Emergenza IPM: record storico di minori detenuti nell'era del Decreto Caivano

Il dossier di Antigone scatta una fotografia drammatica della giustizia minorile italiana: carceri sovraffollate per la prima volta nella storia, mentre i reati giovanili restano tra i più bassi d'Europa.

(Prima Pagina News)
Mercoledì 25 Febbraio 2026
Roma - 25 feb 2026 (Prima Pagina News)

Il dossier di Antigone scatta una fotografia drammatica della giustizia minorile italiana: carceri sovraffollate per la prima volta nella storia, mentre i reati giovanili restano tra i più bassi d'Europa.

Per la prima volta nella storia repubblicana, il sistema penitenziario minorile italiano si ritrova a gestire un’emergenza sovraffollamento che ne tradisce la natura rieducativa.

I dati contenuti nell’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile rivelano un quadro di saturazione senza precedenti: al 31 dicembre 2025, i ragazzi ristretti negli Istituti penali per minorenni (Ipm) hanno raggiunto quota 572, segnando un’impennata del 50% rispetto ai 381 registrati appena tre anni prima.

Secondo l'associazione, questa esplosione di presenze non è figlia di una reale escalation della criminalità giovanile, spesso oggetto di narrazioni allarmistiche infondate, bensì l'effetto diretto dell'applicazione del Decreto Caivano.

L'introduzione della norma nel 2023 ha agito da acceleratore, facendo lievitare la presenza media giornaliera di oltre il 30% in un solo anno e portando il sistema a una pressione strutturale che non accenna a diminuire, nonostante una leggera flessione nella velocità di crescita registrata nell'ultimo biennio.

L'analisi di Antigone mette in luce un paradosso statistico: mentre le celle si riempiono, i dati Eurostat confermano che l'Italia resta tra i Paesi europei con i tassi di denuncia più bassi per la fascia minorile.

Sebbene si registrino incrementi preoccupanti nei tentati omicidi e nelle violenze sessuali, altre fattispecie come i reati legati agli stupefacenti risultano in calo, nonostante la linea dura contro lo spaccio di lieve entità.

Un dato che scardina molti pregiudizi riguarda la composizione della popolazione detenuta e la gravità dei delitti. Sebbene la componente straniera sia rilevante, toccando il 42,3% del totale, sono i giovani di cittadinanza italiana a rappresentare la larga maggioranza degli ingressi per i reati più gravi: nel 2025 sono stati italiani l'86% dei minori entrati per omicidio e il 63% di quelli accusati di violenza sessuale.

Il rapporto pone infine l'accento sulla condizione di estrema fragilità dei minori stranieri non accompagnati, una categoria che rischia di essere gestita esclusivamente tramite logiche di contenimento e allontanamento dal circuito minorile.

Antigone denuncia una gestione che spesso ricorre a trasferimenti improvvisi o, in casi critici, a eccessive somministrazioni farmacologiche per contenere il disagio.

Sullo sfondo resta la crisi del sistema di accoglienza: a fronte di una platea di circa 17mila minori non accompagnati, le risorse per il Sistema accoglienza integrazione (Sai) appaiono sempre più esigue. Nonostante l'aumento dei contributi giornalieri per i Comuni, le previsioni finanziarie per il prossimo triennio indicano tagli per circa 50 milioni di euro, lasciando presagire un ulteriore indebolimento dei percorsi di integrazione a favore di una gestione puramente repressiva e carceraria.


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