità della mobilità su un asse fondamentale della viabilità dolomitica. Queste varianti si inseriscono nel Piano Straordinario per l’Accessibilità a Cortina 2021 e costituiscono interventi che renderanno più efficiente l’accesso all’intero territorio durante e dopo i Giochi. Per realizzarle, è stato necessario l’impegno di 500 tra operai e tecnici, 150 mezzi e una intensa organizzazione che non ha conosciuto pause nel ritmo di esecuzione, nonostante le complessità del progetto e il contesto ambientale delicato.
Inoltre, come Consorzio Eteria, insieme a Itinera, stiamo realizzando la nuova Arena Santa Giulia (o PalaItalia) di Milano, un’opera del livello di analoghe grandi strutture internazionali, capace di ospitare 16.000 spettatori in 83.500 mq di superfici e con tutti i servizi. Verrà utilizzata per le competizioni di hockey sul ghiaccio per i giochi olimpici di Milano Cortina e, dopo, sarà un polo di riferimento per spettacoli, concerti e fiere, oltre che per lo sport. Anche questo è un progetto affrontato con la massima attenzione ai tempi e grazie all'impegno costante delle professionalità in campo.
Le grandi opere vivono anche di consenso e impatto sul territorio: come gestite il rapporto con comunità locali, vincoli ambientali e interferenze urbane, e qual è la lezione che questi cantieri “straordinari” lasceranno al modo di costruire in Italia?
Per noi il rapporto con le comunità locali non è un elemento secondario, ma parte integrante della riuscita di un progetto. Nei cantieri come quelli di Tai e Valle di Cadore, ad esempio, abbiamo mantenuto un dialogo aperto e costante, insieme ad Anas, con le amministrazioni comunali, le istituzioni e i cittadini, accompagnando l’opera con variazioni progettuali e iniziative che vanno oltre il cantiere. Per citare un esempio, abbiamo donato al Comune di Valle di Cadore una mensa scolastica, realizzata vicino alla scuola primaria.
Esistono poi i vincoli ambientali e le interferenze urbane: affrontarle significa conciliare esigenze tecniche con sensibilità territoriali, gestendo canali di comunicazioni aperti e trasparenti, per condividere le decisioni e aumentare la consapevolezza dei benefici minimizzando gli impatti del cantiere. Crediamo che la lezione di queste grandi opere sia proprio questa: lavorare con le comunità, coinvolgerle nelle fasi chiave, pianificare con attenzione e lasciare un valore duraturo che non sia solo infrastrutturale, ma anche sociale e ambientale.